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Crisi della Fondazione Petruzzelli Conservatori e Riformisti attaccano
Si sviluppa su tre fronti l'attacco che i Conservatori e Riformisti sferrano nei confronti di Michele Emiliano sulla vicenda controversa e articolata delle asuunzioni della Fondazione Petruzzelli, che rischiano di trasformare la crisi in una deriva fallimentare per l'Ente lirico-sinfonico barese. L'azione combinata si delinea a Roma e al Senato, alla Camera dei Deputati, e aBari in Consiglio Regionale pugliese.
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“Sulla vicenda delle assunzioni senza concorso pubblico al Petruzzelli e che oggi potrebbero mettere in ginocchio il Teatro barese, sembra che si aspetti sempre Godot, mentre si assiste ad un inaccettabile rimpallo di responsabilità sulla situazione in cui versa la Fondazione. Sulla questione stiamo depositando una interrogazione urgente ai ministri competenti", dichiarano in una nota i senatori Luigi d’Ambrosio Lettieri e Pietro Liuzzi.
 
"Non è da oggi - ricordano - che denunciamo l’uso del Teatro come una specie di bancomat elettorale e troviamo singolare che chi è stato sindaco di Bari per dieci anni e in tale veste poi abbia assunto l’incarico di presidente della Fondazione faccia Alice nel Paese delle Meraviglie e non abbia altro da dire oggi se non che il Ministero non dava il consenso per i concorsi".
 
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"Circostanza contraddetta dall’ex sovrintendente Fuortes", precisano, "ma soprattutto da chi, come il dirigente del Mibac, Salvo Nastasi, ha avuto contezza diretta dei fatti per il ruolo che ricopriva all’epoca e che ha sottolineato, in recenti dichiarazioni, che “per far funzionare il Teatro e assumere personale, bisognava per legge fare i concorsi. Invece, per evitarlo e rinviare il problema, si ricorse a contratti a tempo determinato, che non dovevano essere autorizzati, rinnovati più e più volte. Una scelta di Michele Emiliano e del sovrintendente dell’epoca che, ovviamente, ha illuso i lavoratori e creato forti aspettative, oltre che indebolito la Fondazione nella difesa in seguito delle sue posizioni”.
 
"Parole che sono pietre - sottolineano i due senatori CoR - e non certo lanciate da quei gufi della minoranza di centrodestra che già nel 2008 accendevano i riflettori sull’uso improprio del Teatro e sulla presunta Parentopoli, chiedeva al ministro Fornero l’apertura di un tavolo interministeriale sul lavoro precario, scriveva alla segretaria della Cgil, Camusso, interrogava i ministri dei Beni culturali e dell’Interno sui provvedimenti da adottare per il ripristino della legalità e, con un emendamento al ddl 2150, sosteneva la deroga al blocco delle assunzioni, procedure concorsuali ad evidenza pubblica e previsione della relativa copertura finanziaria per l’adeguamento dell’organico. E’ il momento non più rinviabile della verità”.
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Un intervento finanziario a sostegno della Fondazione, ma nessuna sanatoria per le procedure illegittime. È questo, invece, l'oggetto di una interrogazione al Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, presentata dai parlamentari CoR Antonio Distaso, Trifone Altieri, Nicola Ciracì e Benedetto Fucci.

"Da numerosi articoli di stampa - scrivono i parlamentari - si apprende della esistenza di 181 ricorsi nei confronti della Fondazione lirica Teatro Petruzzelli di Bari, da parte di dipendenti assunti con contratto a tempo determinato. Sono state già 21 le sentenze a favore dei lavoratori e analoga sorte dovrebbe riguardare i 160 ricorsi pendenti. La condanna della Fondazione alla riassunzione dei lavoratori e al pagamento dei danni porterebbe l'Ente lirico a dover sopportare una spesa di circa sei milioni di euro, con conseguente rischio di liquidazione".

nicola ciracì ape
 

I parlamentari sollecitano un'azione del Ministero perché “Una eventuale e non auspicabile mancanza di intervento, a fronte di atti e provvedimenti ritenuti illegittimi (che rischiano di produrre concreti danni finanziari, e probabilmente erariali, alla Fondazione Petruzzelli), rischierebbe di minare la credibilità della istituzione ministeriale e di coprire, in tal modo, evidenti responsabilità, personali e amministrative, del presidente e del Sovrintendente della Fondazione, in particolare negli anni dal 2008 al 2011”. Il sostegno alla Fondazione, precisano, avrebbe l'obiettivo di “rilanciare i suoi progetti e non già consentire una sanatoria di attività e procedure ormai acclarate come illegittime”.

 
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I parlamentari CoR sottolineano che sull'edizione barese di Repubblica del primo giugno, l'attuale Sovrintendente al Teatro dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes, già commissario della Fondazione Teatro Petruzzelli (anno 2012), dichiara: "l'articolo 3, comma 8 bis, della legge n. 100 del 2010, prevedeva espressamente una pianta organica concordata (con il Ministero, ndr) e l'autorizzazione alle assunzioni (a tempo determinato o indeterminato), a patto che queste avvenissero attraverso procedure di evidenza pubblica ". E ancora : "per questo motivo il Ministero mi autorizzò a farle mentre prima erano state sempre rifiutate". Nello stesso articolo, il commissario dichiara espressamente: "Quando sono arrivato (al Teatro Petruzzelli) ho trovato una situazione non conforme alle regole o, per dire meglio, ho trovato una situazione determinata da scelte arbitrarie, dunque illegali".

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"Sempre su Repubblica Bari - aggiungono - il 3 giugno, Salvo Nastasi, già capo di Gabinetto e successivamente direttore generale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, ricorda come sin dal 2010 vigesse l'obbligo, per le assunzioni di personale delle fondazioni liriche, delle procedure di evidenza pubblica, come stabilito dal contratto nazionale di lavoro. In particolare, a partire dal 2010 (con la legge n.100) venne consentita la possibilità di deroga al blocco per le assunzioni a tempo indeterminato, a condizione che venissero espletate procedure a evidenza pubblica".

"Lo stesso dottor Nastasi - precisano ancora i parlamentari CoR - afferma che la Fondazione Teatro Petruzzelli avrebbe dovuto procedere attraverso l'espletamento delle procedure concorsuali, anziché ricorrere, com'è invece successo, alla stipula di contratti a tempo determinato "che non dovevano essere autorizzati, poi rinnovati più e più volte". E ancora afferma che fu "una scelta di Michele Emiliano e del Sovrintendente dell'epoca che ovviamente ha illuso i lavoratori e creato forti aspettative, oltre ad aver indebolito la Fondazione nella difesa (in seguito) delle sue posizioni”.

"Sempre nel citato articolo - concludono - Nastasi dichiara che "la morsa del sindacato (Cgil, ndr) sul Petruzzelli è stata fortissima; è la cronaca e se ne parla da anni. Le pressioni su di loro (Regione e Comune) furono conseguentemente enormi; si volevano assunzioni dirette senza limiti o controlli“.

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Infine, anche il presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo, ha presentato un’interrogazione urgente per conoscere dal presidente della Regione se corrispondono al vero determinate dichiarazioni.

“Nei giorni scorsi abbiamo assistito a una vera e propria “commedia” sul “palcoscenico” del Petruzzelli. Solo che invece che ridere c’è da piangere: abbiamo letto su quotidiani nazionali e regionali indiscrezioni, interviste, accuse reciproche. E’ arrivata l’ora di fare chiarezza. Anche perché a essere tirato in ballo è sempre il presidente Emiliano in qualità di presidente della Fondazione Petruzzelli, quando era sindaco di Bari".

"Crediamo, come Conservatori e Riformisti, che sia arrivato il momento che proprio Emiliano risponda in Aula della veridicità o meno di alcune notizie di stampa. Per questo con un’interrogazione urgente ho posto determinate e circostanziate domande allo stesso".
 
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"Quindi, nell’interesse del futuro della Fondazione Petruzzelli - aggiunge Zullo - sarebbe opportuno sapere se rispondono al vero le gravissime dichiarazioni rilasciate dall’ex sovrintendente Fuortes (Quando sono arrivato ho trovato una situazione non conforme alle regole o, per dire meglio, ho trovato una situazione determinata da scelte arbitrarie, dunque illegali”, intervista rilasciata a Repubblica)".  

"Ma soprattutto sarebbe opportuno conoscere - precisa - se, sempre Emiliano, intende smentire con dati e documenti quanto asserito da un importante funzionario del ministero, Nastasi (Una scelta di Michele Emiliano e del sovrintendente dell'epoca che ovviamente ha illuso i lavoratori e creato forti aspettative, oltre ad aver indebolito la Fondazione nelle difesa, in seguito, delle sue posizioni", sempre intervistato da Repubblica)".

"Dichiarazioni che reputiamo inquietanti e che gettano discredito su una così importante Fondazione. Qui è in gioco l’immagine della Puglia e l’evidenza di una gestione clientelare dell’Ente in funzione di illusioni, forti aspettative che generano un consenso prezzolato che potrebbe aver contribuito in modo significativo sul successo elettorale ottenuto nella sua elezione a Presidente della Regione ma anche e soprattutto la limpidezza di immagine della quale dovrebbe fregiarsi nell’ambire a leadership nazionali”.
 
(gelormini@affaritaliani.it)
 
 
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