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‘Essere per esserci’, manuale di navigazione di Agostino Picicco
Presentato a Giovinazzo (Ba) il libro di Agostino Picicco "Essere per esserci" - Sui social con testa e cuore, Edizioni Poline.

Se Nanni Moretti, in un suo celebre film - “Ecce Bombo”, 1978 - si chiedeva se l’avessero notato più per l’assenza che per la presenza fisica in loco (anche se in disparte), Agostino Picicco declina e adatta il dubbio amletico-morettiano in relazione al rapporto diffuso e all’utilizzo con e dei social in un efficace “Essere per esserci”, titolo del suo ultimo lavoro pubblicato dalle Edizioni Paoline.

Una variazione sul tema, che risente dell’influenza di un altro ben noto “quesito”: quello che negli stessi anni il filosofo tedesco Erich Fromm proponeva come strumento soggettivo e comportamentale nell’articolata e ambiziosa ricerca della felicità: “Avere o essere?”
E se già allora gli “idoli tentatori” della società consumistica erano rappresentati dal denaro, dai beni materiali e dall’esercizio del potere, funzionali - nonché necessari, indispensabili ed essenziali - per poter raggiungere l’autostima, l’esortazione di Picicco intende meritevolmente proteggere il lettore, e di conseguenza la società, dal rischio ammaliante di smarrirsi - magari anche piacevolmente - nella navigazione senza rotta nel mare sconfinato dell’effimero e dell’ordinario indistinto.








Il libro è stato presentato a Giovinazzo (Ba), città natale dell’autore: saggista e membro della Direzione Relazioni con Stampa e Media dell'Università Cattolica di Milano, alla presenza del vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Cornacchia, del Nunzio Apostolico in Paraguay e vescovo di Ravello, mons. Vincenzo Turturro (anche lui giovinazzese), del sindaco Michele Sollecito e dell'assessora alla Cultura e Turismo, Cristina Piscitelli; con le letture di alcuni estratti del libro a cura dall'attore Gerardo Placido. Incontro moderato e condotto da Gianluca Battista.
‘Sui social con testa e cuore’ è il sottotitolo che Agostino Picicco ha voluto a “Essere per esserci”, un modo come un altro per dar forza allo stimolo qualificante di essere protagonisti attivi e non passivi dei rapporti poliedrici favoriti dalle piattaforme mediatiche. “Essere” ovvero avere una personalità capace di creare interesse e suscitare attenzioni, evitando la deriva dell’apparire, o peggio, di vestire i panni dei cosiddetti “soloni”, che tutto sanno o che tutto ‘pensano di sapere’.

Dare senso alla presenza mediatica dimostrando di essere in grado di gestire le potenzialità che la tecnologia ci offre come ventaglio di opportunità per una crescita comunitaria, attraverso il moltiplicarsi delle relazioni e delle possibilità di confronto: siano esse dialettiche, esperienziali o professionali.
Cruciale, in tal senso, la consapevolezza di ciascuno di noi ad essere migliori, a coltivare l’impegno e la curiosità del sapere, anche attraverso il dialogo e il confronto mediatico: più ricco nei contenuti e meno banale o segnato dal relativismo imperante. Cruciale anche il ruolo della Scuola, dove i programmi di formazione dovrebbero prevedere segmenti di lezioni dedicati al corretto uso degli strumenti innovativi - andando oltre la semplice ‘netiquette’ - per farne leve virtuose di comunicazione collettiva.

E qui l’autore auspicando il recupero di una seria “deontologia della notizia”, ha lanciato un appello per una resistenza più alta ai cedimenti da audience, indici d’ascolto, like, Mi piace e cuoricini vari; incitando a dedicare più spazio alla “buona notizia”, alla “foresta che cresce, più che all’albero che cade”, all’espressione elegante più che al turpiloquio. In pratica, a navigare “con testa e cuore” e a non lasciarsi trasportare dalla corrente frenetica.
Sarà anche per questo che le Edizioni Paoline hanno deciso di inserire il lavoro di Agostino Picicco nella collana "Volersi bene". Buona lettura a tutti, allora. E… buon vento!
(gelormini@gmail.com)