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Fasano, muore una 25enne cadendo nel vuoto della colonna ascensore
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Maledetta fretta e maledetto telefonino, però anche maledetto ascensore! L’impazienza distratta è stata fatale a Clelia Distano, 25enne di Fasano (Brindisi), che probabilmente concentrata sullo schermo del suo telefonino e impaziente di raggiungere gli amici - che la aspettavano di sotto - ha aperto la porta dell’ascensore al 4 piano, convinta che fosse arrivato, e si è ritrovata a fare letteralmente un salto nel buio. La cabina non era arrivata e al suo posto solo “il vuoto”: un vuoto di 4 piani prima dello schianto. L’ascensore era rimasto fermo al primo piano.

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Vigili del Fuoco e Carabinieri si sono alternati per ricostruire la dinamica del tragico incidente. Resta da capire come mai, non essendo arrivata la cabina ascensore, la porta al 4 piano si sia aperta lo stesso: cosa che non dovrebbe essere possibile in assenza del contatto meccanico azionato dall’arrivo della cabina stessa.

A lanciare l'allarme - secondo l’ANSA - sono stati gli stessi genitori di Clelia, preoccupati per il mancato rientro a casa della figlia. Anche in ragione di questi elementi i Carabinieri della compagnia di Fasano, che stanno conducendo le indagini, stanno verificando la possibilità che l'incidente possa essere avvenuto nella notte. E sempre secondo quanto riportato dall’Ansa, la ragazza sarebbe rientrata nell'appartamento per lasciare alcuni effetti personali, per scendere nuovamente forse perché aveva dimenticato qualcosa. 

Clelia lavorava in diversi B&B, occupandosi delle pulizie. Tantissimi i messaggi postati dagli amici, sconvolti dalla notizia: “Piccola stella, brilla più che puoi. Non doveva andare così, dovevi realizzare tutti i tuoi sogni, la famiglia che volevi crearti, trovare l'amore, quello vero»; e ancora «voglio ricordarti così, sotto quelle casse a ballare la "nostra" musica preferita. Ne abbiamo combinate tantissime, sei stata un'ottima complice, in tutto e per tutto”.

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“Era una ragazza solare. Aveva tanti sogni tra cui prendere la patente ed essere autonoma. E sicuramente anche sposarsi”, ha detto con la disperazione negli occhi Giuseppe Distano il padre di Clelia, “Ora quei sogni sono stati spezzati”. 

“Non era mai successo che l'ascensore si bloccasse in quella maniera. Questa mattina - ha spiegato l'uomo - vedendo che non era in casa, abbiamo provato a far squillare il suo cellulare e ci siamo accorti che era nel vano ascensore. Ho capito subito che era successo qualcosa ed abbiamo lanciato l'allarme”.

Un particolare sconcertante: Prima dell’allarme, la madre della ragazza - disabile e su una sedia a rotelle - ancora ignara dell’accaduto, ha aperto la stessa porta dell’ascensore, accorgendosi per fortuna, che davanti c’era il vuoto e scampando a quella che, molto probabilmente, sarebbe stata la stessa sorte della figlia.

(gelormini@gmail.com)









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