Un tempo l’inaugurazione della Fiera del Levante era un appuntamento imprescindibile per il Presidente in carica del Consiglio dei Ministri. Un appuntamento istituzionale, che diventava atteso passaggio programmatico di Governo e palcoscenico frequentato per il rilancio di strategie, accordi e relazioni non solo commerciali.

Con Silvio Berlusconi, le disavventure con frange di frequentatori baresi delle sue ville, nonché il tentativo di spostare a nord (magari a Milano) l’epicentro del dialogo col contesto Mediterraneo, questa tradizione ha cominciato ad uscire dai canoni liturgici e la sua derubricazione nell’agenda dei Premier di centrodestra è ormai una costante.
In verità, gli stessi appuntamenti fieristici – tranne alcuni capisaldi ‘resilienti’ – ovunque mostrano evidenti caratteri di decadenza ed anche la Fiera del Levante ha prima assunto il profilo preminente di Campionaria e poi perso ogni peculiarità commercialmente attrattiva, complici purtroppo lo tsunami pandemico del Covid e l’evoluzione della piega degli eventi nel mondo degli scambi e della promozione.
In altre parole, Fiera del Levante – come sottolineato dagli stessi suoi dirigenti, anche oggi nei discorsi inaugurali – è sempre meno occasione di esposizione e incontro di domanda e offerta, ma di anno in anno sempre più area di insediamenti direzionali. Cosa opportuna e in linea con i tempi e le scelte strategiche, ma che evidentemente ha stravolto percezione e natura dell’appuntamento barese di metà settembre.

Ad inaugurare la Fiera del Levante, quest’anno – dopo Adolfo Urso lo scorso anno – è stato incaricato il ministro Nello Musumeci: responsabile del dicastero della Protezione Civile e delle Politiche del Mare. Altro segno, colto nei commenti ‘sottovoce’ in sala, della deriva di una cerimonia di inaugurazione sempre più scarna e localistica, alquanto lontana dal contesto largo di riferimento del suo brand.
“Il futuro del Mezzogiorno d’Italia – ha detto il ministro Musumeci – è soprattutto nei mercati del Sud, quel Sud che cambia, al quale dobbiamo guardare con uno sguardo diverso: ecco perché credo che questo ponte con l’Africa potrà vedere Bari come centro non solo geografico. So che è un obiettivo assai sentito dai baresi quello di vedere la loro città in una proiezione mediterranea avere un ruolo centrale. Ecco perché mi faccio ponte di questa vostra aspirazione. E credo che il presidente del Consiglio non abbia bisogno di sollecitazioni, ben conoscendo le ragioni per le quali è nata qui la Fiera del Levante”.
“Una proiezione – ha evidenziato ancora il ministro – per la quale dobbiamo necessariamente farci cogliere preparati. Per questo l’Italia segue con morbosa attenzione le scadenze del Pnrr con un rapporto di assoluta fiducia e rispetto con l’Ue. E’ qui e ora che le imprese devono saper cogliere le opportunità. Dopo il Pnrr sarà quello che noi decideremo: se sapere utilizzare le opportunità del Pnrr o se condannare il Sud all’arretratezza e al degrado”.
Riflessioni ed auspici che sono state accolte con riserva da Confindustria Bari e Bat. “Il ministro Musumeci ha posto l’accento sull’importanza di crescere come macro-regione meridionale”, ha detto il presidente di Confindustria Bari e BAT, Mario Aprile, a margine della cerimonia inaugurale della 88ma Fiera del Levante a Bari, “Ma è stato un peccato che non abbia messo al centro del suo discorso il tema della nuova manovra economica, perché siamo ad un punto di svolta: fra un anno finisce il PNRR e il 31 dicembre di quest’anno scadono anche altre misure importanti per le imprese, la decontribuzione Sud, Industria 4.0, il Piano 5.0, e i fondi per il credito d’imposta della Zes”.
“Noi imprenditori – ha sottolineato Aprile – abbiamo bisogno di capire subito qual è la visione di politica industriale del governo. In questo momento abbiamo bisogno di avere una risposta politica forte, una visione chiara, con incentivi che siano automatici e strutturali e che mettano la manifattura al centro dell’agenda politica e della crescita. Oggi sarebbe stata un’occasione importante per cominciare a discuterne”.
“Noi intanto sul territorio – ha poi aggiunto Mario Aprile – stimoleremo i futuri candidati governatori nel prevedere la creazione di un’agenzia per l’attrattività sinergica con Confindustria, che possa portare sul territorio grandi insediamenti produttivi nel settore manifatturiero, portando grandi gruppi industriali italiani e internazionali a investire in Puglia, in scia di quello che è già avvenuto negli ultimi anni a Bari nel digitale e nel turismo”.

In pagina Puglia di affaritaliani.it i discorsi del Sindaco di Bari, Vito Leccese, e del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
(gelormini@gmail.com)






