Fine vita, Amati: 'Gioia per l'Italia, ma grande rammarico per la Puglia' - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:53

Fine vita, Amati: 'Gioia per l'Italia, ma grande rammarico per la Puglia'

Fine vita - Fabiano Amati: “Grande rammarico, la mia proposta - prima in Italia - coglieva nel segno'.

Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale della Puglia, commentando la recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla legge della Regione Toscana in materia di fine vita, ha diffuso una nota.



 

“Provo un grande rammarico per la Puglia, anche se un grande sollievo per il futuro dell’Italia sulla questione del fine vita, così come affermato dalla Corte costituzionale con riferimento alla legge della Regione Toscana".

"Il rammarico nasce dal fatto che le proposte di legge che avevo presentato nel 2022 sul fine vita - le prime in Italia e sottoscritte anche da altri colleghi, tra i quali il rimpianto Donato Metallo - coglievano nel segno, perché accordate col diritto e con i diritti, rispettose della Costituzione e attente a introdurre il diritto a non soffrire oltre il limite della dignità, senza forzature dettate dal proprio punto di vista e senza comprimere la libera decisione degli altri”.

“Su quanto accaduto - sottolinea Amati - dovrebbero meditare tutti coloro che, pur di rendere meno impegnativo il dibattito politico, introducendo argomenti spesso confessionali e non pertinenti, lo dico da credente, hanno finito per rendere, di fatto, più difficile la vita degli altri. Bisogna sapere che le decisioni politiche vere sono quelle che si assumono dopo aver dibattuto e anche dopo essersi divisi; mentre le decisioni che non dividono quasi mai cambiano qualcosa, limitandosi spesso ad assicurare uno sterile vivacchiare nei ranghi delle istituzioni”.

“Le proposte pugliesi anticipavano esattamente il perimetro oggi riconosciuto dalla Corte: non creare nuovi diritti, non invadere competenze statali, ma organizzare il servizio sanitario affinché diritti già riconosciuti non restino astratti o inesigibili. Era una scelta di prudenza giuridica e di responsabilità istituzionale”.

“Ora la Regione Puglia, così come le altre Regioni, non potrà più evitare di assicurare nella sanità pubblica le prestazioni più opportune ed eticamente fondate per consentire l’addio alla vita a persone in condizioni di malattia irreversibile. È giusto, ed è un bene per i cittadini. Resta però il rammarico di non poter raccontare fino in fondo la nostra lungimiranza e il nostro primato, così come è accaduto sulle leggi di genetica medica, dove la Puglia è stata laboratorio anticipatore di diritti poi riconosciuti a livello nazionale”.

“La lezione, tuttavia, resta intatta: quando lo Stato tarda, le Regioni possono e devono rendere effettiva la Costituzione, muovendosi nel perimetro dell’organizzazione sanitaria, soprattutto quando è la stessa Corte costituzionale a imporlo, come avvenuto con la sentenza n. 242 del 2019. È una strada che abbiamo indicato per primi e che oggi viene confermata. Anche senza medaglie, resta la soddisfazione di aver avuto ragione nel merito e nel metodo”.

“Mi dispiace che, all’epoca della discussione in Consiglio regionale - conclude Amati - il confronto si fondò anche su pareri tecnici e audizioni di esperti che fornirono attestazioni non compatibili con la tecnica e con il diritto, pur se provenienti da tecnici ed esperti del settore”.

(gelormini@gmail.com)