A- A+
PugliaItalia
Foggia, maxi truffa ai danni dell'INPS L'operazione 'Malebolge' della GdF

I militari del Comando Provinciale di Foggia, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, hanno individuato e disarticolato una radicata organizzazione criminale dedita alle frodi ai danni dello Stato ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini – connotate da attività investigative classiche unite ai più moderni strumenti tecnici (intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche) - hanno permesso di acquisire fondati elementi di prova relativi ad un sodalizio criminale, con base nella provincia di Foggia, composto da:

-  7 professionisti;
-  4 pubblici dipendenti (2 dipendenti dell’I.N.P.S., 1 del Centro per l’impiego e 1 degli Ospedali Riuniti di Foggia);
- 15 prestanome cui sono state intestate 32 società “fantasma” attive nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi;
- 23 “reclutatori” di falsi dipendenti,

che simulava l’assunzione di numerosissimi dipendenti (per lo più con mansioni di operai), creando in tal modo i presupposti perché questi ultimi (italiani e stranieri) conseguissero:

- indebite percezioni di indennità di natura assistenziale (disoccupazione, malattia e maternità) erogate dall’I.N.P.S. (1.372 i beneficiari individuati);
- la regolarizzazione della posizione di immigrati clandestini con rilascio di permessi di soggiorno ai sensi del D.Lgs. 109/2012 (157 i beneficiari accertati);
- il rinnovo di permessi di soggiorno, ove già presenti sul territorio nazionale.

malebolge inps
 

In particolare, l’organizzazione per perseguire le proprie finalità illecite si è avvalsa di una “componente tecnica” che ha provveduto al reperimento di imprese inattive, ovvero in fase di liquidazione, poi intestate ad affiliati dell’organizzazione o, in alcuni casi, con la promessa di un posto di lavoro, a soggetti in forte difficoltà economica.

Dopo aver attribuito alle stesse una parvenza di regolarità contabile, l’organizzazione procedeva all’assunzione di “falsi dipendenti” compiacenti, interessati ad ottenere le citate indennità di natura assistenziale e/o la regolarizzazione della presenza nel territorio italiano qualora extracomunitari non in regola.

Oltre a ciò, i “tecnici” dell’organizzazione procedevano a perfezionare:

- l’assunzione, in via telematica, di falsi dipendenti presso ditte e società – del tutto estranee alle indagini – di cui erano consulenti fiscali/del lavoro, all’insaputa dei relativi titolari e/o rappresentanti legali, impiegando illecitamente le credenziali di accesso rilasciate dall’I.N.P.S. e dal Centro per l’impiego della Provincia di Foggia;
- il rilascio di certificati medici falsi, al solo fine di attestare la presenza sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari prima del 31/12/2011, creando in tal modo i presupposti per l’accesso alla procedura di “emersione” prevista dal D.L. 109/2012.

Intorno a questi studi professionali ha operato un folto gruppo di “reclutatori” che ha provveduto a selezionare, con estrema riservatezza, i soggetti interessati a conseguire i vantaggi illeciti offerti dall’organizzazione.

Per ottenere tali benefici l’organizzazione aveva creato un vero e proprio tariffario:

-   200 euro per l’assunzione e il 20-25% delle indennità percepite;
- 5.000 euro per la regolarizzazione degli immigrati.

alfano foggia
 

In sintesi, l’attività investigativa ha consentito di:

- denunciare alla competente A.G. 49 persone (nei ruoli di “consulenti tecnici”, “prestanome” per l’intestazione delle società fantasma e di “reclutatori” dei falsi operai) ritenute integranti un sodalizio criminale responsabile principalmente dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’illecito conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 416, commi 1, 2 e 5 e 640 bis c.p.) ed alla violazione delle prescrizioni fissate dal D.Lgs. 286/98 “Testo Unico sull’Immigrazione”;

- accertare una frode in danno dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale pari a circa 4 milioni di euro;
- all’INPS di cancellare le false giornate lavorative per le quali - in base al principio dell'”automaticità delle prestazioni previdenziali” (Con l'applicazione di tale principio, infatti, si garantisce il diritto alle prestazioni previdenziali anche quando il datore di lavoro ha omesso il versamento dei contributi). - lo Stato avrebbe dovuto versare all’istituto di previdenza 3,7 milioni di euro;
- individuare oltre 1.372 falsi dipendenti.

A fondamento della richiesta di applicazione delle misure cautelari, è stato rilevato anche che alcuni degli indagati - gravati da misure di prevenzione personali emanate in applicazione della normativa antimafia (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza) - per intralciare le indagini, avevano adottato in danno di ispettori dell’I.N.P.S. incaricati della esecuzione di controlli di aziende riferibili ad alcuni degli indagati, tecniche di intimidazione tipiche delle organizzazioni criminali.

Nei confronti degli indagati è stata disposta l’esecuzione di accertamenti patrimoniali finalizzati alla individuazione di beni e disponibilità finanziarie da sottoporre a sequestro preventivo.

Il G.I.P. del Tribunale di Foggia, in accoglimento della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Foggia ha disposto nei confronti degli indagati l’applicazione delle seguenti misure nei confronti dei componenti l’associazione a delinquere:

• 7 provvedimenti di custodia cautelare in carcere;
• 17 provvedimenti di custodia cautelare agli arresti domiciliari;
• il sequestro preventivo, per equivalente, di beni/utilità fino alla concorrenza di 4 milioni di euro.

Con questa indagine la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza di Foggia hanno posto sotto lente un fenomeno criminoso “complesso”, sviluppatosi fortemente su questo territorio anche a causa della crisi economica, che ha visto coinvolti, accanto a delinquenti comuni, professionisti, imprenditori e pubblici dipendenti infedeli.

Il contrasto alle frodi nei settori della previdenza, attività di primario interesse per la Guardia di Finanza, è finalizzato a garantire che le risorse pubbliche siano effettivamente destinate al sostegno delle fasce più deboli della collettività, assicurando la crescita produttiva ed occupazionale.

inps ape
 

- I NOMI

A fondamento della richiesta di applicazione delle misure cautelari, è stato rilevato anche che alcuni degli indagati - gravati da misure di prevenzione personali emanate in applicazione della normativa antimafia (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza) - per intralciare le indagini, avevano adottato in danno di ispettori dell’I.N.P.S. incaricati della esecuzione di controlli di aziende riferibili ad alcuni degli indagati, tecniche di intimidazione tipiche delle organizzazioni criminali.

Nei confronti degli indagati è stata disposta l’esecuzione di accertamenti patrimoniali finalizzati alla individuazione di beni e disponibilità finanziarie da sottoporre a sequestro preventivo. Il G.I.P. del Tribunale di Foggia, in accoglimento della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Foggia ha disposto nei confronti degli indagati l’applicazione delle seguenti misure nei confronti dei componenti l’associazione a delinquere: 7 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, si tratta di Antonio Raccuia (classe 1948 di Palermo e residente a Castelluccio dei Sauri), Attilio Ferrandino (classe 1974 di Foggia), Massimo Alessandro Ieluzzi (Lucera, classe 1957), Michele Carella (Foggia, classe '58), Vincenzo Nazzaro (Foggia, classe '61), Francesco Ferrazzano (Foggia, classe '49) e Alessandro Mauriello (Foggia, classe '68). 17 provvedimenti di custodia cautelare agli arresti domiciliari: Angelo Salvatore Greco (Foggia, 1974), Alberto Greco (Cagliari, 1966), Pasquale Rinaldi (San Giovanni Rotondo, 1973), Gennaro Schinco (Foggia, 1968), Michele Lordo (San Giovanni, 1980), Maria Pina Bolumetto (Carapelle, 1982), Giuseppe Raccuia (San Severo, 1988), Roberto Perdonò (Foggia, 1964), Antonio Spanu (Perfugas, 1960), Matteo Delli Carri (Foggia, 1963), Nicola La Riccia (Foggia, 1978), Saverio Di Noia (Manfredonia, 1969), Francesco Chiaromonte (Foggia, 1962), Angelo Del Vecchio (San Giovanni, 1977), Tommaso Laccetti (Foggia, 1978), Matteo D'Antonio (Foggia, 1973) e Andrea Filacaro (Foggia, 1973).

È stato disposto il sequestro preventivo, per equivalente, di beni/utilità fino alla concorrenza di 4 milioni di euro. Con questa indagine la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza di Foggia hanno posto sotto lente un fenomeno criminoso “complesso”, sviluppatosi fortemente su questo territorio anche a causa della crisi economica, che ha visto coinvolti, accanto a delinquenti comuni, professionisti, imprenditori e pubblici dipendenti infedeli. Il contrasto alle frodi nei settori della previdenza, attività di primario interesse per la Guardia di Finanza, è finalizzato a garantire che le risorse pubbliche siano effettivamente destinate al sostegno delle fasce più deboli della collettività, assicurando la crescita produttiva ed occupazionale.

 

Tags:
foggiainpstruffamalebolgegdf
i blog di affari
Reddito di cittadinanza, chi lo percepisce non ottiene l'assegno divorzile
di Francesca Albi*
FONDI PER ICT, CRISI, RETI CONTRO FURTI BENI CULTURALI, CONTRO OMOFOBIA
Boschiero Cinzia
Smettere di fumare: 5 step da seguire
Anna Capuano
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.