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“Sono felice per i messaggi di soddisfazione e di speranza che giungono da ogni parte della Puglia a proposito del rilancio dell’azione di governo con una giunta che io ho costruito pensando solo ed esclusivamente al bene della mia regione.

Ho esercitato le mie prerogative, consapevole che non si trattava di operare un semplice ritocco, ma di mettere in campo una vera innovazione.

Ogni cambiamento comporta fibrillazioni e scosse di assestamento e dunque non mi pare di registrare alcun fatto inedito quando dai partiti e dal quadro politico giungono segnali di disagio o asperità polemiche.

Del resto io ho posto preventivamente, a chiunque mi chiedeva anche con toni perentori di restare in Puglia, la questione di un cambio di passo, di un rafforzamento della mia squadra di governo: una necessità dettata dal rapido deterioramento della condizione socio-economica del nostro Paese e in particolare dell’intero Mezzogiorno.

Io capisco fino in fondo le ragioni dei partiti, ma i partiti devono capire che alla crisi che viviamo non si può replicare mettendo avanti gli equilibri interni e le mediazioni estenuanti sulle persone. La mia bussola è sempre stata la Puglia: intendo continuare su questo sentiero.

Voglio inoltre precisare che non vi è alcuna convergenza politica con l’area cosiddetta montiana, che in Consiglio Regionale non è neppure costituita. Ho colloquiato in questi mesi con diversi consiglieri regionali in fuga dal centro-destra, da loro ho accettato suggerimenti e proposte, ho guadagnato la loro fiducia.

In particolare ho avuto modo di apprezzare la competenza tecnica, il decoro comportamentale e la passione civile del giovane Leonardo Di Gioia, il quale mi ha recentemente comunicato l’intenzione di aderire alla mia maggioranza senza nulla chiedere in cambio.

Penso che aprirsi a competenze ed esperienze diverse, tanto più in tempi di urla e di fanatismo, sia una via necessaria. E dunque si riparte. La posta in gioco è alta, riguarda non il destino di un frammento di classe politica, bensì la vita e i diritti della nostra gente.

Nei prossimi giorni proporrò ai partiti, alle forze sociali e alla cittadinanza attiva di definire a più mani i punti fondamentali di governo di questo scorcio di legislatura, che richiede molte forze, molto unite per fronteggiare l’assalto della crisi.

Se il Pd ritiene che questa giunta sia una menomazione delle prerogative del partito di maggioranza relativa e propone di limitare l’autonomia del Presidente della giunta, poco male: al Pd toccherà trovarsi non solo un nuovo governo, ma soprattutto un nuovo Presidente. Le mie dimissioni sono a disposizione”.

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