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michele emiliano foto pellegrinoBari -  Trema Palazzo di Città e la minaccia arriva tutt’altro che dalla rete. Sette giorni di tempo a disposizione dei consiglieri incompatibili in carica per presentare le dimissioni, in caso contrario denuncia alle autorità competenti. È l’aut aut contenuto nella raccomandata arrivata sul tavolo del Sindaco Michele Emiliano e, contemporaneamente su quelli del Prefetto Mario Tafaro, del presidente del Consiglio Comunale Di Rella e della dirigenza, della quale Affari ha letto il testo integrale.
 
 
E se non si conosce ancora l’identità del Corvo, celata dietro la dicitura generica “cittadini di Bari” che sigla la missiva, più chiari sono i nomi degli inquilini dell’Aula Dalfino finiti sotto i riflettori, accusati di star violando il decreto legislativo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 aprile in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati di diritto pubblico. È il caso dell’ex vicesindaco Emanuele Martinelli, presidente del Consorzio Asi, partecipata del Comune; caso analogo a quello del collega regionale Udc Marcello Rollo, al quale è stata la stessa Assemblea di Via Capruzzi, dopo la segnalazione del collega Brigante, a imporre 10 giorni per la scelta definitiva non potendo permenere oltre nella condizione di controllato e controllore. Così come Floriana Gallucci, in Giunta con i galloni di assessore al patrimonio ma segretario generale del Comune di Rutigliano, e la lettera cita anche il consigliere Francesco Meleleo, già nell’organico di Via Spalato.
 
 
Per ora nessuna reazione dagli interessati né tantomeno da parte del primo cittadino, mentre più di qualcuno ipotizza lo sgambetto da parte di qualche aspirante new entry desiderosa di prendere possesso degli scranni, tanto da citare ironicamente, come indirizzo del mittente, quello dell’ingresso del Comune di Via Cairoli. Sugli altri, dalla pattuglia dei medici al democratico Fuiano, segretario artistico della Fondazione Petruzzelli, eventualmente deciderà l’Autorità nazionale anticorruzione. Che sia un modo per accelerare il rimpasto a lungo rimandato? Ci saranno nuove lettere dei “cittadini”? E quale sarà la controffensiva del Gladiatore? Non resta che attendere ulteriori sviluppi.
 
(a.bucci1@libero.it)
 
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