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PugliaItalia
L’orizzonte digitale della BPPB L'intervista al VDG Vittorio Sorge

Vittorio Sorge, Vice Direttore Generale Banca Popolare di Puglia e Basilicata, è stato recentemente nominato componente del Consiglio Direttivo di ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca promosso dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana).

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ABI Lab è il Consorzio di 122 Banche e 70 aziende istituito per analizzare, promuovere e definire i percorsi di innovazione nel settore bancario italiano. Svolge attività di ricerca con l’obiettivo di individuare tecnologie e sistemi innovativi per migliorare i processi, le operations, i servizi, e rendere i modelli di gestione e di interazione tra banche e clienti ancora più efficienti e all’avanguardia.

“Sono onorato della nomina - ha dichiarato il VDG Sorge - nel Consorzio ABI Lab, che fornisce da anni un contributo importante all’innovazione del sistema bancario, anche perchè rappresenta un riconoscimento per la BPPB”.

La ‘distanza’ reale necessaria - per far fronte alla pandemia da Covid-19 - diventa per BPPB opportunità catalizzatrice di rinnovata ‘vicinanza’ virtuale, moltiplicando strumenti e applicazioni per facilitare il concetto di ‘sportello diffuso’, o meglio di home banking, e fidelizzare il rapporto con la clientela. Dottor Sorge, è questo l’orizzonte a cui state lavorando?

Direi di sì. E non solo grazie alle tecnologie che consentono questa vicinanza. Vorrei ricordare che la Banca si sta dimostrando “vicina” nel vero senso della parola e con uno sforzo non indifferente, in qualità di presidio territoriale e di gestione anche delle emergenze, che purtroppo - soprattutto in questi ultimi due mesi - si stanno verificando su tutta la rete pugliese. Siamo riusciti a gestire evitando chiusure o situazioni che altre banche hanno dovuto affrontare e l’abbiamo fatto garantendo sempre l’impegno e la presenza fisica, grazie alla grande disponibilità delle nostre persone.

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Però è vero, quello che lei dice, già dall'anno scorso abbiamo avviato questo percorso digitale, per cercare di avere una banca vicina, anche a distanza. In che senso vicina? Con degli strumenti tecnologici, che consentono di dialogare a distanza con il personale della banca, sentendolo quindi vicino.

Si ricorderà come - durante il lockdown - venisse chiesto alle banche di organizzarsi in tal senso. Noi l'abbiamo fatto in maniera molto professionale, in maniera molto strutturata, creando uno “sportello documentale on line” per inviare e ricevere documenti e che adesso stiamo cercando di arricchire, anche con altri prodotti e servizi.

Faccio un esempio: da qualche mese è possibile, tramite la nostra piattaforma di internet banking, aggiornare la propria carta d’identità - quindi semplicemente facendo una foto e inviandola alla Banca tramite questa applicazione. A breve, potremo consentire anche di aggiornare i documenti di privacy, di adeguata verifica ai fini antiriciclaggio e della Mifid, per la tutela degli investimenti.

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Una capillarizzazione dei legami col territorio, supportata anche dall’acquisizione di nuovi sportelli. Quali gli obiettivi e i programmi su questo fronte?

I programmi consistono nel cogliere, come abbiamo fatto nell’occasione richiamata, le opportunità quando si presentano. In questo caso, c'era un'opportunità dettata dalle decisioni che l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato aveva imposto a Intesa Sanpaolo.

E trattandosi di sportelli limitrofi nelle nostre zone di elezione - ossia Abruzzo, Calabria e Molise, oltre ovviamente alla Basilicata, l'abbiamo colta perché riteniamo che disporre di un maggior numero di punti fisici sul nostro territorio - gestiti in maniera decisamente snella - consenta di avere più forza; perchè una rete a maglie più strette è chiaramente una rete più forte per natura.

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Nell'immediato futuro, però, il nostro impegno è quello di completare questa operazione e quindi realizzare l'integrazione di questi sportelli e di quasi 150 futuri colleghi nella maniera migliore possibile, perché ci sono circa 70 mila clienti ai quali vogliamo assicurare una migrazione - come si suol dire nel gergo informatico - il più indolore possibile e con un livello di assistenza da vera banca del territorio.

Tutto questo si verificherà il 24 di maggio. Siamo impegnatissimi a realizzare questo passaggio, molto delicato, nel miglior modo possibile. Lavoreremo poi durante l'estate, per integrare meglio clienti e dipendenti, facendolo con cura e senza accavallare troppi impegni.

Vedremo in seguito se ci saranno altre occasioni, che abbiano le stesse caratteristiche di convenienza: ovvero una rete importante di sportelli validi, vicini a noi e acquisibili a condizioni finanziarie favorevoli, che ci permettano di rafforzare il nostro patrimonio netto e la redditività prospettica.

Lo slogan ‘programmatico di BPPB recita in maniera efficace: “Connessi a te”. E Connecta Open è il fiore all’occhiello di un percorso verso il futuro: è più di una semplice APP di servizi bancari, più di una finestra; un vero e proprio ‘ponte’ verso un ecosistema di opportunità. Ce ne parla?

Sì, io colgo sempre con grande piacere la possibilità di parlare di Connecta Open, che oltre ai diversi premi che ha ricevuto lo scorso anno, è un’iniziativa nella quale crede tutta la Banca: dal Consiglio di Amministrazione fino a tutti i dipendenti, convinti di poter accompagnare lo slogan con qualcosa di concreto. Perché quel “Connessi a te” si realizza con palese evidenza in Connecta Open.

Nella sua dinamicità, Connecta Open è un qualcosa che cresce continuamente e nel circolo virtuoso prodotto, si arricchisce ininterrottamente di idee. Racconto quello che è avvenuto nelle ultime settimane: siamo stati, forse, una delle prime banche a consentire l'accesso tramite SPID, quindi tramite questa identità digitale della pubblica amministrazione, ad una propria App.

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Da qualche giorno siamo sulla App-Gallery di Huawei, che come sapete - a seguito anche delle limitazioni che il governo americano aveva deciso di adottare - già due anni fa si era costruito un proprio “store”, su cui stanno approdando via via tutte le App finanziarie: tra quelle delle grandi banche c’è anche Connecta, che è cosa non da poco.

A tal proposito, posso anticipare che a breve - nell'arco di qualche settimana - avremo una versione in cinese di Connecta, perché il cinese rappresenta forse la frontiera più lontana dal punto di vista sia geografico che culturale per noi. Ci sono tanti cittadini italiani, o se non sono cittadini comunque residenti in Italia, di nazionalità cinese: vogliamo dare un segnale ulteriore di apertura e di connessione anche con qualcosa di percepito particolarmente lontano.

Stiamo rivedendo, poi, la “User experience” di Connecta, ovvero come si presenta graficamente, per renderla ancora più chiara, nella sua duplice veste di App finanziaria - concentrata sui sistemi di pagamento - che da un lato consente di aggregare i conti di qualsiasi banca e di effettuare pagamenti da qualsiasi conto corrente, dall’altro di ecosistema digitale aperto a varie applicazioni non solo della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e quindi di vero Open Banking.

“Plick” é una di queste, con la modalità di pagamento tramite sms o e-mail, “Helbiz” è la possibilità di prenotare tramite Connecta anche i monopattini elettrici, e via via ce ne saranno altre: sempre in un’ottica di evoluzione continua, per essere sempre più connessi a… noi diciamo sempre, a chiunque voglia essere partecipe del mondo Connecta, anche non necessariamente cliente della banca.

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Potremmo definire quest’articolata e incisiva attività come l’applicazione del principio dell'agire localmente, pensando globalmente? Con questa proiezione verso la Cina e lo sguardo attento a chi invece sta qui? Un gioco di sponda, più che apprezzabile.

Allora, lei mi sollecita il ricordo di quando si poteva viaggiare con facilità! Mi ricordo che atterrando a Londra, negli aeroporti c'era la pubblicità della Hong Kong e Shanghai Bank che diceva: “Think globally, act locally”, pensa globalmente agisci localmente. Ed è verissimo che ci sentiamo ispirati da questa visione; è, comunque, altrettanto vero che preferiamo rimanere con i piedi a terra.

Certo, bisogna essere ambiziosi, ma come ripetono sia il nostro Presidente, sia il nostro Amministratore Delegato, rimanendo consapevoli di chi siamo, della nostra vocazione territoriale e soprattutto del fatto che l'ambizione dev'essere indirizzata a favore del cliente, a gestirne meglio i fabbisogni. Se potessi dire quale vorrei fosse il nostro slogan, direi una Banca Aperta e Vicina. Ecco, BPPB dev'essere una banca aperta a fornire servizi in maniera moderna e a persone o aziende anche fuori dei propri confini territoriali; vicina perché deve erogare quei servizi nella maniera che i clienti richiedono, con la presenza fisica oppure, tramite strumenti digitali evoluti, anche a distanza.

Il rafforzamento dei rapporti, anche attraverso questo tipo di strumenti innovativi, con la Pubblica Amministrazione quale ruolo e quali contesti di ulteriore sviluppo rappresentano per Banca Popolare di Puglia e Basilicata nel suo caparbio percorso verso la modernità?

Un ruolo importantissimo, e in tal senso - come dicevo – si inquadra la possibilità di entrare in Connecta senza doversi ricordare le proprie credenziali, username e password, ma semplicemente con le proprie credenziali SPID. Ancora più rivoluzionario è il passo che ci accingiamo a fare, di consentire l'accesso tramite la propria carta d'identità elettronica, la CIE. Stiamo lavorando con un ente pubblico come l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che gestisce la CIE, affinchè su Connecta ci si possa autenticare tramite appunto la CIE, grazie al chip in essa incorporato, garantito dal Ministero degli Interni e dallo stesso Poligrafico in termini di sicurezza, nel rispetto degli standard normativi europei più rigidi, permettendo l’accesso e quindi facilitando, ancora una volta, l'ingresso con una sola credenziale, con un solo strumento. Semplificare la vita del cliente-cittadino è l’ambizione, aiutando nel contempo la Pubblica Amministrazione a fare Sistema.

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Solo qualche settimana fa il ministro delle Infrastrutture tecnologiche e dell'Identità digitale, Vittorio Colao, ha parlato di un'Italia ben posizionata in termini di infrastruttura, ma con un utilizzo ben al di sotto del 50 per cento della stessa. Io posso dirle che se vediamo la classifica della digitalizzazione della pubblica amministrazione, che fa l'Ocse, l'Italia è anche ben posizionata e addirittura uno dei primi posti come proattività. Ciò che manca è, a mio avviso, il fare Sistema. I privati, banche e aziende, devono fare la loro parte e aiutare l’Amministrazione a fare Sistema.

L'idea, che stiamo sviluppando insieme a Links Management nostro partner tecnologico su questa iniziativa e che speriamo di poter realizzare nel mese di aprile, è di utilizzare la CIE anche per firmare i documenti. Utilizzare la carta d'identità elettronica non solo come strumento di identificazione, ma anche di firma digitale remota. A quel punto - come è facilmente intuibile - se si aprisse questo orizzonte, sarebbe una vera rivoluzione a favore del Cittadino. Perché se può utilizzare questa carta per firmare i documenti con la banca o per firmare documenti con una azienda di erogazione di servizi di qualsivoglia tipo, gli si semplifica tantissimo la vita e facciamo Sistema come Paese.

E tornando alla prima domanda, con l'idea che vorremmo realizzare appunto nel mese di aprile rendiamo la banca più vicina, una banca che non obbliga il Cittadino ad andare a firmare il documento in sede, ma tramite processi di interscambio sicuri, scambia i documenti a distanza, firmando tramite la carta d'identità elettronica e sempre utilizzando Connecta.

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Guardo il logo di Banca Popolare di Puglia e Basilicata, queste doppie ali che in qualche maniera rimandano a sensazioni di dinamicità, e penso alla leggerezza di Italo Calvino, nella sua accezione produttiva e proficua. Si sposa in tal senso l’ulteriore approccio ad un altro segmento del pubblico servizio, la Sanità, della vostra recente intesa con il gruppo Althea?

Lusinghiero il riferimento a Calvino che arricchisce il nostro senso di appartenenza alla BPPB. E’ vero quello che lei dice, come Banca cerchiamo di perseguire questa leggerezza delle procedure - cosa non facile - perché procedure e standard di sicurezza sono da rispettare e spesso difficili da applicare. C’è bisogno di un impegno comune per volerla sposare questa leggerezza ed essere aperti. Ritorno ancora al concetto di banca aperta e di banca vicina. Perché questo ci dà la possibilità di cogliere l'opportunità di interagire con una grande azienda, in questo caso il gruppo Althea, che ci è stata presentata dal nostro partner Donato Vadruccio, presidente di Paydo, che aveva il fabbisogno di velocizzare e rendere più efficiente un servizio bancario storico come la lettera di credito – che si usa per garantire a un fornitore spesso estero un pagamento a fronte di una fornitura di merce.

Quindi questa leggerezza si è sposata perfettamente con l’esigenza di un cliente, in quanto ci siamo subito messi a disposizione per garantire attraverso il portale Plick, che permette un pagamento tramite SMS o tramite mail, il pagamento non più tramite uno scambio di documenti cartacei, ma tramite un semplice Plick che arriverà al fornitore di Althea, il quale avrà una banca che garantisce questo pagamento e che lo sbloccherà il pagamento tramite un Pin, che noi manderemo nel momento in cui Althea ci confermerà di aver ricevuto la merce conforme a quanto richiesto. Pertanto, leggerezza intesa come approccio aperto per venire incontro, con rapidità e ove possibile, al fabbisogno del cliente e a valorizzare anche idee che non siano nate da noi.

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Quanto e come tutto questo è percepito nella galassia dei soci della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e quale consapevolezza la stessa Banca percepisce per questi passi verso la modernità?

Penso di poter dire che la percezione è graduale, perché mentre risulta sempre più capillare la diffusione delle idee e il riscontro degli effetti prodotti dal loro utilizzo, c'è un progressivo coinvolgimento da parte di tutti. Laddove abbiamo potuto rendere disponibile questo tipo di innovazione oppure laddove c'è stato un primo contatto da parte della nostra rete, stimoli e reazioni sono gratificanti.

L’evoluzione tecnologica è necessaria e inevitabile, ma al centro del rapporto con i nostri Soci resta il contatto diretto e personale. Anche per questo, riscontriamo un grande entusiasmo che ci sprona ad andare nella giusta direzione. Per cui, in sintesi quel percepito non è forse ancora pienamente diffuso, ma laddove arriva e particolarmente sentito.

Credo che sia anche il ruolo di un soggetto finanziario come BPPB, che opera nel territorio e che deve essere catalizzatore di una crescita collettiva.

Assolutamente, è così. Anche se non basta fare gli interessi della Banca in quanto tale per fare gli interessi dei propri soci e dei propri depositanti, dal punto di vista finanziario. Una banca come la nostra deve riuscire a far crescere il territorio in tutte le sue fattispecie: sotto il profilo della cultura tecnologica, sotto il profilo della cultura per l’ambiente, sotto il profilo della cultura societaria. Quindi non necessariamente solo un ritorno finanziario, ma un ritorno di cultura del territorio, perché se il territorio si evolve dal punto di vista tecnologico, ambientale e societario è un beneficio per tutti.

Quadro

Chiudo, guardando il quadro alle sue spalle: un lavoro di Carlo Levi con due contadini appulo-lucani vicini, un messaggio che rimanda alla vicinanza tra la Banca e la propria clientela oltre che verso i propri soci e il territorio?

Apprezzo l’attenzione. A quel quadro sono affezionato, perché a consigliarmelo fu il compianto presidente della BPPB, Michele Stacca, che ricordo sempre con affetto. Sì, sono due contadini lucani e mi piace pensare a questa banca che ha delle radici che affondano a oltre 100 anni fa e che sono radici di concretezza: di un amore per il territorio, inteso anche sotto il profilo dei suoi connotati fisici.

Quindi anche il VDG sarà d’accordo sul fatto che “Il futuro è nelle radici”?

Beh, lei ci dà degli stimoli sempre molto suggestivi. “Il futuro nelle radici” mi piace, è molto profonda come affermazione, la faccio mia”.

(gelormini@gmail.com)

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