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corona pasquale ape

Pasqua a cavallo del 30 e 31 marzo e 1 aprile, è ricca di iniziative in tutta la Puglia che  rientrano nel progetto Discovering Puglia ,promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia e da Pugliapromozione.

E’ possibile trascorrere la domenica di Pasqua alla scoperta dei centri storici  pugliesi fra chiese e castelli, partecipando anche a laboratori e visite interattive a tema,  come su Federico II e Bianca Lancia, per  esempio. 

E’ possibile immergersi nella natura a caccia di orchidee nel Salento, in osservazione degli uccelli sul lago Salso nel Gargano o con  percorsi a piedi, in bici nei meravigliosi parchi e riserve dell’Alta Murgia e della valle d’Itria. 

E naturalmente ,soprattutto nei paesi della Magna Grecia in particolare a Taranto e in tutta l’area di Bari e la costa ,è possibile partecipare a tradizioni e riti religiosi molto suggestivi, come per esempio le passioni viventi e le processioni dei Misteri al suono struggente delle marce funebri suonate dalle bande musicali in paesi che nel tempo sono riusciti a non contaminare il loro patrimonio di tradizioni e di architetture in pietra bianca calcarea.

Ovunque si possono,poi, gustare l’enogastronomia pugliese con l’olio di oliva extravergine, i formaggi come il caciocavallo podolico, il pane dop e le paste fresche, e i vini in primo piano, dal negroamaro al primitivo, visto che quest’anno la Puglia è stata selelzionata dalla  rivista americana Wine Enthusiats fra le top ten nel mondo come Wine Travel destination.

Ma soprattutto si può conoscere nelle masserie dell’entroterra, fra ulivi secolari e vigneti e ipogei,il percorso che porta alla  produzione di questi must dell’enogastronomia pugliese e  imparare anche  a preparare i piatti tipici.

Insomma con Discovering  la primavera in Puglia, stagione mite  ed esplosiva nei colori , diventa un’esperienza ricca di emozioni, di cultura e di sapori e profumi.

Le attività di Discovering sono tutte gratuite, ma il suggerimento è quello di prenotare.

 

Catene Troia

Gli eventi della Settimana Santa

Il mistero dei volti incappucciati, dei lamenti e dei canti religiosi, avvolge le bianche cattedrali romaniche, le strette viuzze lastricate, le torri e le fortificazioni pugliesi.

Imperdibile a TARANTO  e PULSANO  la processione con i “Perduni” che, scalzi e incappucciati, procedono con un rallentamento motorio e gestuale esasperato con le scansioni ritmiche e stridule delle "traccole" di legno con battenti in ferro.

 Le processioni si susseguono ad  ANDRIA con la Sacra Spina, a FRANCAVILLA FONTANA con i “Pappamusci”, a RUVO DI PUGLIA,  con l’esplosione delle Quarandone, fantocci con le sembianze di vecchie signore vestite di nero appese agli incroci delle strade la cui esplosione nella domenica di Pasqua rappresenta la vittoria della vita sulla morte, a SAN MARCO IN LAMIS, e poi ancora le processioni più marcatamente drammatiche per l'uso di strumenti di mortificazioni e "discipline" come la "processione delle catene" dei Crociferi  di TROIA,  e quelli di  NOICATTARO, vestiti di sacco nero , con corona di spine e caricati da una pesante croce che strisciano i piedi nudi alle cui caviglie sono legate catene e ferraglie, e  quella suggestiva a BITONTO dove nelle strade appena rischiarate da bracieri, la statua del Cristo morto sfila .

Nelle città costiere si vedono sfilare le statue all'alba sullo sfondo del porto, delle Cattedrali prospicienti il mare, dei palazzi rivestiti di una pietra lucente come avorio. a BISCEGLIE, GALLIPOLI, GROTTAGLIE o come  a Molfetta con la Processione dei Misteri e la Processione della Pietà a cura dell’Arciconfraternita della Morte (1613),  con sette statue in cartapesta opere pregevoli dello scultore molfettese Giulio Cozzoli.

 Ci si può lasciar trasportare nella dimensione scenica e teatrale delle Passioni Viventi ad  Alberobello in Valle d’Itria ,  Ginosa nel tarantino e  Conversano alle porte di Bari. Un appuntamento ormai caratteristico della Pasqua pugliese che tutte le volte richiama migliaia di visitatori, credenti e no, da ogni parte d’Italia. .”

Ma la passione di Cristo in questa terra non è solo rappresentata, ma anche cantata. Nei paesi ellenofoni della Grecìa Salentina si ripete il canto rituale in lingua grìca, i cui testi arcaici tramandati oralmente narrano delle sofferenze patite da Cristo.

(gelormini@affaritaliani.it)

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