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PugliaItalia
'Raphael' , 50anni di elegante passione

L’artigianalità plurale del laboratorio è stata da sempre la trama e l’ordito di una storia familiare condivisa con la vivacità delle testimonianze contigue di una Bari particolarmente attiva e intraprendente come quella del 1966.

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La cifra generazionale della famiglia Pisciotta che dall’ago, filo e centimetro della raffinatezza sartoriale del capostipite Raffaele, trova nuovo slancio imprenditoriale e commerciale - nel cuore del quartiere murattiano di una Bari che cambiava ritmi, consuetudini e prospettive - nel piglio lungimirante di Marcello, che interpreta, tesse e modella le proposte innovative della confezione: la novità che, nelle vetrine dell’Italia da boom economico, si specchia nei marchi blasonati di Facis, del gruppo GFT famiglia Rivetti di Torino, dell’aretina Lebole - tradizione tessile toscana, della mantovana Lubiam, e in quell’originale traccia olivettiana del Conte Gaetano Marzotto nell’alto vicentino.

Tutti con una comune radice “pugliese”: la prima “testimonianza confezionata”, in assoluto, nei cappotti provenienti dalla tradizione sartoriale di Martina Franca. Un percorso parallelo a quello dei vitigni autoctoni di Puglia, che a lungo hanno nobilitato blasoni terzi, prima di trovare una loro dignità “in purezza” nel caleidoscopio delle loro odierne etichette.

Un’abitudine, quella della famiglia Pisciotta, a cogliere il segno dei tempi, che si rinnova nell’approccio proiettato verso gli orizzonti da terzo millennio di Alessandro, destinato a confrontarsi con la globalità di un melting-pot rivoluzionario tra prêt-à-porter, eleganza del taglio e duttilità delle linee di interlocutori planetari come Zara, H&M, Primark, Mango, Teddy o Desigual.

Quello di “Raphael” è un ballo che dura da 50 anni, eseguito nella coralità di una realtà mai autoreferenziale, con la “passione” quale elemento essenziale per ogni storia di successo e con la quotidiana consapevolezza dei propri limiti, come frontiera metaforica della vera grandezza di un marchio di famiglia.

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“Un’attività storica nella città”, l’ha definita il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, nel cui salone – meravigliosamente allestito per l’occasione – si sono celebrati questi primi 50anni. “Raphael, come Mincuzzi e altri - ha aggiunto Ambrosi - è stato claim di se stesso. Baluardo di emozioni e testimonianza di negozi ‘presidi di stile’. Non mere attività commerciali, ma stati della mente, catalizzatori della convivenza, scrigni di tradizione. Un autentico patrimonio per la città”.

L’intero racconto dei 50anni - trama e ordito della festa “tra amici” di tutta la comunità del tratto murattiano di via Dante, tra C.so Cavour e via Sparano – si è dipanato tra passione, dinamismo, arte, leggerezza e modernità, sapientemente imbastiti, rifiniti, misurati e presentati in passerella dalla regia, anch’essa raffinata ed elegante, della Switch-On di Nicola Lanzillotta e Giovanna Regina.

Switch On
 

Dal Tango incrociato alla coreografie sensuali, ammalianti e contemporanee del carpo di ballo Lost Movement, dai filmati d’epoca di una TV in rigoroso bianco e nero al ringraziamento di Marcello Pisciotta a tutte le donne di famiglia e del tempo protagoniste cruciali del successo. Dalle proposte creative dello Chef Resident del Gran Caffè Saicaf, Luigi Rana, ai profumi autoctoni dei vini delle Cantine Polvanera di Gioia del Colle.

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Le note e le voci inconfondibili dei Beatles rivivono nell’interpretazione animata della band musicale “The Wonders”, per esaltare la brillante e suggestiva performance con vestiti d’epoca e introdurre la seconda sfornata di finger food dello Chef Rana, che rivisita le tipicità pugliesi adattandovi - proprio come un sarto o uno stilista - le contaminazioni di tradizioni culinarie d’oltreoceano e del lontano Oriente.

E poi la narrazione di moda e costumi degli anni ’60 nei ricordi e nelle analisi di Raphael Aboav, Patrizia Calefato, Francesco Colonna, Memo Cantatore, Silvio Maselli e Raffaele Pisciotta, a fare da prologo alla vena solidale che attraversava quegli anni e che si rinnova nell’attività benefica della Fondazione A.R.C.Ha e nell’emozione viva di un’appassionata recita de ‘A livella’ di Antonio De Curtis da parte di un rappresentante della comunità di assistiti.

Polvanera bott
 

Infine, l’abbraccio largo e affettuoso a tutta la grande famiglia della moda e dell’abbigliamento barese nel classico Momento Torta, animato dal contrasto plurale delle luci che esaltano la maestosità elegante della location, da quello generazionale che moltiplica sorrisi, caratteri e affinità senza tempo, e da quello delle note musicali tratte dal film Hair - “Let the Sunshine” che accompagnano l’arrivo della torta tra l’entusiasmo dinamico, colorato e coreografico dei Lost Movement, a cui si abbina, combina e fonde il Fumo di Londra di “You never told me” cantata da Alberto Sordi.

Serata splendida. Ritmi perfetti. Sorrisi soddisfatti. Atmosfera impeccabile. L’abito “cucito addosso”, da un sarto di prim’ordine, per un evento unico e …ripetibile. Auguri!

(gelormini@affaritaliani.it)

 

Tags:
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