Regione Puglia: Decaro vince, ma la democrazia è azzoppata - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 16:43

Regione Puglia: Decaro vince,
ma la democrazia è azzoppata

Exit poll e proiezioni confermano la vittoria schiacciante in Puglia di Antonio Decaro. Calo dei votanti inquietante: al voto meno della metà del corto elettorale.

di Antonio V. Gelormini

Al di là dei primi exit poll e delle successive proiezioni di voto - dopo una prima fase degli spogli - che confermano un risultato annunciato: la vittoria schiacciante di Antonio Decaro sul suo antagonista nella corsa alla presidenza della Regione Puglia, Luigi Lobuono, il dato già allarmante del calo di votanti - dato per scontato da tempo - è diventato “inquietante” con la partecipazione al voto di meno della metà dell’intero corpo elettorale. Trend registrato anche nelle due altre regioni chiamate alle urne, ma che segna il record negativo per la Puglia: fermatasi al 41,83%.

Un dato inquietante, che a tanti ha fatto tornare in mente il monito di uno dei Padri della Costituzione Italiana, Piero Calamandrei: “La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”, mettendolo in parallelo col principale strumento di libertà e democrazia: il voto.

Inquietante anche perché se da un lato la scarsa affluenza alle urne rende più evidente ed incisivo il risultato elettorale dei vincitori, dall’altro rende palese una sorta di ‘azzoppamento’ della stessa democrazia, che col deficit di partecipazione dà vita all’anomalia di scelte istituzionali determinate da una minoranza del corpo elettorale: che questa volta ha assunto il peso, niente affatto entusiasmante, di circa il 60% per quella che potremmo definire “maggioranza silenziosa”.


 

Sono tante le motivazioni alla base del crollo di circa 15 punti dagli indici registrati nelle precedenti elezioni regionali del 2020 (peraltro già in calo rispetto a precedenti consultazioni). Certo, partiti e coalizioni sembra abbiano fatto tutto il possibile per causare sfiducia, delusione e talvolta irritazione nei rispettivi elettorati. E come sancisce il popolare adagio biblico: “Chi semina vento, raccoglie tempesta”.


 

Non ci sarà nulla da festeggiare a conteggi ultimati, se non l’arrivo in Consiglio Regionale di qualche volto nuovo, di alcune riconferme istituzionali e della rinnovata alchimia politica, per consolidare equilibri e sostegni a un percorso amministrativo sereno e proficuo.


 

Ci sarà invece da rimboccarsi da subito le maniche, per rimotivare i cittadini all’esercizio del diritto-dovere, per il quale in tanti hanno sacrificato ambizioni, relazioni e non poche volte la stessa vita. Un obiettivo che non si raggiunge con proclami ed esortazioni, più o meno affascinanti, ma con l’esempio e i comportamenti quotidiani ed istituzionali: all’insegna dell’onestà, della trasparenza e del coinvolgimento costante, attraverso il confronto dialogo non più demandato ai soli post dei social network.

Siamo convinti che il primo ad essere consapevole dell’arduo compito sia lo stesso neo presidente della Regione Puglia. Antonio Decaro il taglio cirenaico l’ha sempre avuto: questa volta la croce è più pesante del previsto, ma capacità e forza di volontà non mancheranno. 

Felicitazioni e buon lavoro a tutti!

(gelormini@gmail.com)