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Segreteria Pd e Amministrative, il 2016 della politica pugliese

Bari - Che sia avvenuto sulle note di Gigi D’Alessio o in leggero anticipo sulle reti Rai, con il 2015 è andato in archivio un anno tra i più turbolenti per la politica pugliese, dall’approdo di Michele Emiliano sulla poltrona più alta di Lungomare Nazario Sauro alla deflagrazione del centrodestra, in piena campagna elettorale. Con i relativi postumi sui territori e l’esordio dei pentastellati in Consiglio regionale. Il 2016 sarà solo un anno di transizione? In primavera si aprirà la partita per il rinnovo della segreteria regionale Pd e poi si avvicineranno al voto del 2017 centri come Lecce, Brindisi e Taranto, nei quali destra e sinistra si giocheranno equilibri geopolitici importanti. E non è neppure tutto.

Michele Emiliano – Go big or go home. È la formula usata da Matteo Renzi alla Leopolda, ma si adatta bene anche al 2016 del Gladiatore. Il premier dovrà mettere la faccia, tanto sul turno di Comunali a Milano, Roma e Napoli, quanto sul referendum costituzionale. Probabilmente, non ne sarà travolto come D’Alema con le Regionali del 2000, ma sarà ugualmente un punto di svolta, dal quale potrebbe dipendere persino la data delle prossime Politiche. “Gli auguri a Capodanno sono doverosi, ma da domani ricomincio”, gli ha twittato Emiliano, continuando a lavorare ai fianchi ma stando attento a dribblare qualsiasi frontale. E se il carisma non gli manca e l’etichetta di renziano gli è sempre stata stretta, sta evitando accuratamente anche quella di antirenziano per definizione, intento a preservare in primis il proprio ruolo istituzionale e non comprometterlo nelle inevitabili interazioni con l’inquilino di Palazzo Chigi. Lo sa bene Nichi Vendola, accusato per l’intero secondo mandato di essere troppo distratto dalle sirene romane.

E lo sa bene pure l’ex Sindaco di Bari, la cui fase di rodaggio nell’Aula di Via Capruzzi può ormai dirsi conclusa. Uno scatto di reni sull’azione amministrativa dovrà passare anche dal restyling della squadra? Allontanata l’ipotesi di una promozione dell’ex prefetto Nunziante alla Sanità, papabili new entry potrebbero essere il tarantino Mino Borraccino ed il barese Alfonsino Pisicchio. Sul tavolo del Presidente, i dossier su Piano di Riordino, Tap, Xylella ed Ilva, la legge sulla partecipazione e il reddito di dignità, solo a citarne alcuni. E le variabili sono troppe perché il clima non si surriscaldi alla prima scintilla utile.

Elena Gentile - La pasionaria di Capitanata è stata la Lady di Ferro degli ultimi esecutivi del Rivoluzionario Gentile e non ha alcuna intenzione di restare ai box. In lizza fino all’ultimo per contendere ad Emiliano la nomination presidenziale, è il nome forte in campo per la segreteria regionale del Partito Democratico. Non a caso, incalza il segretario in carica, sul dualismo con il premier come sui risultati conseguiti in fatto di Sanità, da ex assessore al ramo. Sarà lei la testa d’ariete dell’uomo di Rignano per sottrarre agli uomini di Emiliano la leadership o farà da outsider ed ago della bilancia? Ad Antonio Decaro l’ingrato compito di ufficiale di collegamento tra le due parti, scongiurando il braccio di ferro interno all’orizzonte.

Nichi Vendola – Niente terzo mandato in Regione per lui, ma neppure l’esilio in Canada, lontano dalla politica. La nuova vita del Masaniello terlizzese è quella da kingmaker di Sinistra Italiana, formazione nella quale ha fatto confluire Sel, nella speranza che germogliasse e fiorisse a sinistra del Pd, con rinnovato vigore e compagni di squadra all’altezza. La strada, per ora, è tutta in salita.

Luigi Vitali – In campagna elettorale si è guadagnato il titolo di caterpillar, entrando a gamba tesa nella contesa, da commissario e poi segretario dei berlusconiani. Pronto al muro contro muro con i fittiani sulle liste, ha tenuto la linea dettata da Roma, fino alla rottura definitiva e al redde rationem, puntando in extremis su Adriana Poli Bortone e tentando la spallata all’ex Vicerè di Maglie e a Francesco Schittulli. È finita con meno di due punti di scarto e le consuete duplici letture dei competitors. Smessi i panni di incendiario, in compenso, l’ex sottosegretario sa che per vincere su piazze come Lecce, Taranto e Brindisi – con i dovuti distinguo - tocca mediare e, al momento, regge il tavolo di coalizione aperto con Conservatori e Riformisti, Fratelli d’Italia, salviniani, socialisti, civici e schittulliani per le Comunali 2016. Lo stesso dal quale si è sfilato il Nuovo Centrodestra di Massimo Cassano. Prove d’intesa da seguire in corso d’opera.

Francesco Paolo Sisto e Michele Boccardi – Il primo, candidato di bandiera di Forza Italia, ha mancato la nomina a giudice costituzionale, patendo il cambio di schema dei democratici. Il secondo ha interrotto il sodalizio politico con Raffaele Fitto per restare nella “ditta” azzurra e, per una manciata di giorni, si è parlato di lui come possibile coordinatore regionale, in un avvicendamento mai concretizzatosi con Gino Vitali. Entrambi non hanno nascosto qualche malumore sulla gestione del partito da parte dell’avvocato francavillese ma senza che ne seguisse alcun colpo di scena definitivo. Rimarrà la linea da seguire anche nel nuovo anno? Boccardi, peraltro, potrebbe fare da pontiere con il neonato movimento di Gaetano Quagliariello e Davide Bellomo

Raffaele Fitto – Ex protesi dell’ex Cavaliere, Ricostruttore, dissidente e poi “traditore”, secondo la fatwa di Silvo Berlusconi pronunciata a maggio. “Fitto chi?”, aveva lasciato cadere sprezzante l’uomo di Arcore e l’ex enfant prodige di Maglie ha messo da parte il ruolo di delfino per intestarsi una partita ambiziosa, il cui epicentro non potrà non essere pugliese. Libero dal giogo stringente delle questioni giudiziarie, l’europarlamentare è atteso alla prova del fuoco del Leone dei CoR, dai numeri in Camera e Senato alle alleanze, su scala nazionale e locale. E non potrà perdere troppo tempo, onde evitare di farsi trovare impreparato dall’eventuale anticipazione delle Politiche.

(a.bucci1@libero.it)

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