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'SUB TUUM PRAESIDIUM...' in Mostra. La Puglia d'inverno in Capitanata

Incrociate la tenerezza di una ninna-nanna con il pudore innocente di una preghiera come l’Angelo di Dio e avrete la sintesi della millenaria tradizione popolare delle “Madonne capoletto”. O come con espressione molto più tipica essa è meglio definita: “I Madonn a ch’p o’ lett”.

1Sub tuum praesidium
 

Una tradizione che vede un ventaglio ampio di ‘protagonisti vigili’: Angeli, Crocifissi, Santi e Martiri d’ogni risma, ma che riconosce nelle innumerevoli e intercedenti declinazioni della Vergine Maria il riferimento decisamente più radicato e più immortalato.

Vegliare e accompagnare il sonno del talamo famigliare, nonché di quello più intimo e individuale, è stata da sempre la funzione principale di queste icone, entrate a far parte - col tempo - dei canoni più usuali dello stesso arredo domestico.

Una funzione che l’originale e pratica aneddotica di paese ha sempre stentato a riconoscere al “Crocifisso”, dato il suo status particolare. Ecco, allora, il proliferare di Madonne di Pompei, Madonne del Carmine, di Lourdes, Fatima, Loreto e rappresentazioni più “autoctone”, nelle versioni di Raffaello, Tiziano, Giotto o Antonello da Messina; del Beato Angelico, Filippo Lippi, Michelangelo Buonarroti, Caravaggio o Piero della Francesca; e ancora di Leonardo, del Botticelli, di Tiepolo e Roberto Ferruzzi. Spesso nella versione “Annunciazione” (bene-augurante per la fecondità e la prolificità famigliare), insieme anche ai Sant’Antonio, San Francesco, San Giuseppe, Santa Rita, S. Anna e S. Benedetto.

Madonna riposo Ferruzzi
 

In verità, prima dell’avvento del quadro appeso, la tradizione - quando e dove possibile - prevedeva l’affresco o il dipinto sul muro: in tal caso, erano gli Angeli - in ogni posa, età e classificazione - a far da custodi alla serenità del riposo ed alla “liceità” del sogno. E spesso al saluto “confidante” all’immagine riprodotta, si accompagnava un ritornello - tra i tanti - come questo:

Me corco in questo letto / quattr’angeli ci aspetto, / san Jaco e san Filippo, / la Madonna e Gesù Cristo; / da capo al letto mia / c’è la Vergine Maria, / da piedi e da canto / ‘l Padre, ‘l Fijolo e lo Spirito Santo, / attorno attorno / tutti l’angeli del monno. / Saccio la corcata, / ma non saccio la levata, / e l’anima mia / a Dio raccomandata sia. (Giovanni Pozzi - Grifoni 61 n. 53)

Con l’Angelo di Dio, che un tempo tutti i bambini imparavano insieme alle altre preghiere canoniche, vi sono delle preghiere napoletane che le mamme e le nonne di una volta insegnavano ai loro bambini, per recitarle prima di andare a letto.  Semplici e brevi preghiere, che assomigliavano a delle nenie o a poesie in rima per permettere ai bambini di ricordarle facilmente.

Je me cocco ‘int’ ‘a ‘stu lietto

e ‘a Maronna affianco ‘o pietto

jo dormo e Essa veglia,

si è coccosa me risveglia;

Gesù Cristo m’è pate

‘a Maronna m’è mamma

‘e Sante me so’ pariente

duorme… ca nun haje paura ‘e niente!

[Mi corico dentro questo letto

la Madonna a fianco il petto

io dormo e lei veglia

se qualcosa mi risveglia;

Gesù Cristo mi è padre i Santi mi sono parenti

dormi… che non hai paura di niente]

Madonna M&D
 

La mostra “SUB TUUM PRAESIDIUM...” - Immagini sacre della tradizione “…a Ch’p o Létt…”: una fede semplice ma forte!, allestita al M&D - Museo Ecclesiastico Diocesano dal Gruppo Terzo Millennio, nel Chiostro di S. Benedetto a Troia (Fg), vuole recuperare l’espressione intima di una devozione, che tendenze odierne e relativistiche stanno rendendo banale o “in-tinta” col colore deciso delle pareti (e, ancor peggio, raramente il contrario).

Testimonianze a rischio di un patrimonio immateriale ricco di tesori, quanto e talvolta più preziosi di quelli custoditi nei musei, che l’attività stimolante e catalizzatrice di valorizzazione e fruizione del Distretto Culturale Daunia Vetus mette ancora una volta all’attenzione delle Comunità locali e dei circuiti culturali in generale.

La mostra è visitabile dal 29 ottobre 2016: Sabato 17,30/20,00 Domenica 10,30/13,00 - 17,30/20,00

(gelormini@gmail.com)

Tags:
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