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TAP, Puglia e Vallonia - Emiliano su Calenda: 'Gioca alle tre carte!'

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano replica, con durezza e decisione, alle dichiarazioni del ministro Carlo Calenda fatte a Capri al convegno dei Giovani di Confindustria. Dove, con toni piuttosto sarcastici, è stato apostrofato dallo stesso ministro: "Abbiamo la nostra Vallonia, abbiamo il nostro governatore della Vallonia. Perchè Emiliano sa benissimo che spostare l'approdo del gasdotto Tap di 30 chilometri, vuol dire semplicemente non farlo", con un evidente riferimento al 'no' della Vallonia (Belgio) sull'accordo di libero scambio Ue-Canada e allo sbocco in Italia del gasdotto TAP.

emiliano 24ore
 

"Non posso consentire a un ministro della Repubblica di giocare al gioco delle tre carte con la Regione Puglia", ha risposto Emiliano, "La Regione Puglia non è contraria al Tap. Ma chiede che il gasdotto non approdi nella splendida spiaggia di San Foca-Melendugno, bensì più a nord in un tratto di costa già industrializzato è già dotato di infrastrutture per il gas. Una richiesta la nostra di buon senso, legalità, rispetto della volontà popolare e tutela dell'ambiente".

"Non è affatto vero che una modifica del progetto farebbe saltare l'esecuzione dell'opera", ha precisato, "Ho già detto più volte di essere disponibile, cambiando punto di approdo, a firmare un protocollo di intesa col Governo e con il Consorzio Tap per realizzare l'opera abbattendo a zero tutti i termini previsti dalle leggi e sono quindi disponibile anche ad accettare un decreto legge del Governo che realizzi l'obiettivo in modo concordato con l'azienda e la Regione".

TAP zona tap
 

"Piuttosto spieghi il ministro - ha sottolineato il Governatore - per quale ragione è stato scelto proprio l'approdo della spiaggia di San Foca tanto più a sud rispetto a Mesagne (Brindisi) dove il gasdotto si deve poi ricongiungere con la dorsale Snam? Perché costringere gli italiani a pagare di tasca loro quei 55 km di gasdotto in più, totalmente inutili, a causa di questa scelta di approdare così a sud? Dei rischi connessi a quei 55 km di opera inutili ho già parlato alla Commissione parlamentare antimafia e Calenda farebbe bene a leggersi il verbale. Per non parlare del danno ulteriore che subiremmo con lo spostamento di centinaia di migliaia di ulivi in aree colpite da Xylella".

Calenda confGiovani
 

"E ci spieghi, il ministro - ha aggiunto -  perché mettere a rischio un paradiso naturale come San Foca sapendo che la commissione VIA nazionale ha aperto la verifica e sta constatando la assoluta inidoneità geologica del sito di Melendugno allo scavo sotterraneo (cosiddetto drill)? Nell'impossibilità di effettuare lo scavo sotterraneo sarebbe peraltro improponibile intervenire dall'esterno perché i danni ambientali sarebbero enormi.

Calenda Emiliano
 

"La proposta della Regione Puglia di far arrivare più a nord il gasdotto rende dunque l'opera meno costosa e più facile da realizzare", e quindi ha ribadito: "In ogni caso sono disponibile a un immediato incontro col Governo per spiegare nel dettaglio le nostre proposte, anche in presenza del consorzio Tap. Così come sono in attesa da un anno di avere un incontro col Governo su Ilva e sulla proposta di decarbonizzazione, quindi Calenda non si permetta di dare a me dell'irresponsabile mentre i bambini di Taranto continuano ad ammalarsi e gli operai a morire sul lavoro.

TAP mappa Albania
 

 

"Voglio anche ricordare al ministro Calenda - ha ammonito - di essere più rispettoso non solo quando parla della Puglia, ma anche quando parla della Vallonia trattandosi di regione appartenente a uno Stato estero sovrano membro dell'Unione Europea al quale un ministro della Repubblica italiana non può rivolgersi nel modo in cui ha fatto".

TAP gasdotto
 

"Deve inoltre essere più rispettoso nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti istituzionali che, a differenza sua, sono stati eletti direttamente dal popolo a suffragio universale e rispettano il mandato che è stato loro affidato".

Si ricorda che il riferimento del ministro Carlo Calenda è al rifiuto di una regione del Belgio, la Vallonia, a firmare il Ceta, l'accordo di commercio euro-canadese. Dato il principio che il trattato debba essere approvato da tutti gli attori politici europei - ciò che, in base alla Costituzione belga, significa il voto di sette diverse entità e regioni - non bastano più i 28 sì dei 28 governi, ma ce ne vogliono una quarantina. In questo caso, è stata la Vallonia a mettersi di traverso.

(gelormini@affaritaliani.it)

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