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Treni veloci Puglia-Milano a Palazzo Marino
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“Ridurre i tempi di percorrenza di alcuni treni lungo la direttrice Adriatica da Lecce-Milano resta un obiettivo strategico non solo per la Puglia e Milano, ma avrebbe una ricaduta economica  (come dicono alcuni studi) per lo sviluppo dell’intero Paese”. 

Ad esserne convinti l’Assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi e il Presidente della Provincia di Brindisi, Toni Matarrelli che - su iniziativa della Associazione “L’Isola che non c’è” - ne hanno parlato nel corso di una video call su wtahsapp e condiviso la necessità di un incontro a Milano con il sindaco Giuseppe Sala ed eventualmente con altri protagonisti per discutere insieme su questa proposta da portare poi al tavolo con Trenitalia e Rfi.

“Condividere con una città così prestigiosa questa battaglia di civiltà - ha detto il Presidente Matarrelli - è importante non solo per entrambi  i territori interessati, ma per l’intero Paese”.L’assessore del Comune di Milano Censi, nel ribadire il rapporto straordinario tra la sua città e la Puglia (“l’Università Bocconi - ha detto - ha un incredibile numero di studenti pugliesi iscritti a Milano) si è impegnata a condividere questa idea con il Sindaco Sala e dunque ad organizzare quanto prima un incontro a Palazzo Marino.—-LA PROPOSTA: TRENI NO-STOP (O CON POCHE FERMATE) ANCHE SULL'ADRIATICA.

Perché sulla linea Roma-Milano dove già esiste l’Alta Velocità si continua ad intervenire - giustamente - per accorciare sempre più i tempi di percorrenza, e mai una idea operativa sulla linea Adriatica?Perché non si adotta anche sulla direttrice Lecce-Milano una riduzione (anche solo per alcune corse) delle fermate attualmente previste?Oggi un treno FrecciaRossa (cosiddetto) AV che parte, per esempio, da Lecce ferma nelle stazioni di Brindisi, Bari, Barletta, Foggia, Termoli, Pescara, Ancona, Pesaro, Rimini, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e, a rotazione, in quelle di San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Riccione, Rimini Fiera, Forlì ecc., per giungere a Milano dopo ben 8 ore e 50 minuti. 

Riducendo le fermate, almeno su alcuni treni, a quelle essenziali - una ogni ora di percorrenza - per un servizio di primo livello come avveniva fino al 2008 (Brindisi, Bari, Foggia, Termoli, Pescara, Ancona, Rimini e Bologna) e utilizzando appieno la linea AV Bologna-Milano (senza alcuna fermata intermedia), si risparmierebbe già oggi quasi un'ora. Basterebbe adottare subito anche in questa parte del Paese tale soluzione (come sulla Milano-Roma), senza attendere i progetti (che ancora non ci sono concretamente) per utilizzare i 5 miliardi previsti per i potenziamenti infrastrutturali.Ecco: questo chiediamo da anni, questo andremo a chiedere all’Ad e Direttore Generale di Rfi, questo vorremmo condividere con il presidente dell’Authority, e con Trenitalia a cui compete la decisione delle fermate. Nell'attesa ci accontentiamo di leggere delle iniziative di Trenitalia per altre tratte. Per noi…

PS:

Qualcuno dirà: la domanda sulla Roma-Milano non è la stessa sull'Adriatica (attualmente, con questi tempi di percorrenza e questo tipo di offerta..). Ecco perché in tutti gli incontri in questi anni ricordiamo che il Governo (anche quello attuale) ha molti strumenti per giungere a questo risultato, uno fra tutti l’abbattimento mirato dei pedaggi ferroviari - come chiediamo da tempo - per i convogli realmente veloci che le imprese ferroviarie vorranno istituire per il Sud Italia (ad esempio, da Milano verso l’Adriatica fino a Bari e Lecce senza fermate intermedie tra Milano e Bologna).L'abbattimento del pedaggio ferroviario non dovrebbe costituire aiuto di Stato se applicato a tutte le imprese ferroviarie (italiane ed estere) che vogliano servire le linee dirette al sud utilizzando tratte di AV.

È poi corretto e condivisibile il ragionamento secondo cui l'arretramento della linea ferroviaria da Rimini a Termoli rispetto alla costa farebbe perdere l'attuale grande efficacia trasportistica della dorsale Adriatica; tuttavia nei tratti più congestionati Bologna-Rimini e Foggia-Bari si dovrebbe invece valutare la realizzazione dell'AV in aggiunta alla linea esistente, in considerazione del fatto che sono caratterizzati da traffici ferroviari passeggeri e merci nettamente superiori a quelli della direttrice Salerno-Reggio su cui è prevista.

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