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Tunisia - Fascino dell'entroterra nel silenzio lussureggiante del deserto

Una scheggia rispetto al Continente Africano, ma in un territorio pari a poco più della metà di quello italiano e con una popolazione di solo 1/5 di quella del Bel Paese, in Tunisia è racchiuso un fantastico e caleidoscopico scrigno di storia, arte, cultura, antichissime tradizioni berbere e testimonianze spesso sorprendenti di patrimoni etnografici mediterranei.

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E' il più piccolo Paese del Maghreb e senza dubbio il più ricco di storia: dai Fenici ad Annibale, dai Romani al leggendario Porto Circolare di Cartagine, dall'anfiteatro di El Jem alla più antica Sinagoga d'Africa di Ghriba - sull'isola di Djerba - una delle più antiche della Terra. Fino alle radici della civiltà berbera a Tozeur e Douz o a quelle devozionali di Kairouan, con la Grande Moschea - terzo santuario islamico al mondo - che nel periodo dei Califfi fu capitale del governatorato d'Africa.

Dalla costa mediterranea - a sole 80 miglia dall'isola di Lampedusa - al deserto variamente declinato, passando per valli profonde e dolci colline, la Tunisia presenta un'incredibile ricchezza geografica, tale da farne un paese dal fascino irresistibile: destinazione preferita dai Romani, nonostante le "cocenti" sconfitte subite ad opera di Annibale, e poi meta moderna privilegiata dai viaggiatori francesi.

In cima alla classifica degli arrivi, infatti, si trovano i turisti italiani, poi quelli fracesi e tedeschi, ma da qualche anno la destinazione è presa di mira dai flussi orientali di Giappone, Cina e Corea, che col piacere  degli operatori, continuano a far registrare indici di presenze decisamente in crescita.

Con un complesso corposo di infrastrutture alberghiere e un parco ricettivo in continua e costante evoluzione, la Tunisia da tempo sposa investimenti dal Medio e lontano Oriente con costi di manodopera ancora distanti dalle medie europee, e amalgama con armonia il turismo balneare e culturale con la voglia della scoperta, dell'esperienza emozionale e del piacere del benessere.

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Dopo la rivoluzione dei Gelsomini (14 gennaio 2011) è una Tunisia rinvigorita quella che si presenta sul palcoscenico del turismo internazionale: Ormai è alle spalle il periodo difficile degli attentati: per cui, torna la proposta per spiagge incontaminate, favolosi siti archeologici, campi da golf internazionali e un'offerta di thalassoterapia tra le più esclusive al mondo. Il ritorno delle navi da crociera nel porto di Tunisi sono l'ulteriore segnale di una serenità ritrovata e di una tenace resistenza alle asperità della cronaca, per riaprire le proprie rotte e i propri itinerari ai visitatori d'ogni dove.

Selma Elloumi-Rekik, ministro del Turismo e dell'Artigianato tunisino,  lo ribadisce con fermezza e lungimiranza, evidenziando la vicinanza geografica, ma anche culturale, tra Tunisia e Italia: “Diversificare l’offerta è la nuova parola d’ordine. Lo scenario programmatico è per tutti ben definito: bilanciare il nostro mercato rivolto al turismo balneare (80%), con un rilancio dell'entroterra tunisino, per allungare le stagionalità e diversificarne l'offerta".

"Adesso vogliamo puntare anche su altri settori - sottolinea il Ministro - come il turismo culturale, quello esperenziale e la frontiera del benessere. Valorizzando i nostri siti archeologici a Cartagine o El Jem, e dando nuovo impulso al Museo del Bardo, dove è custodita la più ricca collezione di mosaici romani del mondo. Vogliamo promuovere il golf e la talassoterapia, in cui siamo i secondi al mondo dopo la Francia, così come siamo intenzionati a sviluppare il turismo sahariano nelle aree interne del Paese".

E proprio sulla tranquillità silenziosa del deserto, capace di valorizzare riflessione, pensiero e ricerca interiore poggiano i messaggi - diretti e indiretti - per promuovere una Tunisia che si è riappropriata dei tempi lunghi e dell'incedere felpato e asincrono dei dromedari, che a Douz e a Tozeur - porta e anticamera del Sahara - è possibile ritrovare "al pascolo": come mucche podoliche nel Gargano, greggi transumanti d'Abruzzo o mandrie all'alpeggio in Val Gardena o Val d'Isere. In quel particolare "paesaggio-miraggio" che quotidianamente il Lago Salato è in grado di offrire, con i suoi riflessi magici, ai viaggiatori più curiosi e agli escursonisti più incantati.

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Un tema ripreso anche da Mounir Hamdi, Governatore del Dipartimento di Tozeur, che dai microfoni di Affaritaliani.it ha chiesto alla stampa internazionale: "Di accompagnare - dopo aver verificato in loco e personalmente la situazione - il processo di rilancio della destinazione Tunisia, in generale, e quella delle sue perle turistiche, in particolare, a partire naturalmente dalla realtà Tozeur, dove la tranquillità e la serenità del deserto fanno da sottofondo e da sfondo alle riflessioni di artisti e letterati, che qui si rifugiano, per dar ossigeno al pensiero e animo al proprio estro".

Aspetti fatti propri e rilanciati, in chiave interpretativa della cosiddetta "Nuova Tunisia", da Abdel Behiri, Responsabile dell'Ente del Turismo tunisino per il Centro e Sud Italia: "Attingere dalle tradizioni della Civiltà Berbera, per arricchire di contenuti l'offerta turistica della Tunisia, è provare con orgoglio a dare un senso a tutto quello ha forgiato identità e personalità a questo Paese. Certo, la costa e il mare restano il più forte attrattore turistico, ma la vera 'unicità', oggi, affonda le sue radici nell'entroterra e nel patrimonio immateriale che lo ha reso sempre così affascinante".

"Dalla vivacità urbana, industriale e portuale di Tunis-Cartage, che giorno dopo giorno assume le caratteristiche di vera e propria capitale internazionale - aggiunge Behiri - al fermento artigianale di Monastir, Sousse e Kairouan, passando per i giardini orto-frutticoli delle aree settentrionali, per le colture intensive di Sfax per le olive, di Nabeul per le arance e dei palmeti a Sud di Douz e Tozeur per la produzione di datteri, la Tunisia si presenta di volta in volta con un costume o un aspetto paesaggistico diverso".

"Compresi quelli più fantastici, che proprio nel deserto trovano le forme di 'paesaggio lunare', come quello colto da Georges Lukas per girarvi 'Guerre Stellari', le varianti dei 'paesaggi biblici' nelle oasi adatte ad ambientazioni per i kolossal cinematografici o televisivi, fino alle location per sperimentazioni e prove estreme, in funzione di collaudi, record da battere e specifiche ricerche scientifiche".

La Tunisia del domani, cresciuta guardando al modello turco di Kemal Ataturk, si appresta a raggiungere status e obiettivi che solo qualche anno fa potevano sembrare alquanto ambiziosi. E soprattutto - guardando all'Europa - potrebbe riuscire là dove, proprio la Turchia, dà l'impressione - da qualche tempo - di marcare il passo e di incepparsi nel controverso ripiegamento verso orizzonti, che sembravano ormai lasciati alle spalle.

(1- continua)

(Le foto della prima gallery sono di Alessio Sanavio)

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

 

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