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Tunisia, lo spot prezioso per l’Italia Nel gioco di sponda con l’Europa

Tunisia, lo spot prezioso per l’Italia Nel gioco di sponda con l’Europa

La Tunisia prova a reagire, la forza d’animo di forte stampo femminile, che da sempre ne caratterizza piglio intraprendente e visione laica – nonché decisamente mediterranea – apre nuovi fronti di sfida ed evita processi autoreferenziali destinati alla breve gloria di un mattino.

La Tunisia continua a credere in un futuro plurale e si organizza per arrivarci con tutto il suo patrimonio etnico, culturale, storico, economico e naturale. Consapevole che la strada individuata dai suoi Padri istituzionali, a partire da Habib Bourghiba, resta quella giusta: quella che la porta dritto verso l’Europa.

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Un corridoio che ne ha segnato il passato glorioso, ne ha fatto la fortuna negli anni del “boom economico” e che ne delineerà le prospettive degli anni a venire, nonostante eventi e fermenti nazionalistici continueranno a incidere sulle evoluzioni sociali dei suoi giovani, dei suoi uomini e delle sue donne.

Se ci si rendesse conto di quale gigantesco “spot” per l’Italia rappresentano i musei e i siti archeologici della Tunisia, ci sarebbe da perorarne l’adozione e il contributo alla salvaguardia da parte del MIBAC e del Ministero attualmente guidato da Dario Franceschini.

Col suo “dito” puntato verso l’Italia la Tunisia è, in media, a poco più di un’ora di volo dagli aeroporti italiani e la scelta di valorizzare l’entroterra, facendone uno straordinario concentrato di valore aggiunto all’offerta balneare dal ventaglio ricco, variegato e ammaliante, la proietta con forza tra i Paesi a più forte attrazione turistica nel Mediterraneo.

Raggiunta finalmente la stabilità, con un governo di unità nazionale: espressione della volontà e delle indicazioni provenienti dal popolo, e con un Presidente eletto per 5 anni, la Tunisia si concentra sulla sicurezza. Soprattutto dopo i tragici momenti e le vittime al Museo del Bardo, la sicurezza torna ad essere elemento propedeutico e fondamentale per la ripresa economica e del turismo stesso, che non può che realizzarsi attraverso accordi anche con gli Stati vicini. Perché la sicurezza della Tunisia, così come quella di tutti i Paesi frontalieri, interessa l’intero balcone mediterraneo.

Selma Elloumi Rekik
 

Il turismo, che qui rappresenta il 7 % del Pil nazionale, naturalmente gioca un ruolo fondamentale per la crescita economica della Tunisia, e forse anche per questo – con lungimiranza e comprovato acume politico – che il Governo ha deciso di affidare questo settore, così importante, a Selma Elloumi Rekik, una donna, un’imprenditrice e una mente politica aperta all’Europa.

Il nuovo ministro del turismo e dell’artigianato della Tunisia, è esponente di spicco del Nidaa Tounes, il partito anti-islamista che ha vinto le elezioni e ora guida il Paese, ma soprattutto è manager dell’azienda familiare, che nasce come impresa per attrezzature agricole e poi si trasforma in un vero e proprio gigante dell’agroalimentare. Nel cuore del Cap Bon – il fiore all’occhiello della Tunisia esportatrice di prodotti alimentari di prima qualità – fino a diventare il primo fornitore di fragole e altra frutta per il colosso multinazionale Danone.

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Affidare Turismo e Cultura, insieme all’Artigianato, ad un’imprenditrice dell’agroalimentare la dice lunga sulla forza innovativa di una scelta, che conferma la stretta relazione della proposta turistica – che esula dalla più o meno lunga o capricciosa stagionalità del balneare – con l’articolato patrimonio materiale ed immateriale custodito nelle aree interne.

Selma Elloumi-Rekik lo conferma nel sottolineare la vicinanza geografica, ma anche culturale tra Tunisia e Italia. Un gioco di sponda che dai Fenici, Annibale e i Romani non ha mai cessato di tener vivo lo sciabordio di un legame dal sapore intimamente mediterraneo, “Expo 2015 a Milano lo ribadirà ancora una volta – sottolinea il Ministro – e sarà l’occasione per presentare non solo i nostri prodotti gastronomici, ma anche l’intera offerta turistica e il volto futuro della Tunisia. Attraverso un tema sviluppato per ogni mese e una giornata, il 27 maggio, che celebrerà la Giornata della Tunisia. Con la presenza a Milano dei vertici istituzionali e politici del Paese”.

“Diversificare l’offerta” è la nuova parola d’ordine. Per cui, lo scenario programmatico è ben chiaro: “Fino ad ora – spiega M.me Selma – l’80% del nostro mercato era rivolto al turismo balneare. Adesso vogliamo puntare anche su altri settori come il turismo culturale, valorizzando i nostri siti archeologici a Cartagine, El Jem o il Museo del Bardo dove è custodita la più ricca collezione di mosaici romani del mondo. Vogliamo promuovere il golf e la talassoterapia, in cui siamo i secondi al mondo dopo la Francia, così come siamo intenzionati a sviluppare il turismo sahariano nelle aree interne del Paese”.

Le fa eco il Direttore Generale della FTAV – Federazione Tunisina delle Agenzie di Viaggio, Mohamed Ali Toumi, 41anni, Italian look e dinamismo mediterraneo: “Siamo proiettati verso progetti pruriennali, sviluppo delle infrastrutture, miglioramento dell’offerta alberghiera e sostegno ai vecchi mestieri artigiani, fondamentale per lo sviluppo delle varie aree inerne. Ma anche il consolidamento di prodotti come il golf, la frontiera del benessere e il supporto a zone meno frequentate dal turismo dei grandi numeri. Penso al Nord e al potenziamento del turismo stanziale nell’area di Tozeur, al momento utilizzata principalmente come base di partenza delle escursioni verso il Sud e il Sahara”. 

“Non solo il mare tanto amato dagli italiani, dunque, o destinazioni molto apprezzate dai nostri connazionali come Djerba – che sarà raggiunta da un maggior numero di voli diretti Tunisair – ma un prodotto diversificato. Il turismo delle sensazioni, come ci insegna soprattutto l’Italia, – aggiuge Toumi – è alla ricerca di autentico, genuino e irripetibile. Anche per questo, è importante che la situazione nel Mediterraneo si calmi. Per farlo c’è bisogno della solidieratà concreta di tutti. Perchè interessa tutti e perchè tutti abbiamo da guadagnarci da un Mediterraneo accogliente e dispensatore di serenità, cultura e benessere: sia fisico che spirituale”. (1 – continua)

(gelormini@affaritaliani.it)