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“Non possiamo più tergiversare. L’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia deve procedere immediatamente ad individuare le cantine, pugliesi e non solo, in grado di stoccare quantitativi di uva parzialmente danneggiata dall’ondata di maltempo delle scorse settimane da togliere dal mercato per estrarne succhi. Si è già perso troppo tempo. Contestualmente vanno attivate urgentemente le procedure per la valutazione dello stato di crisi di mercato”. Critica la lettera indirizzata all’Assessore regionale Nardoni con la quale il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, chiede che senza ulteriori indugi vengano messe in campo tutte le iniziative utili a dare ossigeno al comparto dell’uva da tavola pugliese.

“Abbiamo chiesto che venga convocato un tavolo tecnico – continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio -  attorno al quale riunire le organizzazioni agricole realmente rappresentative degli interessi del mondo agricolo, per procedere alla mappatura delle cantine italiane in grado di stoccare prodotto non idoneo da ritirare dal mercato, in modo da evitare ripercussioni gravi sull’intero comparto ed eventuali speculazioni. Non solo, al contempo va monitorato l’andamento del mercato dell’uva da tavola di ottima qualità, a cui corrispondono prezzi di vendita inaccettabili”.

Agrimed nardoni vendola

La campagna è iniziata sotto i migliori auspici con i prezzi delle primizie che hanno raggiunto anche euro 1,20 al chilogrammo alla pianta.  Opposto l’attuale andamento di mercato delle uve Italia e Red Globe, per cui i prezzi si stanno attestando su 40/45 centesimi al chilogrammo, sempre che qualcuno decida di comprarla. L’invasione di prodotto da Brasile, Grecia e Spagna sui mercati nazionali e del Nord Europa ha di fatto azzerato le richieste di uva pugliese che, nonostante i bassissimi prezzi in campagna, non è competitiva, perché grande distribuzione e negozi di vicinato del Nord Italia la rivendono anche a 5 euro al chilogrammo.

La Puglia è il primo produttore in Italia di uva da tavola, con il 74% della produzione nazionale e, grazie all’enorme contributo pugliese, l’Italia è il primo produttore al mondo, con il 16% sulla produzione globale.

de concilio

Per questo Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di intensificare i controlli per verificare l’indicazione obbligatoria dell’origine del prodotto agricolo in etichetta e rilancia l’importanza deli studi condotti in campo agroalimentare che riguardano la definizione dell’impronta digitale dell’uva da tavola pugliese mediante l’analisi metabolomica per evitare che prodotto straniero possa continuare ad essere spacciato per ‘made in Puglia’. I primi risultati tangibili di tali studi consentono la discriminazione delle uve in base alle varietà, all’origine geografica e alle tecniche agronomiche impiegate per la loro produzione. Ad esempio, l’impronta digitale con la Risonanza Magnetica è un potente strumento per distinguere un prodotto biologico da uno convenzionale.

/gelormini@affaritaliani.it)

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