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Xylella, Italia 2^ monito UE La Coldiretti non ci sta

L'allarme di qualche giorno ora si è materializzato nelI'avvio della II procedura infrazione da parte dell'Unione Europea verso l'Italia, per i ritardi accumulati nella lotta alla Xylella, come aveva avvertito il commissario alla salute Vytenis Andriukatis al ministro Maurizio Martina.

L'esecutivo comunitario ha deciso di inviare una lettera di messa in mora alle autorità italiane, in quanto "E' estremamente importante che l'Italia attui pienamente la decisione" Ue e "fermi l'avanzata della Xylella", ha detto all'ANSA un portavoce della Commissione.

xylella ue
 

Immediata la reazione da parte delle associazioni di categoria, tra cui spicca quella della Coldiretti: “Inaccettabile conferma dall’UE della seconda procedura di infrazione contro l’Italia, rea di non aver applicato ancora misure evidentemente inapplicabili contro la Xylella".

E la nota dei vertici Coldiretti rincara: "Armiamoci e partite è stato negli ultimi 3 anni il monito dell’UE, che sulla questione Xylella fastidiosa ha responsabilità gravi sia per l’introduzione del batterio che per la gestione dell’emergenza. Dopo essersi lavata le mani circa eradicazioni, indennizzi, ricerca"

"La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere - si aggiunge - e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi a Lecce, Brindisi e Taranto, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura pugliese. Per colpa delle frontiere comunitarie colabrodo la Xylella fastidiosa è ormai una malattia europea e l’UE non può continuare a bacchettare gli Stati membri, senza individuare misure opportune di sostegno contro la malattia”.

xylella viti
 

Il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, sottolinea poi come la Puglia stia subendo un sistema di regole europee, che facilita le importazioni di qualsiasi bene, spesso anche senza le giuste garanzie per i consumatori, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni. "L'aggravante è che i flussi commerciali continuano e l'Ue ha posto l'embargo ai nostri vivai, ma non ha risolto il problema alla fonte, ovvero realizzando i centri di quarantena fitosanitaria all'ingresso dell'Europa".

“La Xylella fastidiosa è ormai una malattia europea - aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - dato che è stato ritrovata anche in Francia, Germani e Olanda. L'UE fa come Ponzio Pilato anche sugli indennizzi da riconoscere agli olivicoltori che hanno subito e dovuto affrontare in solitudine l’aggressione del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa e devono fare i conti con ingenti perdite di reddito presenti e future, e se ne lava le mani, rimandando l’intera partita al Governo italiano e alla Regione Puglia".

"Pertanto - prosegue Corsetti - oltre a confermare la violenza delle misure precedentemente adottate, l’UE scarica incredibilmente la patata bollente sull’Italia che dovrà ipotizzare in solitudine un regime che conceda ai ‘proprietari dei fondi interessati un indennizzo ragionevolmente commisurato al valore delle piante distrutte".

Olivicolo Martina Bari
 

Le bordate più consistenti, già dopo le prime indiscrezioni sull'imminente apertura della nuova procedura d'infrazione da parte della Commisione Europea all'Italia - e indirettamente alla Puglia - sono arrivate da Forza Italia e dai Riformatori e Riformisti.

A commentare per primo i timori del Ministro Martina, dopo l'incontro a Bruxelles con la Direzione generale per la salute e i consumatori dell’Unione Europea, della regione Puglia e del Ministero delle Politiche Agricole,  per fare il punto sulle misure adottate per contrastare e prevenire la fitopatia, il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo.

“Se è preoccupato lui…figuriamoci noi!!!", ironizzava Congedo, "Destano non poche perplessità le dichiarazioni che giungono da Bruxelles da parte del ministro Maurizio Martina che dichiara, dopo aver incontrato il commissario europeo alla Salute, Andriukatis per analizzare lo stato della diffusione della Xylella in Puglia. ‘La situazione è complessa, sono io il primo - sostiene Martina - a essere preoccupato per come in Puglia stanno andando le cose, tanto per essere chiari".

CommissioneEuropea2
 

Per poi aggiungere: "Ecco, per essere ancora più chiari caro ministro, noi è da anni che siamo preoccupati, sono anni che incalziamo prima il governo Vendola e ora quello Emiliano perché si operi con più serietà e competenza. Lo abbiamo fatto presentando quasi una decina fra interrogazioni e mozioni e ricevendo in cambio sempre promesse di impegno che si sono tradotte in una task-force di 45 esperti della Xylella che si è trasformata in una sorta di Torre di Babele dove ognuno ha la sua soluzione e la sua pozione magica".

Ad aumentare la dose anche le affermazioni del Consigliere  regionale, Andrea Caroppo, capogruppo di FI: “Il dramma che ruota attorno alla Xyella è l’emblema dell’arroganza e dell’inconcludenza di Emiliano; lo dice il ministro del suo stesso partito: è colpa del suo dolce far nulla se si avvierà una nuova procedura di infrazione ai danni dell’Italia”.

“Da tre anni, grazie allo straordinario lavoro degli scienziati pugliesi - proseguiva Caroppo - sappiamo che gli ulivi seccano mortalmente, ne conosciamo la causa e - anche se non ci piacciono - pure i rimedi per evitare la diffusione del contagio. E’ evidente ormai a tutti che se si fosse proceduto per tempo a interventi vigorosi su primi ulivi infetti, oggi non ci troveremmo in questa situazione. Ma Emiliano - che non ha ancora compreso che il nemico è la Xylella, non la Commissione Europea, non misteriose multinazionali, non gli scienziati né i proprietari - continua a brancolare nel buio facendo ridere l’Europa".

Xylella
 

"La Regione acceleri sui monitoraggi - esortava il consigliere FI - e intervenga subito sulle piante malate nella zona ancora indenne recuperando lo spirito del piano del Commissario Straordinario al quale, dopo le Sentenze delle principali Corti nazionali e comunitarie, qualcuno - non solo Emiliano - dovrebbe chiedere scusa. Soprattutto si eroghino a proprietari e agricoltori vittime della pluriennale inerzia della sinistra i milioni di euro stanziati ma dei quali si sono perse le tracce”.

Infine, Nicola Ciracì (CoR) ricordava. "La UE, nel corso dell’audizione, ha posto all’Italia cinque quesiti: quali decisioni sono state assunte dopo la sentenza della Corte di Giustizia di legittimare l’abbattimento delle piante? Quali le intenzioni della Procura di Lecce? Quali le misure fitosanitarie adottate? Come s’intende contenere e prevenire il contagio? A che punto è il monitoraggio per definire le aree indenni?"

"Quesiti che, peraltro, avevo  già posto sia in Commissione Agricoltura - segnalava Ciracì - sia in Aula a Montecitorio  e ai quali erano giunte risposte evasive da parte del Ministro Maurizio Martino che ora, invece, si dichiara preoccupato scaricando parte delle responsabilità sulla Regione Puglia".

"Personalmente - la sua conclusione - siamo stanchi di assistere a questo teatrino sulla pelle dei nostri agricoltori. Ancor di più a un insopportabile scarica barile: la fitopatia è sempre più estesa e il ministro Martina e il presidente Michele Emiliano si sono dimostrati inadeguati e dunque devono agire di conseguenza: dimettendosi!"

(gelormini@affaritaliani.it)

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