Piccolo “siparietto” a nervi tesi tra il capogruppo capitolino Sel, Gianluca Peciola, e il capogruppo Pd e coordinatore di maggioranza, Fabrizio Panecaldo. Appena lasciata la riunione con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in cui si e’ discusso della delibera sul bilancio, Peciola e’ stato fermato da telecamere e giornalisti per una dichiarazione ma appena ha iniziato a parlare, Panecaldo lo ha richiamato in Sala delle Bandiere afferrandogli il braccio e dicendogli “Vieni un attimo, ti devo dire una cosa” a telecamere accese. Il capogruppo Sel, visibilmente infastidito dall’interruzione, rivolto a Panecaldo ha detto: “Vai a farti curare”.
“Non c’e’ stata nessuna cesura ma una frattura nel rapporto di lealta’. Quando siamo andati a chiedere, insieme ai colleghi, al gruppo Sel se si sarebbero astenuti come alcune voci dicevano e loro mi hanno detto di no ma poi hanno fanno il contrario, il rapporto si e’ incrinato piu’ sul piano umano che su quello politico. Bisogna imparare ad essere leali. A me non piacciono le conventicole o gli agguati dietro la schiena e non lo dico da Pd ma da persona. Siamo una coalizione che quindi si deve comportare come i cittadini si aspettano: se c’e’ un problema lo si dice in faccia”. Cosi’ il capogruppo Pd e coordinatore di maggioranza, Fabrizio Panecaldo, al termine della riunione in Campidoglio sul bilancio, a chi gli chiedeva in merito all’astensione di Sel sulla delibera patrimonio. “Quello che ha fatto Sel sul voto della delibera patrimonio non e’ stato un agguato ma una mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi. La delibera sul patrimonio – ha aggiunto Panecaldo – l’abbiamo scritta insieme quindi se si vuole segnalare un disagio lo si deve dire ai colleghi prima del voto. Non c’e’ quindi nessuna frizione ma dobbiamo imparare a condividere e a crescere insieme cosi’ come abbiamo fatto in questo anno e mezzo”.
