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Roma
Bullismo e cyberbullismo, ecco cos'è e cosa si prova. La guida più completa

Patrizio J. Macci

Stop al bullismo. Lo hanno dichiarato ad alta voce gli studenti di cinque istituti romani che vanno dalla primaria alle superiori (la Di Donato, la Levi Montalcini, il Petrarca e il Leonardo da Vinci). Si sono ritrovati nell’aula Magna dell’Istituto Galileo Galilei di via Conte Verde per affrontare il tema del bullismo e cyberbullismo durante la presentazione del volume curato dall’AIED “Bully e cyberbulli ora basta” di Maurizio Costantini e Antonella Gianandrea (EPC EDITORE).


Un incontro che ha visto al tavolo degli interventi oltre agli autori del volume anche un legale che ha spiegato i risvolti giuridici della violenza sul web in tutte le sue forme. Il tema è stato sviscerato dal punto psicologico legale e tecnico con la partecipazione diretta degli studenti che hanno letto alcune definizioni pescando direttamente nel loro vissuto. Il volume presentato fornisce tutti gli strumenti necessari per fronteggiare e prevenire le problematiche del bullismo e soprattutto del cyberbullismo.

I fenomeni di violenza tra gli studenti si sono oramai trasformati da interpersonali a puramente virtuali trovando la loro “naturale” valvola di sfogo nel web. I temi affrontati dettagliatamente nel volume riguardano gli aspetti psicologici, la normativa, la responsabilità e la consapevolezza nell’uso di internet. Le relazioni tra bambini e adolescenti attivano emozioni e comportamenti di agonismo, intense e a volte primitive. Ma quando le reazioni di offesa e di prevaricazione ai danni di un’altra persona avvengono in modo ripetuto e continuo in un arco temporale si verifica un episodio di bullismo che può creare ostacoli e problemi alla crescita e allo sviluppo affettivo di chi lo subisce, di chi lo pratica e anche tra coloro che assistono come testimoni in un contesto di violenza.
È riduttivo però far coincidere il termine bullo esclusivamente con la figura del soggetto “prepotente” perché oltre alla prepotenza strettamente fisica vi sono anche altre manifestazioni che fanno iscrivere il comportamento nella sfera dei “fenomeni multidimensionali” che si manifestano nei luoghi di studio, ma anche nei luoghi pubblici, nelle sedi sportive e ricreative, in pratica dove bambini e adolescenti trascorrono del tempo insieme ad altri.
“Il silenzio non aiuta” - come ha detto uno studente durante la presentazione - ed è necessario che tutti siano informati su un fenomeno che da tempo preoccupa insegnanti, genitori e ragazzi. Il testo si rivolge a loro e a tutti quelli che desiderano approfondire il fenomeno aiutando a costruire modelli di pronto intervento efficaci nella scuola e nella famiglia che aiutino a superare un problema divenuto oramai inquietante.

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