Roma
"Città sporca, colpa di Marino". Ama, l'ultimatum: "Sarà il caos"
Esplosa una bomba carta e qualche saluto romano sono apparsi alla manifestazione degli operatori Ama sotto il Campidoglio al grido di "Te ne devi anna" e cori di insulti rivolti al sindaco e sua moglie. "Per una piazza pulita differenziamo sempre senza svenderci mai". Bandiere dei sindacati e fischietti in piazza del Campidoglio dove in centinaia si sono radunati per dire no alla decisione del Comune di privatizzare il servizio di spazzamento in due Municipi.
"Siamo qui perchè traditi dalle promesse elettorali con l'annuncio della privatizzazione del servizio di igiene urbano della Capitale. Mentre in questi mesi si era lavorato per rilanciare Ama - ha detto il segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola - il sindaco tradisce tutti gli accordi e svela il suo vero piano che è quello di privatizzare l'azienda. Questa è una manifesatazione spontanea senza fare assemblea per non creare disagi ai cittadini. Se non ci sarà un passo indietro dell'amministrazione, partirà una vera mobilitazione e lo sciopero prima dell'affidamento che è previsto per fine mese. Se ci saranno disagi per i cittadini la colpa sarà del sindaco. Venerdì abbiamo, inoltre, scritto una lettera unitaria a tutti i capigruppo ma nessuno ci ha riosposto: abbiano il coraggio di assumersi le scelte".
Per il segretario regionale della Fit-Cisl del Lazio, Alessandro Bonfigli "siamo qui dopo il mancato rispetto dei verbali con i quali siamo arrivati all'8 agosto a definire una intesa importante per poi sentire gli annunci che spiazzano". "Va rimarcata con forza che la scelta del porta a porta per raggiungere l'obiettivo da parte del sindaco del 60 per certo ha spostato 1600 lavoratori e adesso lui scarica il problema sull'incapacita' dell'azienda. Il dramma vero è stato anche spostare dalle attività territoriali gli operatori. Anche questo è il motivo per cui Roma è sporca", ha aggiunto Silvano Quintarelli, rappresentante Fiadel.



