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Roma
Commercio, l'assedio degli ambulanti: spuntano i manifesti di Pinocchio
Pinocchio a raffica

La carica degli ambulanti. Armati di furgoni, slogan e centinaia di volantini e manifesti con Pinocchio. Un pinocchio col naso lungo in segno di bugia. Mancate promesse elettorali che ora i commercianti rivendicano e chiedono all'assessore alle Attività Produttive Monica Lucarelli e al sidaco Roberto Gualtieri.

Al centro della disputa la messa a bando delle licenze. Migliaia di licenze, alcune detenute dai primi del '900 per vendere abbigliamento, casalinghi, articoli vari nelle postazioni del Comune.

Rivoluzione Lucarelli

Ora la Lucarelli vuole fare ordine. Una scelta anche legittima ma sicuramente sbagliata nei tempi e nei modi: per due anni infatti il commercio su area pubblica è passato in secondo, terzo o quarto piano. Non si è mai affrontato il problema e ora che è arrivato il monito del presidente della Repubblica sulla Bolkestein l'assessore ha deciso di rivoluzionare tutto. E ha deciso di farlo in tempi record, chiedendo ai municipi un piano entro pochi giorni e dando agli ambulanti la triste notizia della messa a bando perché ha scoperto che molti commercianti avevano numerose licenze che poi subaffittavano. La classica scoperta dell'acqua calda.

Tutti contro una

Fatto sta che la Lucarelli ha creato un fronte comune: Commissione Commercio (con la quale i rapporti sono ai ferri corti da sempre), Municipi, associazioni di categoria e ambulanti stessi. Tutti uniti contro le decisioni dell'assessore. E oggi c'è stata la rivolta. Una marea di furgoni si sono posizionati sotto le sue finestre e i commercianti hanno tappezzato con tanti Pinocchio il perimetro dell'assessorato di via dei Cerchi.

Il solito tavolo

Per tentare si smorzare i toni della protesta l'assessore ha convocato una delegazione degli ambulanti aprendo l'ennesimo tavolo (neanche da Ikea ce sono tanti come nell'assessorato di via dei Cerchi). Un tavolo di approfondimento giuridico sul ddl concorrenza 2023 emanato dal governo - anche in attesa delle eventuali modifiche che il governo potrebbe approvare alla luce dei rilievi del presidente della Repubblica - per esaminare le migliori modalità per pubblicare i bandi comunali inerenti al commercio ambulante nella Capitale.

Stato di agitazone

Le associazioni (Ana Ugl, Uil Tucs, Aiac, Ami, Afi, Asci Confimprese Italia, Associazione arte e cultura nei mercati, Associazione ambulanti oggi, Associazione ambulanti Roma, Arca) mantengono lo stato di agitazione della categoria mentre l'amministrazione capitolina prosegue il lavoro già avviato con i Municipi per la definizione dei piani del commercio. A quanto si apprende da una nota congiunta l'assessore Monica Lucarelli si è impegnata a riconvocare le parti all'esito dell'approfondimento giuridico.

Chi è il Pinocchio

Come detto sotto l'assessorato sono comparsi i manifesti di Pinocchio. Perché? “Questo perché il sindaco in campagna elettorale, al di là delle posizioni politiche, si era impegnato a ridare dignità alla categoria", ha spiegato il vicepresidente vicario Ana Ugl, Angelo Pavoncello. "Gli ambulanti non c’entrano nulla con la direttiva Bolkestein. Scarsità di risorse non c’è, molte attività sono mercati storici da tutelare. Il Comune di Roma è invitato ad applicare le leggi leggi. Poi se c’è una diatriba la risolve lo stato italiano con l’Europa”, ha concluso Pavoncello.

Ugl all'attacco

“Siamo qui perché vengano ritirati i provvedimenti in itinere di disapplicazione della legge sulla concorrenza, un atto che sta destabilizzando il futuro della nostra categoria, non solo a Roma”, ha affermato il segretario nazionale Associazione nazionale ambulanti dell’Ugl, Rosato Marrigo. “Sono a repentaglio - ha aggiunto - 18 mila concessioni di cui sono titolari 12 mila ambulanti nei mercati, nelle rotazioni e posteggi isolati. Questo è una prima manifestazione ed è un messaggio che si lancia a tutta l’Italia. Ci stupisce che l’Amministrazione comunale non abbia accolto il disegno di legge approvato e che intenda disapplicarlo mettendo a repentaglio la nostra categoria. In Italia - ha spiegato - 32.400 aziende hanno chiuso l’attività dal 2017 a oggi. Si è creata una disponibilità di oltre 240 mila posteggi. Ci sono mercati con posteggi vuoti, posti liberi e abbandonati da attività chiuse e si è creato un problema sociale. La stessa direttiva Bolkestein non impone la messa a gara obbligatoriamente delle concessioni”, ha concluso il segretario.

 

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