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Roma
Comunali Roma: Pd fermo, la Sinistra no. M5S e Lega già in campagna elettorale

di Andrea Catarci *

Tra agosto e inizio settembre Roma ha vissuto un anticipo di campagna elettorale. La prima a prendere l’iniziativa è stata la sindaca uscente del M5s, Virginia Raggi.

Intorno a ferragosto ha formalizzato la propria ricandidatura, passando per la piattaforma Rousseau e ottenendo il via libera con quello che il collega di partito e presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito ha definito un vero e proprio voto-farsa.

A breve giro a prendersi la scena è stato Matteo Salvini, attraverso una serie di manifesti con la sua immagine a rimarcare l’impegno personale nell’opposizione all’attuale giunta, insieme a slogan per una città più sicura, più pulita, più efficiente e alla promessa di farla tornare Capitale. Entrambe le operazioni sembrano parlare più ai propri schieramenti che fuori, da una parte chiamando alla difesa dell’indifendibile operato di questi anni e dall’altra rivendicando una posizione di forza rispetto all’alleato FdI. Allo stesso tempo però testimoniano una consapevolezza: sia il M5s che la Lega sono già in campo e cercano di partire prima, di acquisire un vantaggio attraverso il dispiegamento della propaganda, di accreditare l’idea di costituire gli uni l’alternativa agli altri. Non c’è nessun futuro tra grillini e destre, tra s-governo e darwinismo sociale, bisogna però rendere visibile la terza via, prima che lo schema da incubo a cui si allude abbia presa sul sentire comune.

Il Pd nazionale decide di aspettare ma la coalizione democratica è già in cantiere

Lo schieramento democratico invece è in stand by. Non tutto. C’è il protagonismo delle reti di solidarietà che continua ad animare i quartieri con la forza delle relazioni, come fatto splendidamente durante l'emergenza covid; ci sono i percorsi civici e di movimento che hanno trovato una loro parziale sintesi in Liberare Roma; ci sono altre lodevoli iniziative promosse da soggettività del mondo dell’associazionismo che si sono organizzate in maniera autonoma e in forma di rete; ci sono le autocandidature già esplicite ad auspicate primarie di coalizione - il consigliere regionale proveniente dall’esperienza della Comunità di Sant’Egidio Paolo Ciani, il Presidente del Municipio Roma III Giovanni Caudo, il giovane del Pd Tobia Zevi e, da ultimo, la senatrice Pd legata al mondo dei diritti e dell’ambientalismo Monica Cirinnà – e la disponibilità di altre, come la Presidente del Municipio Roma I Sabrina Alfonsi e il Presidente del Municipio Roma VIII e portavoce di Liberare Roma Amedeo Ciaccheri. Quello che è indiscutibilmente la forza maggiore, cioè il Pd, ha rimandato però ogni decisione all’indomani delle regionali ed è sembrato persino infastidito dagli stimoli provenienti dall’esterno. Cerca una figura di prestigio che dovrebbe mettere tutti d’accordo, che ancora non si vede all’orizzonte. Invita a lavorare prima sui programmi, malgrado tutto quest’impegno su elaborazione e contenuti si veda poco. Per ora prevale un semplice immobilismo, nel timore di affrontare il nodo dei confini e dei tratti distintivi della coalizione, in ossequio a equilibri nazionali.

Qualcosa si muove comunque nel segno della composizione di un quadro maggiormente unitario ed è davvero un buon segnale. Nel festival Visionaria - in mezzo a tante iniziative che hanno messo a tema il futuro della città attraverso il dialogo tra esperienze municipali, realtà del volontariato e del mutualismo, associazioni e comitati civici, rappresentanti politici e amministrativi, attivisti impegnati sui diritti sociali e civili, operatori del mondo della scuola e dei lavori di cura - è stato organizzato il confronto pubblico tra Monica Cirinnà e Amedeo Ciaccheri. L’obiettivo dichiarato è la ricerca delle convergenze e delle basi comuni tra un’autorevole figura appartenente al Pd, molto impegnata anche fuori di esso, con l’aggregato civico e di movimento Liberare Roma, che più si è messo in gioco in un percorso collettivo, fatto di azioni di mobilitazione e denuncia, di approfondimento, del tentativo di dare una fisionomia allo schieramento democratico. Sono primi passi da compiere in fretta, per dotarsi di una visione e una cassetta degli attrezzi idonee a contrastare il dramma della sofferenza sociale che cresce nei quartieri.

La sfida è essere utili a Roma, spazzare via gli incubi e restituirle il sogno

Alle porte c’è un ulteriore aggravamento dell’emergenza e delle disuguaglianze, con migliaia di famiglie che rischiano di perdere la casa in cui vivono. Non hanno ricevuto il bonus previsto e non hanno potuto pagare l’affitto, mentre aumenta il numero degli sfratti convalidati dal tribunale che si intende eseguire con il nuovo anno, in un contesto urbano che conta già qualcosa come 13.000 nuclei a cui spetterebbe un alloggio popolare che non c’è e con altre decine di migliaia in disagio grave e conclamato. Nel frattempo, nell’estate del dopo coronavirus, il centro svuotato è diventato ancora di più vetrina appannata, il semicentro caotico e vitale ha ripreso a subire attività e flussi senza saperli leggere, le aree periferiche dentro e fuori il Gra hanno continuato a sopravvivere senza uno straccio di politica dedicata. Poi c’è la crisi economica e occupazionale che morde, le scuole senza le cure necessarie al corpo e all'anima, la precarietà della tutela della salute, i servizi sociali in riduzione, le aziende pubbliche al collasso, il bilancio comunale disastrato, l'urbanistica servile e cialtrona, le politiche ambientali inesistenti, la manutenzione urbana ai minimi termini, la disattenzione per la cultura e lo sport di base.

Sì, c'è questo e altro ancora da affrontare: liberare e governare Roma, rilanciarla e trasformarla, non sarà un pranzo di gala. La sfida è essere motore e parte integrante di questo sforzo collettivo, essere utili alla nostra splendida città, renderla più inclusiva e meno diseguale, restituirle i sogni e spazzare via gli incubi.

Forza Roma, non c'è tempo da perdere, niente da aspettare, tutto da cambiare...

* Andrea Catarci, coordinatore del Comitato scientifico di Liberare Roma

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