Entra nel Pd, girerai il mondo. E se non saranno viaggi da avventura, si avrà almeno la certezza di cancellare il passato giudiziario, oppure la garanzia avere sempre con sé la famiglia. Tanta a pagare ci pensa lo Stato.
La vicenda che raccontiamo è la storia della limpida Provincia di Roma, la piattaforma politica con la quale l’ex presidente Zingaretti ha sfiorato una candidatura a sindaco di Roma e poi conquistato la presidenza della Regione. Un anno dopo la sua uscita da Palazzo Valentini, nell’ex base del Pd zingarettiano e a pochi giorni dalla cancellazione dell’istituzione, si lavora alacremente come se il tempo non passasse mai.
Sarà per questo lo scorso 4 settembre il commissario straordinario della Provincia, il prefetto Riccardo Carpino, ha proceduto alla nomina dei due seggi elettorali per le consultazioni della Città Metropolitana, pescando tra dirigenti e funzionari dell’Ente. E nel decreto spuntano due nomi. Colpisce quello di Roberto del Signore, già dirigente del Dipartimento II che viene nominato membro supplente.
Ora, per chi non ha abdicato alla regola del diritto all’oblio e magari ha buona memoria, Del Signore è uno di quelli che ha fatto tremare il Pd e lo stesso Zingaretti che lo nominò nel giugno del 2010 vicedirettore generale, pur sapendo che Del Signore aveva una condanna in Cassazione per violenza sessuale. Allora fu bufera vera, perché oltre alla promozione, Del Signore ebbe anche la solidarietà dell’allora direttore generale Antonio Calicchia che commento così la sentenza: “Non ha violentato nessuno, ha solo tentato di dare un bacetto sul collo a una signorina”. Finì nell’oblio del Pd con le dimissioni di Del Signore a una figuraccia planetaria. A qualche anno di distanza, il condannato, è sempre in sella e ora si occuperà delle prossime elezioni dei Consiglieri metropolitani. Così come stabilito dal Commissario che ha “tenuto conto dei curricula e delle professionalità possedute”.
E fin qui rientra in una storia di normale politica burocratica. Ma a sfogliare gli atti e i documenti del decreto Del Rio, si evince che l’Ufficio Elettorale è paragonabile ad un collegio di giudici. Nelle elezioni ordinarie, a sovraintendere allo spoglio delle schede c’è un magistrato, stavolta invece è stato nominato anche un condannato in via definitiva.
Ma la Provincia di Roma, prima di sparire si permette un colpo di coda. E sempre targato Pd. E’ il caso della dottoressa Marina Vaccari che con determinazione dirigenziale del 28 luglio scorso ha ottenuto la proroga dell’incarico di direttore del Servizio “Ufficio e segreteria Giunta e Consiglio” che si è aggiunto a quello di dirigente del servizio del segretario generale “Ufficio Atti deliberativi, Albo Pretorio e Ufficio del Consiglio Provinciale”, nonché quello di vicesegretario generale. Una mole di lavoro quasi insostenibile, visto che il Consiglio non si riunisce più da un anno e mezzo perché non c’è e l’albo pretorio fa sorridere perché la legge prevede che sia on line. Invece a Palazzo Valentini preferiscono un dirigente esterno e perdippiù “comandato” da un’altra città. Precisamente Città di Castello dove era stata assunta a tempo determinato come dirigente. Qui è rimasta ben poco perché poi è volata a Roma, alla Provincia e ora, vista la scadenza del “comando”, è stata giustamente prorogata.
E questo perché la sua professionalità è strategica per Palazzo Valentini, tant’è che si è meritata anche lei un posto nella Commissione elettorale. Nel curriculum della dottoressa c’è scritto tutto, tranne che è la moglie di Walter Verini, nato a Città di Castello, deputato Pd da 2008, un passato da giornalista a Pese Sera e all’Unità, diversi incarichi politici in Umbria e collaboratore di Walter Veltroni al Campidoglio. Giustamente vive a Roma e con “il comando” della moglie, il ricongiungimento familiare è garantito. Così funzionava e funziona ancora a Palazzo Valentini.
Ora attendiamo solo una lettera dell’avvocato di Del Signore che invochi il diritto all’oblio. La legge lo prevede anche se non garantisce la cancellazione della memoria degli umani.
LE NOMINE ALL’UFFICIO ELETTORALE PROVINCIALE
LA DETERMINAZIONE CHE PROLUNGA IL COMANDO DELLA D.SSA VACCARI

