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Roma
Coronavirus, dittatura sanitaria e decrescita felice. Giallo con colpevole

di Cristina Grancio *

Coronavirus e lockdown: secondo voi si può parlare di dittatura sanitaria? Come nei migliori gialli, dirò solo alla fine chi è il colpevole.

Prima fase: la paura, la mancanza di conoscenza, il sospetto, l’emergenza, e la politica che annaspa nei suggerimenti sanitari, nelle analisi epidemiologiche. Subito il Governo sceglie la strada più facile, ovvia e forse necessaria: #restiamoacasa. Ancora in questa primissima fase sembra esserci poco di calcolo politico. Quasi un copione improvvisato. Attenzione però, qui entra in scena poco alla volta quella “decrescita felice” di grillina memoria. Ricordate?

Al termine di questo periodo vengono allo scoperto anche gli autori, meglio gli esecutori, di una rappresentazione istituzionale senza precedenti.

Fase due. Sono ancora nei nostri occhi le esibizioni di scienziati dell’ultima ora, di virologi e di opinionisti. Di punto in bianco, alla fine, anche i partiti scelgono da che parte stare sempre, a sentir loro, nell’interesse della salute del popolo italiano. 

E noi ci crediamo! Ci hanno fatto sentire tutti colpevoli, a nostra insaputa. Si sospetta di una dittatura a fin di bene per portarci a questo punto. A chi conviene? Il nostro futuro è segnato da precedenti di sospensione democratica. Siamo stati segnati da profonde cicatrici ancora aperte.

E’ da questo punto che si materializza il giallo di natura drammatica: la sopravvivenza economica di paesi fragili, la salvezza di fasce sociali in precipitosa discesa, le garanzie minime per quella parte di popolazioni non garantite. L’Europa degli egoismi non riesce a progettare immediati soccorsi, non è in grado di farsi carico nemmeno dell’emergenza. La stessa Europa, vista con la lente di ingrandimento,  pare schiacciata dal maglio di Cina, Stati Uniti, Russia. Perfino i Paesi Arabi del petrolio chiudono i pozzi per “invenduto”. 

Su questo terremoto degli equilibri internazionali l’Italia  balla il tip-tap di Conte: decreti in deroga istituzionale, una comunicazione da fantascienza, promesse non mantenute, solo intenzioni con verbi coniugati al futuro. Potremmo anche dire che il teatrino della politica non è cambiato e non cambia. Ma peggiora vistosamente.

Ci siamo interrogati tutti sull’origine e sulla causa del virus, distraendoci dall’altra vera pandemia, che ora nessuno può nascondere: il riassetto economico e finanziario di un mondo  che vuole ristabilire potentati di supremazia assoluta e di controllo totale.  Una trama ben ordita.

Ci sono mandanti e ci sono esecutori. In Italia solo esecutori.

Nomi e cognomi: Governo, Movimento 5 Stelle, PD, Italia Viva, LEU. 

Il mandante: il complotto che nega di esserlo.

Spiegherò di più.

* Cristina Grancio, consigliere DemA Gruppo Misto

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