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Roma
Covid-19, Mariano Amici: "Per il Tar medici liberi di usare i loro protocolli"

Il protocollo per la cura del Covid-19 nel suo stadio iniziale, come rilasciato dal Ministero della Salute, prevede la mera vigile attesa e tutt'al più la somministrazione di Tachipirina. Ma ora un'ordinanza del Tar dice che i medici sono liberi di agire secondo scienza e coscienza, ovvero utilizzando i protocolli che ritengano più adatti.

Rispetto alle regole di cura emanate dal Ministero "una simile inerzia ha scatenato la reazione dei veri medici che, come il sottoscritto, hanno elaborato terapie di intervento efficacissime, tuttavia osteggiate pesantemente dal sistema sanitario che voleva pervicacemente impedire ai medici di curare il Covid-19". Lo sostiene Mariano Amici, il medico di base di Ardea diventato noto per alcune posizioni eterodosse sulla pandemia di Coronavirus.

Amici prosegue facendo notare che "il Tar del Lazio, nella recentissima ordinanza cautelare numero 01412/2021, ha smentito totalmente le scelte del Ministero della Salute e dell'Aifa consentendo ai medici di curare i loro pazienti con le terapie che essi ritengono più valide 'secondo scienza e coscienza'. Sì va oltre il precedente provvedimento che autorizzava la somministrazione di un noto specifico farmaco. E' un provvedimento dirompente. Io con molti altri sanitari abbiamo accusato senza mezzi termini, in questi mesi, il governo di essere responsabile di decine di migliaia di morti da Covid-19 - prosegue - proprio perché le linee guida adottate erano macroscopicamente errate e sostenendo che tale malattia si potesse curare con altri farmaci disponibili. Se effettivamente, come è provato dalla mia attività professionale e da quella di tanti altri medici, il Covid-19 si poteva curare e non è stato curato, la responsabilità del Ministero della Salute diviene inescusabile. Il Tar ha aperto un varco enorme nella direzione di salvare vite umane, e questo è compito e primo obiettivo dei medici, ma ben si comprende che, dal punto di vista giuridico, ha creato i pilastri per le azioni risarcitorie civili e penali di tutti coloro che hanno avuto familiari deceduti perché non efficientemente curati. In sovrappiù se le morti per Covid-19 sono dovute ad errori delle linee guida terapeutiche, tutta la legislazione emergenziale è stata inutilmente dannosa. Il fondamento delle nostre cause di risarcimento danni riceve una importante accelerazione da questo provvedimento. Si avvicina la resa dei conti per gli inetti gestori di una crisi sanitaria arginabile con l'ordinaria diligenza", conclude Amici.

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