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Roma
Cristina D'Avena nella bufera. Vladimir Luxuria la difende: “Canti dove vuole”

Cristina D'Avena è nella bufera. La celebre cantante delle sigle dei cartoni animati sta ricevendo moltissime critiche, soprattutto dalla comunità Lgbt, per aver accettato di cantare alla festa per i primi dieci anni di Fratelli d'Italia. A sorpresa la difende una delle icone della comunità: Vladimir Luxuria. “Ogni artista - ha detto l'attivista - ha il diritto di cantare dove vuole”.

Ma prima che intervenisse l'ex deputata di Rifondazione Comunista, la cantante si era già difesa.

La “autodifesa” di Cristina D'Avena

Cristina D'Avena ha publicato un lungo post sui suoi social per respingere le accuse. “Ho letto commenti e considerazioni feroci sulla mia partecipazione alla festa di questa sera, in piazza del Popolo - ha scritto la cantante - Non credo serva spiegare come mi sia sentita. Preferisco ricordare a chi mi ha giudicato, forse con un po’ troppa fretta, chi sono. Da quarant’anni canto in tutti i posti dove sono ben voluta e accolta, perché le mie canzoni non desiderano altro che portare allegria e spensieratezza a chi è cresciuto con loro e a chi le canta assieme a me. Tutti, nessuno escluso. Stasera - ha aggiunto - non porto ideologie ma musica. Ho accettato l'invito per cantare. Non cambio Ho accolto un invito per cantare, non per militare sotto una bandiera. E se posso trasformare una polemica in qualcosa di più utile, vorrei fosse che questa fosse un’ottima occasione per dimostrare che la musica unisce, include, conforta”.

L'inaspettata difesa di Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria si è espressa in difesa di Cristina D'Avena in un'intervista rilasciata alla rivista Mow. “Immagino che in questo caso ci sia stato un legittimo compenso economico - ha detto nell'intervista - anche Fratelli d’Italia avrebbe potuto pensare 'se D’Avena è andata ai Pride allora non è una da invitare da noi' ma non lo ha fatto. Avranno solo pensato a invitarla per le sue canzoni. Poi - aggiunge - spetterà a ogni singolo coordinamento territoriale dei Pride se invitarla o meno e alla D’Avena se accettare o meno ”.

“Mi domando piuttosto - ha chiosato ironicamente Vladimir Luxuria - se consentiranno a Cristina di cantare 'la spada di Lady Oscar' perché qualcuno potrebbe pensare che essendo ambigua l’identità sessuale di Lady Oscar la festa di Fratelli d’Italia rischi di diventare la festa della loro tanto temuta (ma di fantasia come il cartone animato) 'ideologia gender' e confondere i pargoli che accorreranno”.

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