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E Roma si scopre renziana. Pd: “Dal 9 cambiamo tutto”

E Roma si scopre renziana. Pd: “Dal 9 cambiamo tutto”
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L’INTERVISTA. Il deputato Lorenza Bonaccorsi, in prima fila nella corsa del sindaco di Firenze alle Primarie del partito, sceglie affaritaliani.it per spiegare i motivi per cui l’affermazione romana è cosa fatta. Severo il giudizio su Ignazio Marino: “E’il mio sindaco ed è per questo che sono preoccupata dopo i primi mesi di governo. Le difficoltà si vedono e non è nascondendo la polvere sotto il tappeto che se ne esce… è bene che cambi mezzo di locomozione e ne prenda un più veloce”. LA GALLERY
E Roma si scopre renziana. Pd: “Dal 9 cambiamo tutto”

di Fabio Carosi

Sono le ore cruciali, quelle in cui si lavora per i gazebo e per convincere anche i più riottosi che votare alle Primarie del Pd è un vero momento di democrazia partecipativa. Con i sondaggi che anche a livello romano danno Matteo Renzi in testa nella corsa alla segreteria, è anche il momento della resa dei conti. Un po’ anticipata rispetto alla vittoria, ma ogni esercito che si rispetti prima di una battaglia (politica) deve “caricare i suoi”.
Lorenza Bonaccorsi, 44 anni, deputata Pd, un’esperienza di governo con Paolo Gentiloni ministro e un piede in Europa con la Regione Lazio è una delle “punte di diamante” dei renziani romani, pronti a tutto per affermare quell’esigenza di  cambiamento già in atto con l’elezione di Lionello Cosentino alla segreteria romana del partito. E l’onorevole Bonaccorsi sceglie affaritaliani.it per anticipare lo tsunami Renzi, qualora l’affermazione venisse garantita dal risultato elettorale.
Che aria tira a Roma per voi renziani?
“Beh a differenza di un anno fa l’atmosfera è cambiata. Ora c’è una grand apertura e siamo in piena attività perché sabato avremo 100 banchetti per raccontare il Pd che cambia. E poi ci sarà un’Ape che girerà per i Municipi con lo slogano provocazione “Salta sul carro””.
Bel programma, ma il Pd nella Capitale è forza di Governo e “squadra che vince non si cambia”. Vale anche per il sindaco Marino?

“Che dire, Ignazio Marino è il mio sindaco ed è per questo che sono preoccupata dopo i primi mesi di governo. Le difficoltà si vedono e non è nascondendo la polvere sotto il tappeto che se ne esce”.
A parte quelle evidenti, a partire dal Bilancio comunale, a quali difficoltà si riferisce?
“Intanto la prima è quella di riuscire ad appropriarsi della macchina amministrativa, poi non vedo prospettive. Quali sono gli assi portanti del progetto Roma? Io questo non riesco a vederlo. A parte la bicicletta c’è una difficoltà di “trasmissione”, ragione per cui è bene che il sindaco cambi mezzo di locomozione e ne prenda un più veloce”.
Bella metafora, quasi democristiana, resta però il problema di trovare un equilibrio nuovo tra il sindaco e il primo partito della coalizione che lo sostiene. O no?
“Il problema è delicato e spero che tutti ne prendano atto. Sono certa che la spinta Renzi farà del bene alla città e al partito. C’è bisogno subito di una fase 2 del Campidoglio perché lo chiede la città. Le racconto un aneddoto: ero al supermercato a fare la spesa quando ho sentito il commento di una persona sulla serie di divieti di circolazione che si vogliono introdurre. Ebbene, ve lo riporto: “Il sindaco è convinto che siccome lui va in bicicletta ci dobbiamo andare tutti”. Ecco, scendiamo dalla bici e mettiamoci a correre su progetti seri di trasporto”.
Ne ha parlato di Roma con Matteo Renzi?
“Certo, ne abbiamo discusso prima che salisse sul paco del teatro Olimpico lunedì. Mi ha chiesto e io gli ho detto…”
Senta onorevole, il sindaco Marino arranca anche nei rapporti col partito che l’ha spedito in Campidoglio, ma il Pd che figura ci fa?
“A quel Pd che ha condotto in porto la vicenda Marino, personalmente vorrei cambiargli verso. E’ lo stesso Pd che ha bruciato la candidatura di Paolo Gentiloni, sindaco ideale, profondo conoscitore di Roma e della sua macchina per motivi correntizi. E per Marino si è cercato un candidato come si fa con la cicoria nei campi. E’ stata un’operazione sbagliata, di quelle che io non vorrei vedere più. Intanto dal 9 dicembre si aboliscono le correnti, a partire da quella di Renzi e Cosentino lo ha già capito”.
Rottamare per rottamare, in mezzo ci sarebbe anche Goffredo Bettini. Sino a prova contraria l’operazione Marino è nata a casa sua….
“Goffredo ha inventato il modello Roma, è un uomo di grande intelligenza e ci spiace che non abbia colto l’opportunità di Gentiloni”.
Quindi è lui che risponde della scelta Marino?
“Sì e significa che abbiamo idee diverse ma noi non dobbiamo rottamate Bettini”.
Che farete dopo il 9 dicembre?
“Ci rimboccheremo le maniche e lavoreremo per Roma. Cambiamo passo e ci mettiamo a correre”.