di Claudio Roma
“Il mio nome è James Bond. Ho votato Alemanno ho votato Berlusconi. Bittarelli Loreno ha detto votate Alemanno…. che devo ffà”. La vendetta dei tassisti, “traditi da Alemanno”, si consuma davanti a 500 persone con un file audio che scatena l’ilarità. É la registrazione di una telefonata notturna giunta al centralino del 3570 da parte di un anonimo che, con voce del tutto simile a quella di Alberto Sordi, sintetizza l’impegno dei tassisti per la campagna elettorale di cinque ani fa che portò Alemanno in Campidoglio.
Ora non è più così. Il feeling tra le auto bianche si è interrotto brutalmente dopo le proteste contro il governo Monti che tennero in strada gli autisti per quasi una settimana. E poi gli aumenti tariffari negoziati come al mercato. Ma c’è un uomo per il quale i tassisti sono pronti a tutti pur di consumare la vendetta e si chiama Maurizio Berruti. Ex tassista, portato in Campidoglio grazie alla meravigliosa macchina da guerra del 3570 e dei colleghi uniti della altre cooperative, si è trasformato in pochi mesi nel peggior nemico della categoria, trasformandosi in un sedicente esperto di leggi e regolamenti e poi in politico di alto rango. Insomma, per i tassisti è stato un tradimento. Ecco perché al termine della “mesa in onda” della telefonata in stile sordiano, la platea riunita nel parking Gianicolo ha bollato Berruti come ex tassista e come prossimo ex consigliere comunale. Al suo posto i tassisti hanno candidato con Marchini, Roberto Massullo ma c’è chi racconta che al momento di accettare la candidatura, abbia giurato fedeltà alla categoria e ai temi “caldi”: lotta ai noleggi con conducente che non rispettano le regole, corsie preferenziali e un progetto per la città che favorisca il lavoro.

L’ultimo colpo al sindaco uscente, Bittarelli&soci lo daranno il prossimo 23, quando nel corso di un incontro all’hotel Universo, presenteranno un dossier “sullo stato di degrado in cui versa il settore e dove si elencheranno tutte le iniziative di lotta che verranno messe in atto a tutela dei lavoratori e per il ripristino della legalità, nella speranza che il prossimo sindaco di Roma Capitale voglia utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per combattere la diffusa illegalità e ogni forma di abusivismo nel settore”. A redigerlo le organizzazioni sindacali Uri – Cna, Confartigianato, Claai, Assartigiani, Atitaxi, Uti, Uritaxi, A.n.c. trasporto persone, tpl noleggio, Felsa Cisl, Federncc Confcommercio roma e Confartigianato imprese roma. Tradotto: 6 mila tassisti circa che sommati a parenti e affini da sempre in città muovono oltre 25 mila voti. E senza contare quel tremendo passa parola ogni volta che un cliente sale a bordo.
Ma la crisi profonda tra i romani e Alemanno non si limita ai tassisti. Dopo anni di impegno con le biciclette attraverso l’associazione BiciRoma, il presidente e fondatore Fausto Bonafaccia è sceso dalla sella ed è salito anche lui sul treno di Alfio Marchini. E Bonafaccia tra il popolo delle due ruote è noto per la tenacia delle sue battaglie e gli obiettivi raggiunti: dall’apertura della metro A e della Roma-Lido alle bici, sino all’asfaltatura della pista sul Tevere, della quale è il vero guardiano volontari. Non c’è giorno, infatti, che alla sua mailing list non arrivi il servizio fotografico sul degrado e l’incuria con la quale è stato tenuto il sistema delle piste dalla giunta Alemanno. E Bonafaccia da solo vale almeno altri 5 mila voti.
Alemanno è avvisato.

