La prossima, e annunciata, chiusura dei cancelli della discarica di Malagrotta impone alle amministrazioni nazionali e locali di far conoscere agli abitanti della città di Roma e della regione Lazio tutti gli elementi tecnici e amministrativi sulla base dei quali sarà presa la decisione sullo smaltimento dei rifiuti romani. A Roma siamo da troppo tempo in piena emergenza rifiuti e cresce la preoccupazione per il silenzio delle istituzioni, silenzio spezzato solo da qualche agenzia di stampa per dire che la decisione è oramai presa e condivisa.
Quale decisione? E su quali basi normative, approfondimenti tecnici, sulla tutela dell’ambiente e della salute? Quali sono le strade effettivamente praticabili? Possibile che, mentre il Sindaco Ignazio Marino e il Governatore Nicola Zingaretti nascondono la testa nella sabbia, il dottor Sottile sia rimasto solo a cercare una via impossibile da trovare se non dopo tutte le necessarie valutazioni?
Il 9 agosto ho chiesto attraverso sette interrogazioni parlamentari, ai diversi ministri competenti di rendere pubblici tutti gli atti propedeutici e indispensabili a intraprendere una strada di uscita dall’emergenza dei rifiuti romani. Aspetto, e con me aspetta la città di Roma, una risposta puntuale ma, soprattutto, tempestiva. La soluzione di un impianto di smaltimento per i rifiuti urbani nei pressi del Divino Amore non può arrivare se non dopo il pronunciamento sulla sostenibilità di questo impianto del ministero della salute sull’impatto sanitario, del ministero per gli affari europei sulla compatibilità con le direttive europee, del ministero dell’interno per l’ordine pubblico e la prevenzione da infiltrazioni della criminalità organizzata, del ministero delle infrastrutture e trasporti per la viabilità, del ministero dei beni e attività culturali sui vincoli archeologici e paesaggistici, del ministero dell’agricoltura per le coltivazioni agricole e del ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per l’integrazione dei diversi elementi di tutela e di prevenzione ambientale.
“Esistono e sono praticabili soluzioni alternative all’impianto del Divino Amore, basterebbe infatti potenziare l’attuale sistema regionale di trattamento dei rifiuti ed evitare che Roma e il Lazio ritornino a smaltire rifiuti non trattati, in violazione di tutte le direttive europee e le normative nazionali. In ogni caso la strada per uscire dall’emergenza non può essere scelta e percorsa senza il necessario supporto di tutte le istituzioni coinvolte. Impossibile decidere per un uomo solo. Per evitare la scelta in solitudine continuo a chiedere con forza di pubblicare tutti gli atti con uno sforzo di trasparenza, primo dovere di un amministratore delle risorse pubbliche. Aspetto e non in modo silenzioso.
Renato Brunetta, presidente dei deputati Pdl
