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Roma
Il Lazio agricolo vuole sole. Ed energia fotovoltaica

Vi è un notevole interesse mediatico sui nuovi impianti di energia fotovoltaica in Italia e in particolare nella Regione Lazio, che vuole sole.

Con questa comunicazione vogliamo portare il nostro piccolo contributo al dibattito. Il nostro Gruppo è costituito da un insieme di imprenditori che si occupano di energia solare, con un approccio equilibrato e in armonia con il territorio d’appartenenza, ben consci del fatto che è l’unico a disposizione di tutti noi cittadini. Il mondo ha necessità di energia da fonte rinnovabile e anche noi ne abbiamo un bisogno urgente, perché a causa dell’inquinamento generale e in particolare nella Regione Lazio, le persone muoiono ogni giorno, le specie animali scompaiono, le piante vengono attaccate da malattie nuove. Nel territorio italiano e in Lazio abbiamo ancora centrali a carbone, centrali nucleari (dismesse, ma con problemi di contenimento delle scorie), corsi d’acqua e intere zone fortemente inquinate. Nonostante ciò, si continua a trivellare la terra e il mare, a produrre fumi nocivi, a combattere guerre per i derivati del petrolio. Gli scienziati ci dicono che anche i nuovi virus potrebbero essere originati dall’impatto di condotte umane sugli ecosistemi naturali, con deforestazione e inquinamento in testa. Di fronte a tutto questo, a molti piace l’idea di avere un’auto elettrica, ma così facendo il problema dell’inquinamento viene solo spostato dalle città alle zone in cui quell’energia viene prodotta. Per non parlare dell’enorme quantità di energia che serve alle industrie produttrici degli oggetti che pretendiamo nelle nostre vite (inclusa l’auto elettrica) e per alimentare condizionatori, pc, televisori e telefoni. Se alla base del ciclo permane una fonte fossile, la questione resta insoluta e, prima o poi, ne pagheremo lo stesso il prezzo.

È per opporci a questi meccanismi che ci siamo specializzati nell’energia rinnovabile. Gli impianti fotovoltaici aiutano l’ambiente, ma impattano obiettivamente sul territorio, perché lo modificano anche se solo per un periodo di tempo limitato. Consci di ciò, cerchiamo ogni giorno di comprendere quale possa essere un equilibrio accettabile per tutti: persone e animali, natura e cultura, paesaggio, patrimonio archeologico e lavoro, energia e agricoltura. Percepiamo la complessità della realtà e non amiamo le soluzioni semplicistiche o le posizioni ideologiche. Amiamo l’Italia e la nostra terra. Perciò, quando ideiamo un progetto, ci poniamo delle regole. Ora vi raccontiamo quali sono, parlando con onestà intellettuale di energia rinnovabile e fotovoltaico.

Per essere produttivi, gli impianti fotovoltaici devono essere grandi e realizzati sul terreno, dato che i tetti degli edifici non bastano e possono anche causare problemi. Ciò dipende da questioni tecniche che potremo approfondire in futuro. Non si può realizzare un impianto ovunque, ci sono vincoli tecnici legati alla distanza dai punti di connessione con gli snodi elettrici nazionali (ad esempio in Provincia di Viterbo sono presenti due importanti snodi). Inoltre, per il corretto funzionamento dei pannelli siamo legati a vincoli di clima, temperatura, irraggiamento.

Date queste necessità, operiamo scelte ben precise: selezioniamo terreni senza vincoli urbanistici (paesaggistici, archeologici, etc.); evitiamo le zone a rischio idrogeologico; cerchiamo di rimanere distanti dai centri abitati e dalle aree turistiche o di particolare interesse culturale, storico o archeologico; scegliamo terreni non coltivati e depressi; rimaniamo lontano da boschi (non abbiamo mai pensato di abbattere un solo albero) e da specchi o corsi d’acqua; progettiamo impianti che possano coesistere con le attività agricole e spesso sviluppiamo progetti di pastorizia.

I materiali che impieghiamo nelle lavorazioni sono il massimo della tecnologia disponibile, sono riciclabili e privilegiamo i fornitori della zona per l’acquisto. Infine, garantiamo con fideiussione il ripristino integrale del territorio al termine del periodo di autorizzazione dell’impianto, attualmente di 20 anni. Per autorizzare i progetti, ci sottoponiamo volontariamente alla valutazione di impatto ambientale, che la legge affida a un’Area specializzata della Regione. Nel procedimento sono coinvolti tutti i soggetti pubblici, territoriali e nazionali, oltre ai privati interessati: tutto avviene alla luce del sole, con una procedura pubblica, nel rispetto delle regole che pretendiamo da noi stessi e dagli altri. L’Area VIA (sezione Regionale che si occupa di Valutazione di Impatto Ambientale) modifica i progetti, affinché siano inseriti nel modo meno impattante possibile sul territorio. Da parte nostra, produciamo tutti gli studi che le P.A. ci richiedono, anche quelle territoriali come Province e Comuni, oltre che i Ministeri (Sviluppo economico, Beni Culturali, Ambiente).

Ascoltiamo tutti i soggetti coinvolti, prendiamo nota delle prescrizioni degli enti e realizziamo sia misure di compensazione a favore delle comunità interessate (impianti per le scuole, strade etc.), come previsto dalla legge, sia misure di mitigazione visiva degli impianti, piantandovi attorno dei boschi, con piante scelte dalle P.A. sulla base delle esigenze ambientali del territorio, della loro storia e dell’aspetto tradizionale delle aree. I lavori vengono eseguiti con la presenza degli archeologi e sotto vigilanza pubblica: in caso di ritrovamento di reperti, i lavori si bloccano e gli impianti devono spostarsi. Perciò, non può accadere che si costruiscano impianti danneggiando il nostro patrimonio archeologico. Anzi, in tanti casi abbiamo contribuito a mappare patrimoni di cui gli studiosi non conoscevano bene la collocazione, collaborando anche alle esposizioni con i reperti trovati. E siamo disponibili a farlo di nuovo in futuro, per valorizzare il territorio in cui viviamo e che amiamo.

Infine, è doveroso sottolineare che non percepiamo nessun valore economico da fondi pubblici per fare il nostro lavoro, che è di progettare, autorizzare e realizzare opere che la legge definisce “indifferibili e urgenti” e di “pubblica utilità”. Come tutte le attività moderne, anche il nostro lavoro è complesso, sappiamo bene ci possono essere dubbi o perplessità sul nostro lavoro e sul fotovoltaico. Noi siamo pronti a rispondere, promuovendo un’informazione basata su fatti e notizie: l’unico modo per superare le barriere ideologiche aprioristiche è diffondere una verità fattuale e scientifica. Portiamo avanti con orgoglio il nostro lavoro nelle città e nei paesi del Lazio in cui viviamo, perché sappiamo cosa stiamo facendo, desideriamo rendere partecipe ogni persona interessata e l’intera comunità.

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