Ore 6.21 del mattino. Una donna chiama l’operatore del 118: “Mio padre è a terra non risponde”. L’operatore tranquillizza la donna informandola che l’ambulanza è in arrivo. Ore 6.42. Una nuova chiamata al numero d’emergenza: “Ha la bava alla bocca, fate presto”. Ma l’ambulanza non arriva. La donna con l’aiuto della madre prova a sollevare il corpo dell’uomo per portarlo autonomamente in ospedale ma è troppo pesante. Solo con l’arrivo del fidanzato alle 6.55 riescono a trasportalo all’ospedale Vannini. L’uomo alle sette viene ricoverato nel reparto di terapia intensiva, i medici tentano di rianimarlo, visto che è in arresto cardiaco, ma il cuore è fermo già da dici minuti. Dopo 20 minuti l’uomo viene a mancare.
“Secondo quanto scrive Il Messaggero è accaduta l’ennesima tragedia – sottolinea il Codici in una nota – una vicenda non fa altro che confermare una situazione di sempre maggiore criticità, che vede un sistema emergenziale che si trova di fronte a rilevanti disagi nell’affrontare e reagire prontamente ai bisogno della collettività. Nello specifico, quello delle ambulanze è un problema ormai consolidato nei Pronto Soccorso romani”. La denuncia segue di sole 24 ore quella presentata da Natale Di Cola, Segretario Generale CGIL FP Roma e Lazio, che riportando una rilevazione del sindacato, faceva notare come ben 39 ambulanze fossero ferme in diversi ospedali di Roma e Provincia ed oltre un quarto dei mezzi di soccorso generalmente operativi sul territorio erano fermi nelle accettazioni e nei Pronto Soccorsi, impossibilitati a liberare le barelle.
“I fatti accaduti devono essere al più presto accertati per stabilire le eventuali responsabilità – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Per questo Codici annuncia che invierà denuncia alla Procura per omissione di soccorso. I tempi di reazione per arginare l’infarto sono infatti molto brevi, se non si interviene in tempo il paziente può facilmente incontrare la morte. Quello che ci preme sottolineare, oggi come già da molto tempo, è che è assolutamente necessaria una completa riforma del servizio di emergenza del 118, che da molti anni versa in condizioni problematiche. Solo una completa riforma del settore, infatti, potrà garantire che situazioni come quelle di ieri, che vedono pericolosi blocchi del sistema con ambulanze ferme nei Pronto Soccorsi, andranno gradualmente a scomparire”.
