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In piscina la classe non è acqua. Casamonica battono magistrati e medici

Nel dilemma del centro estivo, la frequentazione dei figli dei finanzieri romani è una garanzia. Ma l’abito non fa il monaco e lo racconta un bagnino che narra le notti folli dell’uper class romana tra ubriachi e rissosi. Poi arriva il clan e a fine serata raccoglie pure le cicche di sigarette dall’erba

di Fabio Carosi

E’ come vivere in un film perenne, dove oltre tre milioni di persone scrivono quotidianamente altrettante sceneggiature incrociate. Il tema del periodo é: fa caldo, la scuola è finita e come quasi tutti coloro che hanno figli c’è la difficoltà di gestire una ragazzina di 12 anni che ha portato eccellenti risultati scolastici.

Denaro a parte, ritorna l’idea del “centro estivo”. A Roma ne esistono centinaia, privati, convenzionati e semi dove i genitori possono parcheggiare per la seconda metà di giugno e tutto il mese di luglio i ragazzi.

Dopo una breve ricerca esce fuori l’impianto che non t’aspetti. É nella zona sud della città, immerso in quel poco che si è salvato dalla follia del cemento. E’ un ‘ex azienda agricola che ha lasciato un campo di grano, un frutteto e un filare di cipressi. Ex ricchi, forse, che però negli Anni ’70 hanno realizzato una piscina olimpionica tra gli alberi. E’ sopraelevata e si gode un panorama che va dalla torre Telecom di Tor Pagnotta sino ai Castelli Romani. Intorno solo piante e all’orizzonte le gru che avanzano. “Se so’ venduti er tereno pè ffà edilizia agevolata”, spiega il bagnino che poi è anche animatore del centro estivo, barman e tuttofare.

Ora il centro estivo è una vera oasi. A due passi dalla piscina-giardino c’è un gruppo di palazzi eleganti, immersi nel verde, con l’unico neo della vista sul Raccordo. E’ interamente abitato da militari della Guardia di Finanza che lo ricordano agli avventori con appositi cartelli ai quattro lati delle palazzine. “Praticamente vengono tutti da noi – continua il bagnino – soprattutto nel mese di giugno mogli e figli sono clienti quotidiani”. Il pensiero va subito all’ambiente sociale: bèh se sono figli di finanzieri, allora sono una garanzia. In un Paese di finti poveri, falsi ciechi, contrabbandieri di idee, truffatori, evasori, il mito della Gdf ogni giorno guadagna punti. E se è vero che tale padre… . E’ il posto perfetto per passare l’estate.

“A dottò sì i finanzieri so’ bravi – spiega il manager della piscina – ma l’abito nun ffà er monaco. Qui avemo fatto un sacco de feste e je posso dì che i peggio so i mejo. Tutt’altra pasta i Casamonica, loro sì che sì signori”. E snocciola divertito due serate da incubo. La prima con un gruppo di saranno magistrati che, al termine del corso di studi, si sono riuniti per una serata bordopiscina. “Ahò due pazzi m’hanno saccheggiato er frigo. Erano seminudi e ubriachi e hanno aperto due birette e cominciato a spruzzà la gente”.

Poi è stata la volta dei medici: “Dottò n’inferno. Ce so’ voluti i buttafuori perché se so’ presi a botte per du’ vorte”. E i Casamonica? “So’ venuti a festeggià la ritrovata libertà. Insomma un “cucciolo che è uscito dar gabbio. Che gente, che machine. Che signori. Hanno bevuto, ballato e mangiato e prima de annà a casa m’hanno puro aiutato a riccoje le cicche dall’erba. Artro che medici e magistrati…”