di Claudio Roma
Visto dalla parte della maggioranza è un documento contabile di rigore ed equità che conclude la triste stagione dell’amministrazione di Roma mese per mese. E poi apre le porte all’intervento dello Stato per la ristrutturazione del debito.
Arriva alle 3,33 del mattino di venerdì 1 agosto, il via libera ad una manovra che di fatto comprime le spese del Comune Capitale, pescando a man bassa nelle mani dei cittadini. Ventotto voti favorevoli, 12 contrari, 1 astenuto e il gruppo del Cinque Stelle che ha abbandonato polemicamente l’aula inondando i social con un comunicato in cui racconta punto per punto i motivi della diserzione. Come sempre c’è voluto un maxiemendamento di Giunta per superare lo stallo dei 50 mila emendamenti e approvare un documento che vale 6,5 miliardi di euro e un taglio di spesa di circa 150 milioni. Per sostenere le entrate il nuovo assessore al Bilancio ha confermato entrate da 244 milioni di euro, lavorando sui rincari promessi. A Roma costerà di più la tassa di soggiorno per i turisti, le sepolture, Cosap, Tasi, camion bar e affissioni. La vergogna dell’affitto del Circo Massimo ai Rolling per una manciata di euro viene cancellata.
E nel mare di sbadigli, defezioni e qualche sonnellino rubato al voto, c’è stato spazio anche per il giallo. Fedele alla casacca, meno alla lista che l’ha eletto, il Radicale Riccardo Magi ha fatto tremare il sindaco. A sorpresa ha dato parere negativo al maxiemendamento in commissione Bilancio, causando la bocciatura, salvo poi ritrovare il “senno di Governo” e votare in aula per l’approvazione.
IL CINQUE STELLE a letto presto. All’1,33 della notte il facebook dell’M5s si è acceso. Per gli appassionati delle manovre finanziarie, ecco cosa hanno scritto “i ragazzi di Grillo”: Il Gruppo capitolino del M5S ritiene che questo Bilancio, e nello specifico la delibera n. 55, sia giuridicamente inesistente e pertanto non prenderà parte alla votazione. Le motivazioni di tale decisione sono state ampiamente illustrate nel corso dei numerosi interventi in Aula dei quattro consiglieri e per i pesantissimi rilievi dell’OREF tra i quali l’illegittimo ricorso ad affidamenti diretti, numerose criticità gestionali delle società partecipate, illegittimità in materia di assunzioni, ingente ricorso alle entrate straordinarie, irregolarità nel conferimento di incarichi dirigenziali, inadeguatezza del controllo analogo e del controllo strategico delle partecipate, la sottostima del fondo di svalutazione crediti (il Comune spende somme previste ma che in passato non sono mai entrate) e molto altro: tali rilievi non sono stati tenuti in alcuna considerazione dall’assessore al Bilancio e dal Sindaco.
Anche le raccomandazioni della Commissione Speciale per la riforma e la revisione della Spesa (presieduta dal M5S), che prevedevano un reale taglio degli sprechi per oltre 100 milioni di euro, non sono state considerate.
Inoltre, non meno importante: nel maxi-emendamento che ha preceduto la delibera è contenuta la liquidazione di una società, TRAMBUS OPEN: un espediente per saltare una serie di pareri e verifiche (dipartimenti per il visto di regolarità tecnica, il Segretariato Generale per il supporto giuridico-amministrativo, la Giunta, le Commissioni competenti, l’Aula), in altre parole una forzatura procedurale le cui motivazioni sono incomprensibili e che apparentemente celano ben altri intenti”. Non resta che pagare.
I COMMENTI/1-Marchini
“Abbiamo votato contro il bilancio perché nel suo complesso è un documento che non contiene alcuna decisione né tanto meno alcuna idea in grado di far ripartire lo sviluppo economico e sociale di Roma. Un desolante esercizio ragionieristico che porterà più tasse, meno servizi e nuova disoccupazione. Se a questo si aggiunge una maggioranza e un Sindaco che si guardano come il cane e il gatto, il futuro – senza nuove elezioni – sarà per i romani solo un lungo calvario senza alcuna speranza”. Lo dichiara in una nota Alfio Marchini.
I COMMENTI/1-Rossin
“Il bilancio approvato la scorsa notte dalla maggioranza capitolina mette i brividi: aumentano tasse e tariffe; non c’è progettualità per Roma, tant’è vero che in molti dalla sinistra parlano già di correzione del testo nei prossimi mesi; c’è un accanimento contro le famiglie, sono scarsissime le tutele per le fasce meno abbienti della popolazione. Il nostro contributo attraverso diversi ordini del giorno ha permesso in alcuni casi di apportare migliorie sensibili, tutelando le categorie più esposte ai rischi della crisi economica, come i padri separati, o di indicare criteri di legalità nella stesura del Prip; e ancora, contribuendo all’esenzione della Ztl per categorie disagiate, residenti, pendolari e forze dell’ordine. Inoltre, attivando forme di tutela per i lavoratori del Comune di Roma nell’ormai nota vicenda del salario accessorio, o nella stabilizzazione dei precari e dipendenti anche delle municipalizzate romane a rischio licenziamento. In definitiva questo primo vero bilancio di Marino è assolutamente fallimentare, e lo dice la sinistra stessa che con una manovra d’Aula ha sostanzialmente riscritto in 100 pagine la delibera di fatto ‘ricusando’ il sindaco e la sua Giunta, ormai commissariati dall’alto dal premier Renzi, e dal basso dalla maggioranza dell’Aula Giulio Cesare”. E’ quanto dichiara in una nota Dario Rossin, consigliere capitolino di Forza Italia.
