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Roma
Lite d'amore Raggi-De Vito. Affondo alla giunta M5S: “L'aula va rispettata”

Lite tra innamorati tra Virginia Raggi e Marcello De Vito. Il presidente dell'Assemblea capitolina si ricorda del proprio ruolo super partes e "batte un colpo", scagliandosi contro la maggioranza grillina.

 

 

Una vera e propria "bacchettata" pubblica su tempi e modalità con le quali i pentastellati portano i provvedimenti in Aula Giulio Cesare. Una piccola polemica interna all'M5S che De Vito non nasconde, anzi, prima fa i complimenti e dopo attacca tramite un post Facebook. "Una delibera da approvare in Aula Giulio Cesare entro il 31 non dovrebbe 'passare' in Giunta il 23, tenuto conto dei 15 giorni che devono (dovrebbero) avere le commissioni consiliari competenti per valutarla ed esprimere parere e dei successivi tempi necessari per la calendarizzazione all’ordine dei lavori prima e per la discussione in Assemblea in seguito - scrive De Vito, riferendosi alla approvazione della manovra di assestamento del bilancio - Ancora più anticipo è richiesto per quelle delibere per cui è prevista l’espressione del parere da parte dei municipi o di altri organi. Se questi tempi non vengono considerati, la maggioranza consiliare deve far ricorso a tutti i possibili strumenti regolamentari per contenere il dibattito e consentire l’approvazione entro i termini, creando le condizioni per una 'legittima difesa' ostruzionistica da parte delle opposizioni. Ne deriva così una discussione tutt’altro che serena. È già successo in troppi casi".

"Proprio per questo - prosegue De Vito - è importante garantire la tempestiva approvazione degli atti in Giunta, per dare modo di tenere conto di tutti i passaggi necessari per una completa ed esaustiva trattazione in Aula, che non può viceversa risolversi in una mera e conclusiva approvazione. È altrettanto importante che i rappresentanti della Giunta siano presenti ai lavori (come avvenuto in queste sedute), partendo dalle conferenze dei capigruppo sino ad arrivare alle sedute stesse, proprio per meglio armonizzare l'attività dei due organi e, se necessario, fornire risposte sulle questioni prospettate, che non possono essere eluse, bensì affrontate con argomenti, decisione e forza. L’Aula non è il punto residuale dell’azione amministrativa; ma è al contrario il luogo principale delle decisioni che riguardano Roma, essendo composta dagli eletti dei cittadini. Le sue prerogative devono essere rispettate".

Una gaffe istituzionale che non è passata inosservata agli occhi dell'opposizione, che compatta si schiera a favore del presidente De Vito: “Alla Giunta 5 Stelle, pasticciona e inadeguata a guidare la Capitale, mancava la stoccata del presidente dell’Assemblea Capitolina che ha tirato le orecchie alla sindaca in merito alle modalità e ai tempi con i quali porta i provvedimenti in Aula Giulio Cesare - dichiara Andrea De Priamo, cpogruppo Fdi in Campidoglio - Delibere, infatti, che se portate in estremo ritardo – come fa notare e Vito - rischiano di non essere discusse entro i termini previsti. Un atteggiamento che manifesta una mancanza di rispetto nei confronti delle forze politiche presenti in Assemblea, principale strumento democratico in cui prendono parte i consiglieri eletti dai cittadini romani. La sindaca pertanto non utilizzi l’Aula come fosse il condominio di casa ma rispetti i lavori degli eletti e del personale amministrativo del Campidoglio. Benché legittima e condivisibile seppur tardiva la segnalazione del presidente dell’Assemblea capitolina, di fatto la baruffa tra De Vito Vs Raggi conferma che dopo due anni di consiliatura l’agenda della città è la polemica tra le correnti grilline e non le emergenze della Capitale”

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