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Roma
Mascherine fantasma: Zingaretti all'angolo, le Iene scoperchiano parentopoli

Coronavirus e mascherine di Zingaretti, il giallo della presunta truffa da parte della Ecotech mette all'angolo il Governatore del Lazio. Spunta una nuova offerta, più basse di quella della società che vendeva lampadine a led, ma che inspiegabilmente è stata ignorata.

Cosi Antonino Monteleone e Marco Occhipinti de Le Iene tendono “un agguato” nei pressi dell'abitazione di Zingaretti, costringendolo a fermarsi per rispondere alle loro domande. Così il giallo sul quale indagano la Procura di Roma e la Corte dei Conti si arricchisce di due nuovi personaggi. Il primo è Filippo Moroni, l’imprenditore italiano già noto alle cronache per i suoi progetti innovativi come la stampante in 3D per smartphone. "Lavoro in Cina da 4 anni e ho una fabbrica a Shenzhen, un contratto con il governo cinese: ci occupiamo di nuovi progetti industriali, per cui anche materiale medicale. Sono andato umilmente attraverso il centralino alla Regione e poi sono andato fino alla Protezione Civile, in particolare all’ufficio di Tulumello, nella persona di Roberta Foggia. Ho parlato per circa una settimana, ma è stato un dialogo surreale, quasi assurdo: ho dovuto anche registrare ad un certo punto queste telefonate perché mi sembrava veramente di parlare con un’entità metafisica...”.

Ai microfoni de Le Iene, vengono ricostruiti i rapporti con la Regione Lazio: “Il suo preventivo, racconta ancora Moroni, non si capirebbe perché non farebbe parte dei 22 preventivi che la regione Lazio ha preso in considerazione. “Io non ho mai ricevuto una risposta, se sono stato preso in considerazione non credo nemmeno perché ho scoperto che gli appalti per oltre 30 milioni di euro sono stati assegnati a ben altre società con ben altri prezzi, e sono sicuro che i nostri prezzi erano assolutamente corretti perché viviamo in Cina, siamo a pochi minuti dai produttori”. Insomma l’imprenditore Filippo Moroni sostiene di aver offerto, il 19 marzo, mascherine FFP2 a 1 euro e 89 al pezzo e a questo punto proprio non si capirebbe perché la Regione Lazio ne abbia preferiti altri 3, molto più costosi. Scopriamo così come le abbia poi acquistate a 3 euro e 50 a mascherina da una ditta, a 3 euro 60 quelle della famosa Ecotech e a 3 euro e 90 da un’altra ditta ancora. Moroni prosegue: ”Che un preventivo si perda ci posso anche stare, che sette-otto preventivi si perdano assolutamente no, casualmente tra l’altro i preventivi più economici e i più corretti di tutti. Anche perché io chiamavo quasi tutti i giorni la dottoressa Roberta Foggia che ad un certo punto mi ha addirittura minacciato di querelarmi per stalking, per la quantità di telefonate che la riguardavano”.

La replica di Zingaretti inseguito da Filippo Roma è a metà tra il vittimismo e l'accusa politica contro la Lega: “Speriamo che non siamo stati truffati, se siamo stati truffati chiederemo giustizia e spero che Le Iene si schierino con gli eventuali truffati e non con gli eventuali truffatori solo perché sono del PD. Io spero che Le Iene non diventino i portavoce di Salvini leghisti", dice. Filippo Roma ci tiene a precisare: "Guardi però è da settimane che vi segnaliamo come va sta cosa e fate orecchie da mercante e infatti…". “No no no, questo lo dice lei perché deve fare audience, io spero che Le Iene si schierino al fianco degli eventuali truffati...”.

Ma gli intrecci legati alla mega fornitura non sembrano finire mai. Spunta anche l'ipotesi di una parentopoli alla romana con il coinvolgimento di tale Ivan Gilardi, che avrebbe avuto funzioni da intermediario, ms il cui padre avrebbe un legame con il vicecapo di Gabinetto della Regione Andrea Cocco. Scrivono le Iene: “Bruno Gilardi dunque, papà di Ivan, sarebbe stato il maestro di karate di Andrea Cocco, il vice capo di gabinetto di Nicola Zingaretti. E visto che si conoscevano, non è che forse papà Bruno avrà chiamato il suo ex allievo per parlare di mascherine?

Sembra quindi che Bruno Gilardi, dopo aver telefonato ad Andrea Cocco, vice capo di gabinetto di Nicola Zingaretti per avere informazioni sulle mascherine, abbia ricevuto il giorno dopo una chiamata dallo stesso Daniele Leodori, vicepresidente della Regione Lazio. E che Leodori abbia riferito che le mascherine erano sia per la sicurezza alimentare che per la sicurezza dei lavoratori”.

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