Una telefonata al 113 per denunciare una lite violenta. Le volanti accorrono in soccorso di una donna che abita nel quartiere Prenestino. Quando arrivano l’uomo si è già allontanato e la vittima racconta agli agenti quello che era accaduto poco prima, mostrando anche i danni all’autovettura.

I poliziotti in un primo momento non hanno potuto fare altro che constatare i danni provocati ed invitare la donna a presentare la denuncia. Ma trascorse due ore, gli agenti hanno deciso di tornare sul posto per sincerarsi che la situazione fosse tranquilla. Arrivati sotto casa, hanno visto la donna in strada che, sconvolta, ha richiamato la loro attenzione. Ha raccontato così agli agenti che il convivente si trovava di nuovo in casa, ubriaco, e che l’aveva nuovamente minacciata.
I poliziotti hanno deciso così di entrare nell’appartamento, ma quando gli hanno chiesto i documenti, l’uomo ha iniziato a deriderli e ad insultarli. Ha poi accusato la moglie di averglieli presi e, quando questa ha negato, ha afferrato il telecomando della tv e l’ha colpita sulla testa.
Immediatamente i poliziotti hanno cercato di bloccarlo, ma l’uomo ha iniziato a dimenarsi, colpendoli con calci e pugni. All’improvviso, durante il tentativo di fermarlo, dopo aver afferrato il tavolo della cucina, lo ha scaraventato sul frigorifero e, sollevata una sedia, l’ha scagliata contro un agente. Durante la colluttazione l’uomo ha afferrato un paio di forbici ed ha tentato di colpire uno dei poliziotti che lo stava trattenendo. Disarmato, bloccato e messo in sicurezza, è stato accompagnato negli uffici del Commissariato Prenestino, dove è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
