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Roma
Raggi beffa i sindacati: a fine mandato vuole la pace. Scoppia la rivolta

A meno di un anno dalle elezioni comunali del 2021, Virginia Raggi cerca disperatamente consensi e vuole far pace con tutti. E così, a fine mandato, prova a riavvicinarsi ai sindacati dopo anni di guerre firmando il nuovo protocollo delle relazioni sindacali. Un accordo che sa di beffa e che ha mandato le associazioni di categoria su tutte le furie.

A guidare la rivolta dei sindacati è Ermenegildo Rossi, segretario Ugl Roma e Provincia: “Apprendiamo a mezzo stampa di una nuova ‘conquista’ per Roma Capitale: il nuovo protocollo delle relazioni sindacali. Ancora una volta questa Giunta ci sorprende per la sua straordinaria e inusuale concezione del tempo: sigla, infatti, un manuale di istruzioni sui rapporti con le organizzazioni sindacali alla fine del suo mandato. Oltretutto, come tutti dovrebbero sapere, un accordo sulle relazioni sindacali è stato già firmato ad inizio mandato ma mai applicato: il famoso ‘Fabbrica di Roma’, ‘patto con i sindacati per rilanciare la Capitale, per una nuova economia reale nella città di Roma’, più volte richiamato senza successo, tanto è che sulle sue disapplicazioni si è consumato anche uno sciopero generale unitario con relativa manifestazione al Campidoglio, lo scorso 25 ottobre”.

“Tornando ad oggi – prosegue il sindacalista –, l’Osservatorio previsto ‘allo scopo di dare stabilità e sostegno alle relazioni sindacali’ avrà funzioni di monitoraggio e analisi relativamente alla ‘programmazione annuale e pluriennale’: difficile una programmazione pluriennale concordata con un Sindaco uscente. A meno che non si sia certi di una sua vittoria alle prossime, qualche mese, elezioni. È ridicolo pensare di gestire la Capitale d’Italia in questo modo, continuando ad ignorarne i problemi reali, spesso provocati dalla totale inefficienza e irresponsabilità di questa Giunta, minimizzando con un’indifferenza fastidiosa il decoro, la sicurezza, il degrado, la pulizia, la manutenzione stradale, la gestione delle partecipate e del loro indotto. Senza parlare poi del sociale e delle sue carenze incolmabili, ferite a cielo aperto, che nessuno si preoccupa di curare”.

“Aspetteremo con ansia gli straordinari risultati di questa nuova intesa entro fine legislatura – conclude Rossi –, certi che Roma meriti un’attenzione e un insieme di azioni degne, anche per i cittadini romani, della sua importanza e della sua storia”.

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