A Roma gli alberi sono un problema. Anche quando vengono potati o tagliati. In questi giorni stanno spuntando come funghi i sequestri degli arbusti tagliati, potati o abbattuti. Una situazione davvero paradossale che sta diventando un rischio per i pedoni. I marciapiedi sono un pericolo con i rami lasciati lì e nastrati dalla Polizia Locale.
Manutenzioni al palo
Se non crollano per il vento – e Roma detiente il record italiano di crolli di alberi in Italia – e vengono curati o abbattuti arriva il blocco della Procura che li mette sotto sequestro. Accade a Tor Marancia, dove da settimane i cadaveri degli alberi sono ancora lì sui marciapiedi creando un serio rischio per i pedoni. Basta poco per cadere su rami e quei mucchi di legna alimentano degrado sul degrado di una città dove la pulizia e l’igiene ambientale sono una sorta di vago ricordo.
Il giallo
Il motivo del sequestro è un giallo. Dal Municipio all’assessorato all’Amniente non si capisce il motivo. Un vago indizio porta ad un esposto fatto da un comitato di quartiere per denunciare il taglio indiscriminato degli alberi che – secondo gli esperi del Campidoglio, invece, erano malati – e quindi la Procura per atto dovuto deve avviare le analisi sul “cadavere”. Una sorta di autopsia verde per capire se hanno ragione i cittadini o l’Amministrazione. Fatto sta che, con questo caos, vengono tagliati i posti auto e i marciapiedi sono a rischio. Come al solito una soluzione alla romana.
Ira dei residenti
“Non è una situazione normale – tuona Riccardo Orsi, del Comitato La Torre – possibile che da più di un mese decine di posti auto sono impraticabili per i rami e le potature poste sotto sequestro? Per non parlare dei marciapiedi che sono un rischio per chi passa. C’è il pericolo di inciampare e cadere. A Roma tanto o gli alberi ti cadono addosso perché tira vento oppure sei tu a caderci perché non vengono rimosse le potature”.


