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Roma
Roma, la consigliera Melito “omaggiata” da Di Stefano. Scoppia l'inferno

È scoppiato l'inferno in Assemblea Capitolina quando, durante una discussione, il capogruppo di Forza Italia-Udc Marco Di Stefano ha definito la consigliera del Pd Antonella Melito “avvenente”. L'aggettivo rivolto alla consigliera ha scatenato una levata di scudi da parte della maggioranza.

Il termine è arrivato nel corso di un intervento: “'Mi dispiace - ha detto il consigliere - che l'assessore Veloccia abbia ritenuto più utile dialogare con la collega Melito anziché ascoltare un consigliere di opposizione che dava qualche piccolo suggerimento utile per migliorare questa delibera. Sono dispiaciuto che lei presidente non sia intervenuto per interrompere il lungo dialogo che c'è stato tra l'assessore e l'avvenente consigliere Melito''. Subito sono scoppiate le proteste e le critiche.

Di Stefano si difende, poi lascia l'Aula

“Capisco che definire avvenente una donna - ha provato a difendersi il capogruppo di Forza Italia-Udc - per molti di voi è una cosa un po' imbarazzante. Non volevo offendere la collega Melito della quale ho un grande rispetto e ho elogiato anche gli emendamenti e gli interventi fatti in merito alle delibere''. Dopodiché il consigliere ha abbandonato l'Aula.

Le critiche: “Stufe di essere giudicate solo per l'aspetto fisico”

Subito sono arrivate le critiche dagli altri consiglieri, specialmente quelli della maggioranza. ''I complimenti - ha detto Paolo Ciani di Demos - facciamoli sulle attitudini politiche e intellettuali e non su quelle fisiche''.

''Siamo abbastanza stufe - ha detto invece la consigliera del Pd Claudia Pappatà - che sulle donne bisogna sempre giudicare l'aspetto fisico. Siamo stufe di dover entrare in questa aula sentendoci condizionate su come ci vestiamo''.

Sulla stessa linea la consigliera della Lista Civica Calenda: “'Siamo stanche di essere etichettate per motivi di carattere fisico. Il mio completo sostegno alla consigliera Melito''.

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