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Roma, Patrick Zaki avrà la cittadinanza onoraria. “È un onore per me”

L’Assemblea Capitolina ha approvato all’unanimità la delibera per conferire a Patrick Zaki la cittadinanza onoraria di Roma

Patrick Zaki avrà la cittadinanza onoraria di Roma. Lo studente egiziano ha accolto la notizia con parole di gratitudine: “Grazie, è un onore per me”.

La delibera è stata approvata all’unanimità da tutti i 36 consiglieri presenti nell’Assemblea Capitolina. Fin dai primi interventi, si è subito capito che la proposta sarebbe stata approvata.

La delibera

“Roma – si legge nella delibera approvata – anche perché capitale d’Italia, deve rappresentare un baluardo nella tutela e diffusione dei diritti umani il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki intende testimoniare vicinanza e sostegno della città di Roma ad un giovane ricercatore e un importante segnale di solidarietà e supporto a tutte e tutti coloro che vengono ingiustamente detenuti e condannati in violazione dei diritti umani’’.

Zaki: “Grazie, significa molto per me”

Patrick Zaki ha assistito alla seduta in collegamento telefonico. Lo studente è ancora in Egitto, in attesa del processo, dopo il nono rinvio. “Significa molto per me – ha detto Patrick – prima della giornata internazionale dei diritti umani, è un’emozione, è una cosa grande e mostra quanto Roma sia impegnata per i diritti umani e i suoi difensori. È un onore assistere al vostro impegno e sostegno al mio caso, negli ultimi due anni. Spero di essere presto a Roma di persona e incontrarvi tutti. Continuiamo nella speranza e nella lotta”

Le parole di Gualtieri

Durante la seduta è intervenuto anche il sindaco Gualtieri, che ha ricordato come Roma sia baluardo di inclusione e libertà. “E’ un piacere poter ascoltare Zaki in collegamento – ha detto il primo cittadino – con il conferimento della cittadinanza onoraria a Zaki l’aula vuole ribadire la vicinanza della città a lui e alle vittime di un’ingiustizia assurda e ingiustificabile che scuote nel profondo le nostre coscienze”. “Quello di oggi – ha aggiunto Gualtieri – è un atto politico con cui Roma si stringe a Patrick e alle 60mila persone detenute in Egitto che non hanno altra colpa di avere esercitato i propri diritti pacificamente”.