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Sabatini, un tesoretto per l’inverno. L’appello di Tare: “Tornate allo stadio”

Roma regina del calciomercato: chiude “in difesa”, “au revoir” a gennaio a Rabiot. La svendita biancoceleste non va a buon fine: spogliatoio infinito per la Lazio che mantiene la promessa fatta ai tifosi di non cedere pezzi pregiati

 

di Luigia Luciani

Grandi arrivi, partenze eccellenti. Acquisti importanti, cessioni forse dolorose ma anche redditizie. E’ calato il sipario  sul mercato estivo, pure su quello giallorosso,  guidato dalla coppia Baldissoni-Sabatini, che poco prima della mezzanotte di ieri,  ha così così consegnato la Roma che sarà da qui alla fine della stagione, al tecnico francese.

Iturbe, ciliegina aggiunta all’attacco, dove è rimasto anche Marco Borriello, centrocampo rafforzato e costruito per affrontare qualunque avversario in campionato come in Champions League,  difesa decisamente rivoluzionata. Sarà solo da valutare se l’addio di Benatia verrà rimpianto.
Nessuna sorpresa dell’ultima ora, purtroppo per il ds Sabatini, il cui sogno era quello di chiudere il mercato con Adrien Rabiot. Il calciatore resta al PSG che soltanto 24 ore fa aveva rifiutato l’ultima offerta economica partita da Trigoria. Sogno pero’ da tenere  nel cassetto, soltanto fino a gennaio, quando con ogni probabilità si tenterà un nuovo assalto.
Dopo aver accolto Holebas, che sabato all’Olimpico ha assistito alla vittoria dei suoi nuovi compagni sulla Fiorentina, proprio ieri mattina a Fiumicino è sbarcato, per visite mediche e firma sul contratto, Mapou Yanga-Mbiwa che  in difesa potrà essere impiegato in due ruoli: al centro e sulla fascia destra. È costato 1,3 milioni di euro per il prestito, mentre al Newcastle andranno altri 7 milioni se la Roma deciderà di riscattarlo il prossimo giugno.
Alla fine della fiera, il mercante dice che questi sono i numeri:  undici  acquisti, tre dei quali a parametro zero (Cole, Emanuelson e Keita) e quattro in prestito oneroso (Astori, Yanga-Mbiwa, Uçan e Paredes). Sabatini ancora una volta ha movimentato e domato il mercato, riuscendo pure nell’impresa di  tenersi  un tesoretto e un posto da extracomunitario per gennaio. E il saldo economico dice 16,9 milioni di euro di disavanzo tra uscite (55,9 milioni) e entrate (38,9). Un po’ più degli 11 milioni di passivo previsti dalla soglia di fabbisogno fissata dal club. Ma non ci si deve scordare, e non lo fa giustamente la Roma di Pallotta,  di quei 9 milioni di euro, che la Champions League garantirà dopo l’eliminazione del Napoli ai preliminari.

Operazioni minori, soprattutto legate ai giovani, avevano  invece giustificato la presenza della Lazio all’Atahotel Executive di Milano, da dove la dirigenza è tornata senza quei soldi, che erano attesi dalle cessioni last minute. Ciani, Cavanda e Gonzalez sono rimasti dunque nella Capitale e ora Pioli dovrà gestire una rosa di ben 30 calciatori, 11 dei quali appartengono al pacchetto difensivo. In molti temono conflitti interni allo spogliatoio, pensando alle inevitabili scelte dell’allenatore e ai sacrifici che, chi non rientra nella rotazione dei titolari, dovrà fare,  sapendo da subito di essere fuori dai giochi. La speranza è che “le gabbie” del passato restino soltanto un lontano ricordo. Ma il direttore sportivo Igli tare rivendica il proprio operato e quello di tutta la Lazio, durante l’intera finestra estiva di calciomercato e dice: “Sì, sono soddisfatto per tanti motivi. Sono state fatte tante cose buone, sono stati riconfermati giocatori ritenuti in partenza, in primis Candreva. Tutti gli acquisti che volevamo fare li abbiamo portati a termine. Questa squadra farà un grande campionato e lotterà fino in fondo per ogni obiettivo. Il rammarico maggiore? Non ne abbiamo. L’unica situazione che ci ha creato dispiacere è la trattativa per Astori, l’epilogo che ha avuto. Per il resto sono molto soddisfatto, anche per i rinnovi di Klose, Keita e Tounkara e per il riscatto di Candreva”. E a proposito di Candreva , chiuso il mercato è tempo di fissare un appuntamento per l’adeguamento contrattuale del calciatore, tema sul quale Tare non nutre ansie o smanie particolari.
Ci tiene invece Tare a fare un appello ai tifosi:”Tornate allo stadio”.