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Servizi segreti, ecco la vera storia. Romanziera o agente. Il dubbio resta

L’INTERVISTA. Tra messaggi subliminali e ricostruzioni letterarie, Antonella Colonna Vilasi, massima esperta italiana di intelligence, spiega le evoluzioni di Cia e Mossad nell’era di internet

di Patrizio J. Macci

È l’unica donna in Italia che scrive spy story affiancando a questa attività quella di esperta di Servizi Segreti, ma forse sarebbe meglio dire il contrario. Ha scelto di vivere a Roma, “nel cuore nero del Mediterraneo” come fa dire Orson Welles a uno dei protagonisti del suo film “Rapporto Confidenziale”.
Antonella Colonna Vilasi ha pubblicato da poco un volume ponderoso e accurato “Storia dei servizi segreti italiani. Dall’Unità d’Italia alle sfide del XXI secolo” (Città del sole edizioni)” in cui l’attività di intelligence viene sviscerata minuziosamente, sopratutto dal punto di vista legislativo. Invece per l’attività di romanziera la sua ultima fatica è “La spia americana” Libellula Edizioni dove narra le gesta di Frank Gardner, ipotetico agente della CIA, nelle sue molte operazioni in sud America, Stati Uniti ed Italia. Negli Stati Uniti personaggi del suo calibro di studiosa, vengono chiamati per disegnare scenari ipotetici dal Presidente nelle situazioni di allarme rosso.
Dunque, professoressa Vilasi. Uno pensa di trovarsi davanti una sorta di Mata Hari invece lei divide la sua giornata a metà, da una parte l’attività teorica e il romanzo, sempre rigorosamente in tailleur con un piglio che la fa somigliare a “M” dei film di James Bond. Cosa hanno in comune i romanzi con l’attività teorica di intelligence?
“E’ un genere letterario non molto diffuso in Italia, non sono a conoscenza se sono l’unica donna a scrivere di questo genere, ma sicuramente tra i pochissimi che narrano le gesta degli agenti dei servizi segreti, categoria letteraria cara a Ian Fleming e Somerset Maugham. È un modello che si è imposto anche nel cinema, nella televisione, e in altri media. Nel senso più ampio, include opere anche molto diverse fra loro, che possono avere di volta in volta elementi di contatto con il giallo, il thriller, il poliziesco, il noir, la letteratura d’azione e persino la fantapolitica e la fantascienza. Certo se poi si guarda nel dettaglio, sono la sola donna italiana a occuparsene dal punto di vista teorico e romanzesco contemporaneamente”.
Cosa dovrebbe fare uno studente italiano fresco di diploma che volesse entrare nei “servizi “, quale carriera deve intraprendere? Esiste un corso di laurea propedeutico, un master?
“Non propriamente. Il reclutamento del personale dell’intelligence italiana si riferisce alla selezione del personale, da impiegare presso le agenzie d’informazione per la sicurezza italiane (AISE e AISI) ed al relativo dipartimento (DIS). Attualmente è disciplinato dall’art. 21 della legge 3 agosto 2007 n. 124 (la cosiddetta riforma dell’intelligence italiana del 2007). Basta andare a cercarla nel mare magno del web per sapere tutto facendo uso di un semplice motore di ricerca. È previsto un ruolo unico del personale, suddiviso in “funzioni amministrative, operative e tecniche”; infatti in linea di principio, secondo un criterio generale di rango costituzionale, alla pubblica amministrazione italiana si accede per concorso pubblico, aperto anche a coloro che non lavorino già presso la pubblica amministrazione, anche se è espressamente prevista l’assunzione diretta nei casi di alta e particolare specializzazione per attività assolutamente necessarie all’operatività specifica, anche se la legge afferma che questo tipo di assunzione si intende a tempo determinato. Inoltre sono previste una serie di incompatibilità per particolari soggetti. Lei che mi intervista, cioè la categoria dei giornalisti, per esempio non possono fare l’agente segreto”.
Edward Luttwak ascoltato politologo e studioso di strategia militare presente spesso sui media italiani, ha affermato che la base della Cia a Roma è praticamente uno sgabuzzino all’interno dell’Ambasciata Usa in Via Veneto. Volontà di sminuire e nascondere oppure è una descrizione attendibile?
“Il sistema di intelligence statunitense, articolato in numerose agenzie tra cui la CIA, è cresciuto a dismisura nella seconda metà del secolo scorso con il fine di contrastare l’impero sovietico; successivamente è entrato in una fase di ristrutturazione, ancora in corso. L’attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 ha radicalmente mutato la lista di priorità dell’intero comparto di sicurezza nazionale. Nella Intelligence Community statunitense si è imposta una radicale opera di revisione delle capacità di ascolto e comprensione dei fenomeni culturali e politici dell’attuale turbolente scena internazionale. Tuttavia nel corso degli anni non è cambiata la vocazione globale della CIA, in grado di operare ai quattro angoli del pianeta, non solo in supporto alla presenza militare statunitense, ma anche come forma di diplomazia parallela. Le dichiarazioni di Luttwak ritengo che esprimano il concetto della presenza della CIA, pur in spazi esigui (e ciò non è rilevante ai fini della mission finale) in ogni luogo ed in ogni dove in cui la sicurezza e gli interessi nazionali statunitensi siano in pericolo”.
I suoi romanzi sono tutti ambientati in anni pre internet. Pensa di dedicarsi anche a un storia che si dispiega nella contemporaneità, oppure i computer hanno reso la lotta fra spie statica e senza più mordente?
Il mio romanzo “La spia americana” è ambientato negli Anni Ottanta, in piena Guerra Fredda. ‎ Il muro di Berlino e’ infatti caduto nel 1989. Il libro fa parte di un sequel con caratteristiche di serialita’. Il prossimo libro “Ombre Gialle” vedra’ il protagonista Frank Gardner impegnato come agente della CIA nel Sud Est asiatico negli ultimi anni della guerra fredda. L’era di internet ha effettivamente cambiato il volto degli agenti della CIA, dell’MI6 e del Mossad che sono si’ presenti nei luoghi e nei territori esteri in cui i singoli interessi nazionali e la sicurezza nazionale sono in gioco, ma devono altresi’ confrontarsi con una geopolitica delle relazioni internazionali globalizzata, in uno status quo internazionale in progress. In questo contesto internet, twitter e facebook sono sempre piu’ importanti. Lo abbiamo visto nel caso delle “Primavere arabe”. Le imprese di Frank Gardner proseguiranno nei nuovi episodi ambientati ai giorni nostri, nell’era di internet. Lo avrà notato anche lei, 007 non muore mai”.