Mentre lavoravano in una cooperativa che si dedicava al recupero di ex detenuti (in quanto loro stessi ex detenuti) mantenevano anche contatti con la criminalità tanto da prendere parte al blitz mortale nei confronti dell’ex cassiere di Mockbel Silvio Fanella, ucciso il 3 luglio scorso in un appartamento in via della Camilluccia. Questo quanto emerso dalle indagini che hanno portato al fermo delle altre due persone ritenute facenti parte del commando che compì l’agguato. Un terzo componente, Giovanbattista Ceniti, 29enne di Verbania ex esponente di Casapound rimasto ferito nel blitz, è già in carcere da quel tre luglio. I due fermati sono Egidio Giuliani, ex esponente dei Nar, e Giuseppe Larosa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Giuliani, ex compagno di cella di uno dei nomi più noti dell’eversione nera Pierluigi Concutelli, sarebbe stato il capo banda del gruppo che il 3 luglio scorso ha cercato di rapire Fanella, finendo per ammazzarlo.
Obiettivo era entrare in possesso del bottino della truffa “Telecom-Sparkle Fastweb”, poi trovato qualche giorno dopo l’agguato dai carabinieri del Ros in un appartamento a Pofi, in provincia di Frosinone. Giuliani, originario di Sora, da anni vive a Novara dove aveva appunto fondato una cooperativa di ex detenuti, la stessa in cui lavorava anche Larosa. Da circa venti anni non risultano tracce di Giuliani negli archivi degli investigatori, in precedenza invece risultava a capo di una banda negli anni ’80, mentre nei ’90 avrebbe cercato di ricostruire un gruppo eversivo di destra. Negli anni il suo nome finisce in numerose inchieste tra cui anche quella per la strage di Piazza Fontana. Chi indaga, coordinato dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dai sostituto Giuseppe Cascini e Paolo Ielo, ha individuato i due fermati grazie anche a riscontri della scientifica: impronte digitali sui fogli intestati alla guardia di finanza che probabilmente il commando, che indossava divise delle fiamme gialle, usò per entrare a casa di Fanella. I due fermati sarebbero giunti nella capitale il 26 giugno, forse per organizzare gli ultimi dettagli del blitz.
Si nascondevano tra ex detenuti. E spunta un legame con Concutelli
