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Roma
Teatro dell'Orologio, niente uscite di sicurezza: sigilli dopo 37 anni

Chiude il tempio della cultura di Roma, sigilli del Comune al Teatro dell'Orologi: era stato trovato senza uscite di sicurezza. Scatta l'appello contro la delibera, Fassina e Alfonsi in coro: “Si trovi una soluzione”.

 

Dopo 37 anni di vita chiude il Teatro dell'Orologio, per diverso tempo luogo simbolo della cultura teatrale e non solo della città. Un luogo di arte e spettacolo situato proprio nella centralissima via dè Filippini, a pochi passi dall'omonima piazza e da piazza Navona. Un sapiente mix di eleganza barocca e semplicità, che da sempre accompagna le più importanti esibizioni di prosa classica e contemporanea. Un punto di riferimento venuto a mancare nella serata di giovedì, quando personale della divisione amministrativa della Questura di Roma e dai vigili del fuoco, dopo le verifiche degli spazi della struttura, hanno svolto il sequestro.
Sequestro raccontato dallo stesso profilo Facebook del teatro, sul quale è apparsa la nota: "Sono venuti in otto, appartenenti alla polizia di stato, ai vigili del fuoco, all'ispettorato del lavoro: non c'era niente fuori posto, o sono 37 anni che siamo fuori posto. Hanno voluto controllare tutto. Era tutto in ordine, tranne ciò su cui non siamo mai stati apposto: l'uscita di sicurezza. Ormai lo sanno anche a Bucarest: il Teatro dell'Orologio non ha l'uscita di sicurezza. Noi ci abbiamo provato, con uno sforzo economico e di energie non indifferenti, siamo arrivati a tre metri dall'aprire quell'uscita, ma poi abbiamo trovato la Storia e ci siamo dovuti fermare. Abbiamo cercato, credeteci, in ogni modo, di aprire un varco, un dialogo. Pensavamo di esserci riusciti, qualcosa si stava muovendo. E ora, questo. Siamo tristi e incazzati perché, in questo momento, non sappiamo come tutelare artisti e spettatori (soci, ovviamente) che ogni sera, con passione e caparbietà, continuano ad animare il nostro spazio. Cerchiamo una risposta da parte di tutta la città: cosa dobbiamo fare? Cerchiamo una risposta da parte di tutte le forze politiche: crediamo di essere un bene, un'istituzione culturale. Se non è così, ditecelo: non ha senso continuare a farci del male. Vorremmo una risposta a una domanda, la vorremmo ora: perché?".

A chiedere spiegazioni è Stefano Fassina, consigliere capitolino di Sinistra per Roma, che lancia l'allarme cultura e spera in soluzioni immediate: “La cultura a Roma si sta spegnendo. Quotidianamente, realtà sociali e spazi culturali operativi in immobili pubblici vengono chiusi. Oggi è il giorno del 'Teatro dell’Orologio', una realtà importante che da anni offre il suo palcoscenico a giovani compagnie di attori, e che ha svolto una funzione decennale di diffusione culturale per tutta la città. I sigilli all’Orologio sono il simbolo di un declino che rischia di diventare irreversibile senza un'urgente e radicale inversione di rotta. Vanno fermati sgomberi e sfratti. Vanno trovati spazi alternativi quando gli immobili utilizzati diventano impraticabili. Va riscritta la bozza di regolamento derivata dalla Delibera 140 e va affermata la funzione culturale e sociale degli immobili del Campidoglio".

Una decisione insensata anche per la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessora alle Politiche Culturali del Primo Municipio, Cinzia Guido, che in una nota esprimono preoccupazione per l'operato della Giunta: ”Siamo veramente preoccupate per la mancanza di attenzione della Giunta Capitolina rispetto a quello che sta succedendo in città. Dopo la chiusura del mercato di san Teodoro, ieri sera sono arrivati i sigilli al Teatro dell’Orologio, spazio culturale tra i più conosciuti e stimati, che in più di trenta anni di attività artistica di altissimo livello ha contribuito significativamente allo sviluppo culturale della città”. “Il Municipio - prosegue la nota - qualche giorno fa aveva chiesto con una lettera al Comune la convocazione immediata di una conferenza di servizi con le Sovrintendenze e i Vigili del Fuoco, per provare a individuare una soluzione definitiva al problema della mancanza di uscite di sicurezza del teatro. Problema annoso e noto a tutti, particolarmente grave nel caso specifico, essendo il locale un bene pubblico con destinazione d’uso come teatro. Essendo a conoscenza dell’esistenza di un progetto tecnico realizzato a proprie spese dall'associazione che gestisce lo spazio, progetto che però necessitava di alcune modifiche in funzione di rilievi effettuati dalle sovrintendenze, volevamo sederci intorno ad un tavolo tutti insieme e trovare la strada da percorrere, in piena legalità e sicurezza. In assenza di risposte, ieri sera è arrivato il sequestro. Non è possibile andare avanti in questo modo, con spazi sociali e culturali chiusi senza che vengano offerte alternative, quando invece la città è piena di immobili di proprietà del comune inutilizzati e spesso abbandonati al degrado, come nel caso esemplare del Teatro Apollo. Se andiamo avanti così questa città muore”.

 

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