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Roma
Tempo, storia e memoria di Roma: gli elementi mappati dall'arte di Diodato

di Maddalena Scarabottolo

Tempo, storia e memoria della città di Roma sono i contenuti delle opere di Baldo Diodato presentate in occasione della mostra “Mix Media”, alla Galleria Horti Lamiani, fino al prossimo 26 maggio.

 

“Io non sono un pittore, sono uno scultore”: così si è espresso Baldo Diodato di fronte alle opere esposte alla galleria Horti Lamiani in occasione della sua personale “Mix Media”.

La mostra, curata da Daniele Arzenta, si presenta al pubblico come un assemblage di tecniche e mezzi espressivi. Il titolo della personale suggerisce appunto la presenza di varie tecniche artistiche come il frottage, il collage e il calco oltre che all'utilizzo di differenti supporti come la tela, la carta, il rame e l'alluminio. Le opere esposte abbracciano un arco di tempo che va dal 1979 al 2018 e mostrano come la ricerca di Diodato sia sempre stata coerente e costante, ampliandosi in riferimento alle infinite possibilità che la materia suggerisce.

In alcune opere della mostra, come sostiene Achille Bonito Oliva, si respirano “ricordi di Pop Art, di Minimal Art” e anche del gusto per la performance. Molti lavori infatti presentano il tempo come un elemento costituente: lo si trova elencato accanto alla tela, ai pigmenti e alla tecnica.

Il tempo è importante per la poetica dell'artista in quanto, come lo stesso Diodato asserisce, gli ha permesso di “mettere da parte l'io del pittore favorendo un io collettivo. Il passaggio delle persone nel tempo crea l'opera”. Questa attenzione si riscontra maggiormente nei lavori eseguiti grazie alla tecnica del calco: delle lastre d'alluminio o di rame sono state adagiate per terra e modellate in base agli elementi sottostanti attraverso il calpestio dell'artista e del pubblico partecipante.

Anziché accettare l'invito a guardare verso l'alto, il Maestro Diodato è invece interessato al basso, a ciò che avviene a livello del piano di calpestio e così nascono i calchi dedicati ai sampietrini di Roma. Un'analisi formale e artistica di questi profili e meandri che troviamo sotto i nostri piedi ci raccontano, quasi in senso archeologico, la sedimentazione del passaggio dell'uomo nel corso della storia. Impronte di scarpe sportive Adidas si sovrappongono ai Rombi Telecom che a loro volta si sovrappongono ai profili dei sampietrini della Piazza del Collegio Romano.

Queste opere non sono solo un'espressione artistica ma sono una tensione verso la volontà di scolpire il tempo, di catturarlo e trasformarlo in memoria, un bene collettivo che potrà essere tramandato alle future generazioni.

Via Gregorio VII, Villa Borghese, Piazza del Collegio Romano e Palazzo Merulana sono solo alcuni dei tanti luoghi di Roma che il Maestro ha mappato e che si possono riconoscere in mostra. Diodato ha assorbito e rielaborato l'atmosfera di questi spazi trasformandoli in immagini immortali della memoria, come se fossero delle antiche icone: anche se il tempo passato si sovrappone a quello futuro, non perdono mai il loro potere e la loro forza.

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