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Trasporti, un debito miliardario. Ecco l’eredità di Renata Polverini

Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, denuncia le manovre di bilancio della Giunta passata che ha generato il buco nell’Atac: “Si utilizzavano per le annualità in corso le risorse future del fondo dei trasporti”. Insomma, Renata firmava “pagherò” sulla base di soldi che sarebbero arrivati. E così l’azienda è rimasta con le casse vuote. Poi approfitta e accusa Alemanno: “Tutto nel silenzio della giunta comunale di Roma… Una cosa pazzesca, un errore gravissimo perché il sindaco di Roma ha anteposto gli interessi di partito a quelli della città”

di Fabio Carosi

Non solo piace perché è tremendamente sobrio e forse anche un po’ triste, ma è anche il primo – e forse l’unico – che ha avuto il coraggio di dire la verità sulla voragine dei trasporti del Lazio.
Se qualche romano vuole capire come si è generata buona parte del buco dell’Atac, farebbe bene a leggere le dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che finalmente ha aperto i cassetti della Regione e ha trovato l’eredità di Renata Polverini.
“Abbiamo scoperto che negli ultimi due anni si è accumulato un debito per un miliardo di euro complessivi sul Tpl regionale perché nei bilanci dell’Ente si utilizzavano per l’annualità in corso le risorse future del Fondo nazionale dei trasporti, che ogni anno assegna alla Regione Lazio circa 575 milioni di euro”.

Traduzione per chi non ha competenze specifiche sui bilanci della pubblica amministrazione: ogni anno lo Stato sostiene il trasporto pubblico locale come servizio sociale e questo perché da solo gli incassi delle tariffe non consentirebbero alle aziende di fare il servizio. La Regione Lazio, negli ultimi due anni, invece di “girare” al Comune quanto arrivava dal Tesoro, ha virtualmente finanziato il Comune di Roma e l’Atac con soldi tecnici che sarebbero arrivati più tardi. Insomma, carta straccia mai onorata da versamenti di liquidità. La giostra del denaro virtuale è andata avanti per ben due anni, aggiungendo crediti al già pesante bilancio dell’Atac. Insomma, il miliardo di euro che l’ad di Atac Diacetti e prima di Lui, Tosti, reclamano non è altro che i “pagherò” che Renata Polverini e il suo assessore Stefano Cetica hanno firmato senza mai onorare.
Ovvio che Atac è dovuta ricorrere al credito bancario per far fronte alle spese. E ora la “palla” passa a Zingaretti: “Noi ora faremo di tutto per recuperare il tempo perduto, ma non sarà facile”,. Già perché in cassa non c’è una lira e Zingaretti lo sa bene. Così approfitta del “buco” nelle aziende dei trasporti pe ricordarsi che è sempre un politico. E non rinuncia a una frecciata al sindaco di Roma: “Tutto questo è avvenuto, negli ultimi due anni, nel silenzio della giunta comunale di Roma e dell’Atac. Una cosa pazzesca, un errore gravissimo perché il sindaco di Roma, in questo modo, ha anteposto gli interessi di partito a quelli della città”.
Ancora un traduzione: pur di non parlare male della Polverini, Alemanno ha accettato i “pagherò” nel silenzio e ha messo nei guai l’Atac.