“La scena dell’omicidio ci ha fatto subito pensare a un delitto d’impeto, perché è stato compiuto con un forte accanimento utilizzando un coltello e un martello”. Descrive così il capo della squadra mobile di Roma, Renato Cortese, lo sviluppo delle indagini sull’omicidio di una donna 74enne compiuto a Tivoli lo scorso martedì.
L’assassino di Rosita Raffaele ha un volto e un nome: ad uccidere l’anziana sarebbe stata infatti una delle nipoti della vittima: L. R.. La donna, ha confessato il delitto e si trova ora a disposizione dell’autorita’ giudiziaria. Dopo aver confessato, la donna avrebbe fatto rinvenire armi e gli abiti indossati al momento della fatale aggressione, tenuti nascosti in casa.
“Viste le modalità abbiamo rivolto immediatamente le indagini nell’ambito familiare – ha commentato Renato Cortese – Alcuni vicini di casa ci hanno riferito di aver notato una giovane donna uscire dalla casa della vittima. Nell’abitazione c’erano cassetti aperti, ma non è ancora chiaro se siano stati aperti per dissimulare o per portare via dei valori”.
La donna, sposata e madre di due bambine, con un piccolo precedente per droga, davanti ai poliziotti ha confessato di aver ucciso la zia, sorella del padre morto vent’anni fa, senza tuttavia spiegare i motivi dell’omicidio e ha parlato semplicemente di dissidi familiari lontani nel tempo.
